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Analisi Serie D | Torres, ha vinto la paura. Orgoglio Muravera e applausi per l’Uri

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Lunedì uguale analisi di Serie D. Dopo mesi di vacanza torna il consueto appuntamento di Centotrentuno con la ripresa sulle squadre sarde in quarta serie. Sette sorelle che ieri hanno fatto il loro debutto nel nuovo Girone G. Primo giorno di scuola dalle emozioni contrastanti, vediamo il momento di ogni singola società isolana in questo inizio di campionato.

Torres

Vanni Sanna pieno e festoso, squadra forte e sogni importanti. A Sassari al debutto stagionale in Serie D è mancata solo una cosa: la vittoria. Dettaglio non trascurabile nel gioco del pallone. Dopo un’estate di attese la nuova Torres del gruppo Abinsula, in tribuna, con mister Greco, in panchina, parte con il piede sbagliato. Un primo tempo contratto, con l’emozione dell’esordio e le pressioni della piazza che hanno fatto un brutto scherzo alla rosa rossoblù, e una ripresa all’arrembaggio non sono bastati ai ragazzi del presidente Udassi per evitare la sconfitta contro un organizzato e tenace Giugliano.  “Serve un bagno di umiltà” – ha detto a fine gara l’allenatore ex Lanusei Greco – e il veterano Demartis ha aggiunto la sua: “Dobbiamo capire che per vincere serve soffrire“. Dopo il buon impatto in Coppa Italia contro il Muravera per la Torres una doccia fredda, forse inaspettata, ma che comunque può essere utile per il percorso. Meglio capire da subito dove migliorare per non commettere certi errori. Nonostante la tanta voglia di calcio la piazza ha risposto con serenità alla sconfitta e questo aiuterà. Anche perché arrivata contro il Giugliano, una diretta avversaria per le posizioni di vertice (sulla carta). Da registrare le difficoltà del centrocampo di impostare con continuità, specie nel primo tempo. Dalla cintola in su qualcosa in casa Torres non ha funzionato. E dire che in teoria proprio centrocampo e attacco sono il fiore all’occhiello della rosa. A Greco alcuni giorni per rivedere la fase di possesso dei suoi, poi ci sarà mercoledì il derby di Coppa Italia contro il Latte Dolce e alla seconda di campionato la mai facile trasferta in casa del Lanusei.

Muravera

La provvidenza sulla SS125 ha un nome e cognome: Sergio Nurchi. Anni trentuno, di professione aggiustatutto in salsa gialloblù. Un Muravera ancora cantiere aperto trova grazie alla malizia dei suoi uomini di esperienza i tre punti dopo un derby molto combattuto e divertente contro l‘Atletico Uri. Un 3-2 forse troppo pesante per gli ospiti con lo stesso allenatore dei sarrabesi Loi che a fine partita ha sottolineato come “Un pareggio sarebbe stato il risultato giusto“. I gialloblù, in parte come fatto vedere contro la Torres in Coppa, vanno ancora a folate durante i 90′. Un po’ per una condizione atletica che ancora non è ottimale e un po’ perché la squadra dopo i tanti cambi estivi deve registrare nuovi movimenti e idee di gioco. Subito bene all’esordio Matteo Mancosu, e non solo per il gol. A dare quel qualcosa in più alla squadra di Loi però è quella struttura della rosa che si conosce da tempo, dalla difesa al solito Cadau fino al già citato Nurchi. Alla prossima in campionato ci sarà la trasferta in casa del Latte Dolce al Vanni Sanna, un nuovo step per dimostrare che la squadra è in crescita rispetto a questo inizio di stagione tra luci e ombre.

Atletico Uri

Continua a stupire nel suo approccio alla nuova stagione l’Uri di mister Paba. Anche se a fine partita l’allenatore dei sassaresi ci ha tenuto a sottolineare come: “Vanno bene i complimenti, ma dalla prossima dobbiamo migliorare alcune situazioni di gioco perché con gli applausi non si muove la classifica“. Una squadra composta all’80% dagli uomini che hanno portato allo storico salto in Serie D ha dimostrato contro una squadra di qualità ed esperienza come il Muravera di non temere nessun avversario. L’Uri è andato sotto e poi ha rimontato con un 1-2 dato dal solito Calaresu e dall’uomo del momento Altolaguirre. Per gestire il vantaggio è mancato, specie nei minuti finali, quel pizzico di malizia in più che solo l’abitudine a un campionato di quarta serie ti può dare. Per emettere verdetti sull’Uri è ovviamente ancora presto ma l’unità e lo spirito di gruppo mostrato fanno ben sperare. La rosa di Paba ha mandato un messaggio chiaro al girone: venderà carissima la pelle. Da capire come la rosa reagirà ai tanti impegni ravvicinati, dopo il successo in Coppa sull’Arzachena e la sfida di Muravera, mercoledì sempre in Coppa Italia ci sarà l’esordio in casa contro il Trastevere e poi sempre a Uri il Team Nuova Florida per la seconda di campionato. Doppia sfida a delle squadre laziali che ci dirà di più della reale forza di questo gruppo.

