agenzia-garau-centotrentuno

Cagliari, Nainggolan: “Tornerei a piedi, ma non rispetterei me stesso. Giulini? Mai sentito”

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram
sardares
sardares
sardares-sidebar

Radja Nainggolan è l’ospite del programma Il Cagliari in diretta, su Radiolina. Il Ninja, reduce da una stagione all’Anversa dopo il mancato ritorno in rossoblù, è piuttosto netto sulla possibilità di rientrare per la prossima stagione in Serie B.

«Ho fatto un’operazione alla caviglia, sto recuperando. L’ho fatta pochi giorni fa, ho dovuto fare qualche visita adesso per vedere se è tutto a posto ma procede bene». Esordisce così Nainggolan, che poi si sposta sul Cagliari: «L’anno scorso abbiamo fatto una salvezza bellissima, molto difficile. Quel gruppo lo conosco bene, è spettacolare: mi sembra strano sia retrocesso così, in maniera così strano. Quello che mi ha sorpreso di più è che, sapendo che la Salernitana perdeva, non ho visto nessuna differenza tra primo e secondo tempo. Parlo dalla parte del giocatore, perché conoscendo Agostini so che ha messo tutto quello che doveva mettere. I giocatori dovevano mettere qualcosina in più e non l’hanno fatto. Perché? Pensavano che il Venezia fosse già retrocesso, il Cagliari doveva giocare in un certo modo. Le partite vanno giocate, ci sono tante cose che vanno così. Ho parlato con un amico un paio di giorni fa e mi ha detto che se non avesse vinto a Venezia avrebbe finito in sei: è mancato anche quello, pochi falli e poche cose così».

Svolta negativa
«A quattro-cinque giornate dalla fine ho visto delle cose bruttine. Lo senti quando diventa pericoloso: non riesci a vincere. Ho visto João Pedro mal sopportato a livello tattico, doveva fare di tutto: così è difficile giocare a calcio. Però lo sentivo, gli dicevo di non mollare come se fossi con lui. Lo vedo cercare di dare quello che può, però è sempre difficile. Prendere un nome di prestigio? Anche questo non c’entra niente: Strootman lo conosco benissimo personalmente, rimane un grande giocatore e nessuno ha le sue qualità al Cagliari. Ha avuto problemi fisici, però con la personalità che ha qualcosa può dare fuori dal campo, poi non so cosa sia successo. Anche Pavoletti ogni volta che non giocava era incazzato con se stesso: sono sempre cose importanti che magari quest’anno sono mancate, non so. Poi la Salernitana ha fatto un miracolo come noi l’anno scorso, hanno fatto otto risultati utili dopo non aver fatto quasi punti. Mi sembra strano aver mollato: magari erano troppo sicuri che la Salernitana non ce l’avrebbe fatta, ci sono tante spiegazioni».

Ritorno mancato
Nainggolan commenta le voci su un nuovo ritorno a Cagliari: «Cosa dobbiamo fare? Io a Cagliari ci tornerei a piedi! L’ho sempre dichiarato e dimostrato l’anno scorso, quando io ho dimostrato la mia parola e ho rinunciato a tanti soldi. Poi ne posso guadagnare sempre tanti, ma comunque ho rinunciato. Quello che mi ha fatto male è che ora vedo il Cagliari retrocesso: tornerei per riportarlo in Serie A, ma lo vedrei come una mancanza di rispetto verso me stesso. Perché sarei dovuto essere là a salvarlo. Non fa parte della mia personalità, quindi oggi come oggi direi di no. Ho trentaquattro anni, che cazzo me ne frega giocare adesso in Serie B e tornare subito in Serie A. Io non ho mai mancato di rispetto a nessuno, ho sempre dato tutto me stesso alle società dove ho giocato. Se tornassi mancherei di rispetto a me stesso. Chiarire? Non funziona così. Non so se un giorno tornerò, perché ho detto che avrei finito la carriera al Cagliari ma ci sono persone che hanno scelto diversamente. Sono andato via dalla Roma perché un direttore voleva vendermi alle mie spalle, l’anno scorso volevo tornare a Cagliari e purtroppo è finita la storia così».

