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Cagliari, a Brescia un brodino per ripartire

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Il Cagliari ha ritrovato la strada dei punti al Rigamonti di Brescia dopo le 4 sconfitte consecutive che avevano aperto la mini crisi degli uomini di Maran.

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“29” TIRI CHE GRIDANO VENDETTA – Nella trasferta contro l’ex presidente Cellino è arrivato un punto che ha interrotto la serie negativa e che ha dato segnali, flebili, di rinascita, quello che in gergo comune potrebbe essere definito come il classico brodino: l’avversario non era dei più temibili, solo una vittoria e un pareggio al Rigamonti fino al due a due di ieri contro i rossoblù, ma rispetto alle ultime uscite il Cagliari ha fatto vedere una maggiore pericolosità offensiva che si è tradotta nei famosi “29 tiri” verso la porta di Joronen citati da Maran nel post partita. Ciò che è mancato è stata l’affidabilità difensiva e i due gol subiti sono lì a testimoniarlo: un problema di testa e di uomini, da un lato la concentrazione che difetta soprattutto sulle palle da fermo e dall’altra le assenze ad evidenziare la carenza di ricambi affidabili. Su tutti Cacciatore e capitan Ceppitelli: da quando sono rimasti più ai box che in campo la difesa ha iniziato a fare acqua e lo stesso Olsen ha iniziato a patire le difficoltà di un reparto che mostra cali di attenzione continui. Non solo, anche le prestazioni di Cigarini hanno contribuito all’escalation delle reti al passivo degli ultimi due mesi: il professore non appare nelle migliori condizioni e oltre a non essere efficace come in passato in costruzione, patisce particolarmente nella fase di filtro davanti alla difesa.

IL SARRISMO DI ROLANDO – Problemi che portano dunque a ripensare ad altri due fattori che possono aver determinato le difficoltà dei rossoblù, innanzitutto l’assenza di rotazioni da parte di Maran e in second’ordine, non d’importanza, l’immobilismo sul mercato di Carli e Giulini. Questi due aspetti sembrerebbero peraltro legati fra loro: il Cagliari dovrà affrontare da qui a fine stagione 18 partite, poche per pensare a una rosa ampia che dia occasioni a tutti gli elementi a maggior ragione ragionando sulle scelte di Maran fino a oggi. Comprare per comprare avrebbe poco senso, dare un gruppo profondo a un allenatore che, nonostante la possibilità di scelte differenti, è rimasto abbastanza fermo a un gruppo di titolarissimi inamovibili potrebbe risultare pericoloso per gli equilibri dello spogliatoio già minati da alcune situazioni complicate: Ionita e soprattutto Castro sono due esempi, ma anche l’insistenza su Cigarini ai danni di Oliva o l’accantonamento di Cerri nonostante le difficoltà di Simeone non sono da meno. Maran ricorda, con le dovute proporzioni, il Sarri napoletano che difficilmente si affidava ai Rog e ai Pavoletti del caso.

MERCATO, STAMPELLA O OPPORTUNITÀ? – Resta comunque evidente che al Cagliari manchino almeno due elementi per fare il salto di qualità, un terzino destro e un difensore centrale: la trasferta di Milano si avvicina e Maran dovrà fare di necessità virtù come ormai accade da inizio gennaio senza che si muova foglia alla voce acquisti: a Cacciatore e Ceppitelli si aggiungerà Pisacane che sarà squalificato dal giudice sportivo. Ecco che così Faragò dovrà ancora una volta portare la croce adattandosi in un ruolo in cui fatica e il giovane polacco Walukiewicz provare a non bruciarsi dopo le imbarcate di Torino e Milano già patite. In attesa di sapere il destino di Rog e Cerri fermati a Brescia da infortuni muscolari, anche centrocampo e attacco potrebbero essere ai minimi termini tra malumori di chi gioca poco e reparto offensivo corto: Giulini e Carli hanno un solo modo per togliere ogni alibi a Maran, tuffarsi, finalmente, sul mercato.

Matteo Zizola

 

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