Carbonia

Prepari la stagione tra mille difficoltà, inizi con una rosa completata in ritardo, alla prima in casa devi giocare a Villamassargia a porte chiuse, parti andando sotto di un gol dopo 2′ da un tuo ex giocatore. Fatte queste premesse ti aspetti che il Carbonia di mister Suazo si sciolga come neve al sole. E invece i minerari hanno lo spirito battagliero. Una vena combattiva che nonostante l’enorme rivoluzione della rosa sembra essere rimasta dalla passata stagione. Alla fine grazie alla rete di Gjuci, che con Suazo sta trovando con più continuità la via del gol, il Carbonia strappa un punto e nonostante alcuni momenti di sbandamento riesce anche ad essere pericoloso in più di un’occasione. L’1-1 interno contro il Latte Dolce di Scotto è un messaggio importante per il morale del gruppo, composto soprattutto da giovanissimi. Non è un caso che a fine gara lo stesso Suazo si tolga un sassolino dalla scarpa: “Ci davano già per spacciati ma non è così“. Il campionato però è solo al suo esordio e per il Carbonia la sofferenza sarà ancora tanta. Prima la Coppa Italia contro il Lanusei e poi la prima trasferta, una di quelle per niente semplici in Campania contro un’Afragolese ritrovata. Infine una menzione particolare per Murgia, sembrato spesso in partita e trascinante. Lui può essere l’uomo in più per l’annata dei minerari. Se ritrova costanza e fiducia potrà essere tra le sorprese del girone.

Latte Dolce

Una partenza sprint ma poi l’incapacità di chiuderla e anche qualche occasione di troppo concessa, sia da fermo che non. La sfida del Latte Dolce al Carbonia si può riassumere così. La squadra di mister Pierluigi Scotto è ancora nella sua fase di principale maturazione, e alcuni errori specie in marcatura da fermo o in fase di transizione avversaria imparerà a concederli meno con il tempo e con l’alchimia giusta data solo dalle partite in serie. Poteva fare di più per qualità ed esperienza la rosa sassarese contro il Carbonia, e lo dice lo stesso allenatore biancoceleste a fine gara: “Siamo sulla strada giusta, il pari è corretto ma non è un risultato che ci può accontentare”. Serve maggiore grinta in fase di gestione, dopo l’1-0 un Latte Dolce più compatto e cinico avrebbe potuto mentalmente trovare il colpo del ko sui minerari, invece la rosa a volte si è abbassata troppo. Un concetto ribadito anche dallo stesso Scotto a fine gara. Le risposte a molti dubbi l’allenatore dei sassaresi le troverà in una settimana di fuoco con due sfide al Vanni Sanna, prima la Torres in Coppa Italia e poi il Muravera di Loi in campionato.

Arzachena

Due volte in vantaggio e due volte rimontata. Dopo il 2-2 contro il Lanusei, in una partita bella e aperta fin dall’inizio, all’Arzachena di Nappi può restare un minimo di rammarico. Non tanto per quello visto in campo, con il punto diviso che pare giusto, ma per come è arrivato. L’Arzachena ha preso anche una traversa e poteva gestire meglio il finale in superiorità numerica. Si tratta però di esperienza che una squadra con tante facce nuove nei punti nevralgici del campo metterà in cascina. Buona subito l’intesa offensiva, specie quella tra Nino Pinna e Kacorri. L’impressione di questa rosa smeraldina è che abbia la necessità di gestire con continuità il pallone per non andare in difficoltà. Al Pirina l’Arzachena ha ballato quando ha dovuto difendere. Come sottolineato anche da Nappi, a fine gara: “quando giochiamo a pallone mettiamo in difficoltà chiunque. Quando non lo facciamo ci mettiamo in difficoltà da soli”. Nel prossimo turno prima trasferta fuori dall’isola per i biancoverdi che saranno ospiti dell‘Insieme Formia.

Lanusei

Il Lanusei non molla mai. Caratteristica ogliastrina che si tramanda ormai da diverse stagioni e che viene confermata anche al debutto con la gestione Campolo in panchina. La rete allo scadere di Lazazzera regala un punto meritato e sudato, con la formazione di Campolo che ha colpito anche un palo con Gaetani. La grinta è forse l’aspetto da cui ripartire per il Lanusei, andato sotto subito e poi abile a recuperare con Ravanelli (figlio del famoso attaccante, poi espulso durante la sfida), e infine bravo a non mollare fino all’ultimo secondo. “Ho comunque fatto un grande plauso ai ragazzi perché hanno dato l’anima e abbiamo lottato anche in 10 uomini”. Nel commento di mister Campolo è racchiusa forse tutta l’attuale forza di questa rosa, che potrebbe sopperire con lo spirito a qualche lacuna più tecnica. Squadra anche molto fisica e pericolosa nelle palle inattive questa ogliastrina. Dopo la Coppa Italia ci sarà la sfida interna contro la Torres dell’ex Greco. Una gara per cuori forti che sicuramente dirà di più della strada che il Lanusei deve ancora fare o meno nel suo percorso di crescita.

Roberto Pinna

TAG:  Serie D
 

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