Il ribaltone
«Io sono così, ma penso sia una mentalità da persona normale, da chi dà ed esige rispetto. Io penso di non aver ricevuto abbastanza rispetto, credo di aver dato tanto al Cagliari che mi ha dato tutto, dandomi la possibilità di giocare in Serie A e di andare in una grande squadra dopo. Mi ha dato la possibilità di conoscere un ambiente bellissimo, mia figlia e mia moglie: dovrei sempre ringraziare il Cagliari per tutto. Però ci sono delle cose che finiscono non per responsabilità propria. Ho sentito da poco il direttore per sentire come stava, ma Giulini non l’ho mai più sentito. Il nuovo Cagliari? Lo vedo difficile. Bisogna vedere chi va via, chi rimane, quanti giocatori devi prendere per risalire. Ho sentito prima del Parma, che dicevano avesse fatto una squadra per salire e poi ha finito a metà classifica. Ricascare in Serie B è veramente difficile in questi anni».

In Belgio
Nainggolan racconta com’è andato il ritorno in Belgio, all’Anversa: «Mi sono divertito in campo, mi piace stare in gruppo. Quest’anno abbiamo fatto un campionato normale, ci siamo qualificati per la Conference League. Sto nella mia città, che è una cosa importante per me perché ci ho vissuto solo sedici anni e ci sono tornato adesso. Ho vissuto più in Italia che in Belgio, adesso per riequilibrare gli anni sono tornato. Mi manca la qualità di vita, mi manca il sole perché qua in Belgio ci sono quattro stagioni in un giorno. Mi manca la roba da mangiare, tante cose che ho dovuto cambiare a trentaquattro anni. Altre cose non mi mancano: lo stress calcistico qua è molto inferiore. Per la Roma sono contento, parliamo solo di Conference League ma una coppa è una coppa. La piazza di Roma lo merita, poi mi dispiace tanto per il Cagliari perché è una squadra che secondo me merita sempre di stare in Serie A. Purtroppo è successo, ho letto ieri un post di Carboni che mi ha toccato perché è un ragazzo intelligente e un giocatore molto bravo. E ha ragione: ha detto che si cade ma ci si rialza, bisogna trasformare questo di nuovo in gioia. Adesso c’è una rottura, sicuramente per delusione, ma se rimane è difficile risalire: devono trovare un equilibrio unito per risalire in Serie A».

Rifondare
«Chi tenere in B? Non entro nella testa di Giulini, non so quanti soldi si vuole fare. Dal mio punto di vista Carboni può diventare un giocatore da quindici anni a Cagliari, secondo me lui è uno dei più importanti in difesa. Radunović secondo me è un buon portiere, ha dimostrato di essere all’altezza quando ha giocato. C’è Zappa che ha giocato poco, se vuole può rimanere e dimostrare in Serie B. Ci sono tante cose da prendere in positivo, però in attacco e a centrocampo che succederà? Marin è un giocatore internazionale, giocando in Serie B perderebbe la nazionale. Penso che, personalmente, cambierà metà squadra. Dove giocherà Nainggolan l’anno prossimo? Il cuore dice una cosa e la realtà un’altra. Ripeto: io tornerei anche, ma i presupposti sono diversi. Ho un contratto ad Anversa e sto bene, con un presidente competitivo che vuole dimostrare e portare l’Anversa in vetta. Sono cose importanti per me. In vacanza? Se riesco vengo, ma devo pensare prima a guarire perché ne avrò per due mesi. Ma i miei due mesi sono un mese e una settimana…»

Ritorno al passato

In chiusura, Nainggolan spiega come si è trovato nel suo ritorno ad Anversa: «Tanti amici li ho ritrovati, tanti della famiglia non ci sono più o neanche li conosco, perché le persone importanti le ho perse nella mia vita. Vivo da vent’anni per i cazzi miei, sto bene con le persone che ho vicino e il resto non mi interessa».

La Redazione

 

Al bar dello sport

5 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti