Veduta aerea del rendering per il nuovo stadio di Cagliari

Cagliari: ancora dubbi sul nuovo stadio?

Addio praticamente certo agli appuntamenti e agli eventi legati al Centenario e i 50 anni dello scudetto. Danno economico che come minimo costerà alle casse del club 4 milioni di euro. Un prossimo mercato fatto di austerità e qualche vendita importante. Un grosso dubbio sul futuro degli stipendi con i giocatori che, stando alle parole del presidente Tommaso Giulini, hanno accettato di rinunciare alla mensilità di marzo. Questi gli scenari poco felici in casa Cagliari conseguenti all’emergenza Covid-19.  Pensare agli investimenti in questo momento pare folle. In questo contesto cosa dobbiamo aspettarci per il nuovo stadio rossoblù?

Le parole di GIulini

Intervenuto nella trasmissione di Videolina Monitor il numero uno del Cagliari ha parlato a margine anche dell’argomento stadio. Un tema appena accennato che è passato anche in secondo piano con la crisi economica data dall’emergenza coronavirus che in queste ore, insieme all’urgenza sanitaria, non può non farla da padrone. Le parole di Giulini sullo stadio però gettano più di un’ombra sul futuro della nuova casa rossoblù: “Cambiano le strategie anche su questo fronte. Al momento, mentre si rischia la recessione, è impensabile creare uno stadio con ulteriori spazi commerciali, a nostro carico, e ora pensare a questo non mi sembra l’aspetto più importante. Anche nel rispetto dei commercianti locali che stanno subendo questa crisi. Quindi mi aspetto che la Regione e il comune di Cagliari ci consentano di riacquistare quegli spazi senza doverli trasformare in spazi commerciali. Noi vogliamo fare lo stadio e basta. Ricordiamoci che è uno stadio di concessione e non di proprietà, quindi siamo nelle mani delle amministrazioni”.

Il futuro dello stadio

Il Cagliari vuole fare lo stadio e basta. Un concetto ribadito da Tommaso Giulini ma già ampiamente espresso dalla società rossoblù negli ultimi mesi. Che al club il nuovo progetto presentato dall’amministrazione Truzzu non andasse a genio al cento per cento lo si era capito già prima dell’emergenza coronavirus. Non a caso il Cagliari già a febbraio aveva presentato delle osservazioni al progetto Sant’Elia, dove è inclusa la nuova casa rossoblù. Il club si era interrogato su tre aspetti: centro commerciale, gli spazi verdi e i parcheggi. Fondamentalmente per un motivo: il Cagliari vuole investire esclusivamente sulla struttura. Un concetto abbastanza chiaro e ribadito da Giulini anche ieri a Videolina quando rimarca come si tratti di uno stadio in concessione e non di proprietà. Va detto che il Comune aveva già preparato un documento di risposta a questi dubbi portati dalla società e la volontà è quella di venirsi incontro. La crisi economica data dal virus però potrebbe finire con cristallizzare le due parti. Tradotto: tempi che si allungheranno ulteriormente e nuovi dubbi sullo stadio del Cagliari.

Roberto Pinna

 

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