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Cagliari, equilibrio e assist: Mazzarri riporta al centro Marin

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Avanti e indietro. Come se fosse una torre nella scacchiera senza però il potere di difendere o attaccare secondo le vere regole del gioco. Razvan Marin ha iniziato bene la stagione ma, ancora una volta, ha finito per non occupare il posto che ne mette in risalto le potenzialità, quello di mezzala.

Inizio positivo
Contro Spezia, Genoa e Lazio il centrocampista ex Ajax ha lasciato il segno servendo ai compagni l’ultimo passaggio prima del gol. Un contributo importante – terzo nella classifica degli assist dietro a Barella e Luis Alberto – e che unisce il finale di stagione passata e la nuova annata, in cui un ruolo da protagonista nell’undici titolare non è mai stato in discussione. A confermarlo, il fatto che il numero 8 rossoblù sia l’unico a non aver mai saltato un minuto di gioco. Mancherebbe solo il gol, 3 nella passata stagione, a cui è andato però vicino contro l’Empoli con un tiro finito poco alto sopra la traversa. Anche perché il resto dei compiti viene ben svolto, come dicono i dati sui km percorsi in campo, che si tratti di fase di possesso e non: nella prima, oltre ad essere bravo nel farsi trovare dai compagni, rimane la sensazione che una volta ricevuta palla possa innescare con uno strappo in velocità un’azione pericolosa; nella seconda, rispetto all’inizio del campionato scorso, il rumeno ha nettamente cambiato faccia dimostrandosi un giocatore di gamba e di lotta capace di infastidire la manovra avversaria.

Troppi tatticismi

Quella che però manca è la continuità nella posizione in campo a cui il centrocampista è destinato. Un fatto che è divenuto ancora più chiaro con l’arrivo di Walter Mazzarri in panchina, tra il primo tempo contro la Lazio e le partite giocate contro Empoli e Napoli. Un Cagliari più abbottonato e compiti tattici precisi in fase difensiva hanno per larghi tratti spento la verve del rumeno, abituatosi ad agire liberamente da mezzala nella mediana rossoblù. Nel posticipo della domenica contro i partenopei, la gara di Marin è stata impostata sul tentativo di limitare Fabian Ruiz e il suo raggio d’azione per fermare la fonte di gioco della squadra allenata da Spalletti. Dopo un primo momento positivo però lo spagnolo è venuto fuori, e nella supremazia generale del palleggio degli azzurri Marin si è perso, rendendo innocua la posizione sulla trequarti da occupare in fase di possesso secondo il disegno del tecnico toscano, migliorando solo nel secondo tempo quando più nel vivo del gioco.

Contro il Venezia, nella sfida di venerdì sera alla Unipol Domus, il Cagliari dovrà cercare di fare la partita per non vedere allontanarsi troppo le altre pretendenti alla salvezza. Il ritorno di Marin nella casella ideale del centrocampo potrebbe essere la soluzione necessaria per avere una squadra equilibrata, corta ma pericolosa una volta superata la metà campo avversaria: la corsa verso lo scacco matto al re veneziano passa da qui.

Matteo Cardia

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