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Cagliari, inizio a rilento: la pausa serve per ritrovare il vero Strootman

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Una partenza lenta tra fastidi fisici e difficoltà di squadra, ed il tentativo di colmare le lacune con la personalità che ne ha contraddistinto la carriera. Con l’arrivo di una nuova pausa per le nazionali, Kevin Strootman ha la possibilità di mettere la giusta energia nelle gambe e nella mente per cercare la svolta in una stagione fino ad ora complessa.

I dati

Il centrocampista olandese ha giocato fino ad ora 5 partite su 7, di cui una – contro l’Empoli – da subentrato. 382 i minuti giocati, quasi duecento in meno rispetto agli altri principali interpreti della mediana isolana, Deiola, Nandez e Marin. La posizione occupata da Strootman è stata prevalentemente quella di centrocampista centrale, incaricato di dare ritmo all’inizio dell’azione offensiva e di schermare gli attacchi avversari in fase di non possesso. Compiti non sempre ben svolti, sia per un ritardo di condizione personale – come si è visto nei gol arrivati contro il Milan durante la gestione Semplici – che per un atteggiamento di squadra che non agevola lo sviluppo delle geometrie dalla propria metà campo in su. L’ex PSV e Roma, arrivato in prestito dal Marsiglia, resta tuttavia uno degli elementi potenzialmente cruciali del centrocampo: è dalla sua crescita che passa anche quella del Cagliari che, oltre all’energia di Marin, ha bisogno di un giocatore che sappia bene interpretare le due fasi con una certa continuità. Fino ad ora, Strootman ha recuperato meno palloni rispetto ai suoi compagni di reparto citati – 23% – e ha una percentuale di contrasti vinti – 50% – superiore solo a quella della mezzala rumena che però ha altri tipi di responsabilità in campo. Le statistiche redatte da OPTA poi sottolineano come il raggio d’azione del numero 16 sia confinato per lo più al centro di centrocampo, con un apporto offensivo minimo visibile anche attraverso il numero delle occasioni create e dei tiri tentati – 1, in entrambi i casi. Numeri che devono andare verso l’alto per trasformarsi in un impatto positivo sulle prestazioni cagliaritane.

 

Difficoltà e nuove occasioni

La condizione della squadra e la posizione leggermente differente rispetto a quella ricoperta durante l’ultima esperienza italiana al Genoa di Ballardini hanno aggiunto qualche grattacapo in più al nativo di Ridderkerk. Prima nella mediana 3, poi in quella a 4, Strootman si è trovato di fronte responsabilità e movimenti richiesti diversi, non facili da interpretare visto anche il momento psicologico del gruppo. Fatti che uniti a una condizione fisica apparsa ancora in alcuni casi precaria, anche oltre l’infortunio che l’ha tenuto fuori per due partite contro Genoa e Lazio, completano il quadro di un giocatore che ha ancora bisogno di tempo per raggiungere i livelli che in tanti si aspettano. Le difficoltà del collettivo nell’interpretazione delle gare, con un approccio più timoroso che costruttivo, reso evidente da un baricentro molto basso nelle prime sette partite, non hanno messo la strada in discesa per l’olandese. Lo stop dei campionati era la tappa che Mazzarri stava aspettando per cercare di individuare i problemi più importanti nella rosa e di risollevare il morale e il rendimento di alcune individualità. Tempo e campo serviranno anche a Kevin Strootman per trovare la condizione migliore e dimostrarsi definitivamente uno degli investimenti migliori fatti nell’estate dalla società isolana.

Matteo Cardia

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