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Cagliari, la sconfitta contro la Roma può essere un punto di partenza?

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Può una sconfitta essere un punto di partenza? Se sei il Cagliari 2021-22 e ti ritrovi ultimo in classifica dopo 10 turni di Serie A deve esserlo. Anche perché le alternative stanno a zero. Ma anche perché, al di là del risultato finale, la risposta rossoblù nel carattere e nel gioco contro la Roma di Mourinho c’è stata.

Alibi

Trovare delle scuse per l’inizio da incubo del Cagliari sarebbe come guardare il dito e non alla Luna. Però al momento, considerando anche le pregresse sofferte stagioni, le colpe principali sembrano stare più in alto di errori dei singoli in campo o di scelte tecniche. Giocatori e allenatori hanno le loro responsabilità, ma il problema principale sembra stare alla base del gruppo rossoblù. Contro la Roma Mazzarri ha ideato lo schema giusto per provare a strappare punti a una big un po’ in ombra nelle ultime settimane. Un 4-5-1 in fase di non possesso pronto a diventare quasi 4-3-3 in fase di ripartenza veloce. Palla lasciata alla Roma, area chiusa con ordine e centrocampisti pronti a fare transizione in attacco con al massimo 3 passaggi rapidi. E va detto che l’idea stava funzionando. Oltre all’1-0 di Pavoletti il Cagliari ha avuto almeno tre nitide occasioni da gol (traversa di Bellanova e doppia chance del Pavo nella ripresa).

E Mazzarri e i suoi hanno fatto una gara di cuore senza 4 titolari come Caceres, Godin, Strootman e Nandez. In campo con Bellanova alla prima da titolare (ottima prova), con Pavoletti e Grassi per la prima volta dall’inizio con Mazzarri, con Zappa terzino destro e con un Joao Pedro poco ispirato davanti ma tanto utile in fase di ripiegamento con quel ruolo quasi da esterno mancino in fase di non possesso rossoblù. Insomma, Mazzarri l’aveva letta bene ed è normale che a fine gara abbia detto che: “Per la prima volta ho visto il Cagliari che vorrei contro ogni avversario”. 

Stonatura

Tra i vari appunti comunque positivi nonostante l’ennesima sconfitta c’è un’evidente stonatura nella serata della Unipol Domus contro i giallorossi, ed è il focus messo sugli arbitri e sulla condotta arbitrale a fine partita da Mazzarri. Nella gara probabilmente migliore da quando è in Sardegna, fatta senza 4 titolari, mettere il punto esclamativo su un episodio da rigore e riannodare anche i lacci del destino della partita contro la Fiorentina sul penalty dato ai viola sembra eccessivo. Non tanto per le scelte in sé, per quello vi rimandiamo alla Moviola, ma quanto perché con questo tipo di scuse si toglie l’attenzione da un primo germoglio di gioco che invece con la Roma si è visto e soprattutto si dà al gruppo una giustificazione che uno spogliatoio ultimo in classifica non si può neanche sognare di avere. Non a caso dopo Mazzarri a parlare tanto di arbitri è stato lo stesso Pavoletti. Questa rabbia contro le scelte arbitrali andrebbe trasformata in cattiveria agonistica da mettere nei momenti chiave del match, perché anche contro la Roma (ancora una volta su calcio da fermo) il Cagliari si è sciolto come neve al sole alla prima vera difficoltà. Allo schiaffo del gol subito non sembra esserci la forza per reagire. Di questo dovrà lamentarsi Mazzarri in vista del Bologna con i suoi. In quella che appena all’undicesima giornata sarà l’ennesima gara della vita o della morte per i sardi.

Roberto Pinna

Al bar dello sport

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