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Cagliari: non solo senatori, la salvezza passa anche dai tuoi giovani

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Dal progetto giovani alla marcia indietro figlia di una classifica che chiede esperienza. Il mix messo a disposizione di Di Francesco a inizio stagione è stato riposto da parte una volta che la zona rossa è diventata realtà. Il Cagliari ha così chiesto ai senatori di mettere in campo quella tranquillità che i più giovani hanno via via perso di fronte a una situazione di difficile gestione.

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Da punti fermi a rincalzi

Sebastian Walukiewicz è il simbolo del cambio di rotta. Dal giovane polacco classe 2000 all’arrivo di Rugani e al rilancio di Ceppitelli, oltre a un Klavan che ha ugualmente scalato le gerarchie superando il centrale di Gorzow. Tra problemi fisici e scelte tecniche, Walukiewicz non scende in campo dal 14 febbraio, giorno della sconfitta casalinga contro l’Atalanta frutto anche di una sua disattenzione. E sono proprio gli errori di concentrazione il filo rosso che lega il passaggio dalla linea verde all’esperienza. Walukiewicz da titolare inamovibile a riserva di lusso, difficile non definire tale il giocatore dal più alto valore sul mercato della rosa rossoblù come da rapporto del CIES. Come il polacco anche Zappa è via via finito indietro nelle scelte dell’allenatore. Titolarissimo fino alla sconfitta contro il Torino – ultima con Di Francesco in panchina – con l’arrivo di Semplici ha sì raccolto altre due presenze dal primo minuto, ma solo per via delle assenze di Lykogiannis che hanno visto Nández traslocare a sinistra e l’ex Pescara prendere il posto del greco nell’undici iniziale. Protagonista in maglia Under 21, Zappa ha però visto allontanarsi la maglia da titolare con il Cagliari e diventare una seconda scelta. Anche nel suo caso gli errori di concentrazione e le difficoltà in fase difensiva sembrano aver determinato la virata di Semplici, anche se la ragione principale appare il passaggio al 3-5-2 puro e il ritorno a pieno regime di Duncan dopo i problemi fisici.

Infortunio e attesa

Un infortunio complicato ha invece messo da parte Riccardo Sottil. Il classe ’99 di proprietà della Fiorentina aveva comunque visto ridurre lo spazio a disposizione già prima del problema al retto femorale della coscia sinistra. Da una parte il passaggio alla difesa a tre e la sparizione delle ali con l’ultimo Di Francesco, dall’altro il 3-5-2 di Semplici che ricalca quello della stagione passata a Firenze dove Sottil ebbe difficoltà a emergere. Il tecnico toscano ne attende il ritorno in campo con fiducia, sottolineandone le caratteristiche uniche tra i giocatori della rosa rossoblù. Resta comunque un giocatore la cui ultima apparizione risale al 31 gennaio quando contro il Sassuolo lui stesso si rese protagonista della disattenzione in marcatura che portò al gol del pareggio di Boga e segnò, di fatto, il destino di Di Francesco sulla panchina del Cagliari.

Inserimento difficile

Tra i giovani della rosa a disposizione di Semplici non si possono dimenticare Andrea Carboni e Alessandro Tripaldelli. Il difensore centrale di Tonara è sempre stato indietro nelle gerarchie sia con Di Francesco che con il tecnico toscano. L’ultima apparizione risale a dicembre nel pareggio casalingo contro l’Udinese nel quale giocò da titolare. Da quel momento in poi, tra positività al Covid e le diverse scelte dei due allenatori che si sono susseguiti, Carboni non ha raccolto nemmeno un minuto e sembra difficile che possa farlo da qui alla fine del campionato. Tripaldelli è invece entrato nel finale della gara contro lo Spezia, ma nel complesso non è mai stato considerato pienamente né da Di Francesco né da Semplici visti i meno di 300 minuti raccolti in campionato in questa stagione. Anche nel suo caso difficilmente la situazione cambierà da qui a fine stagione vista anche la scelta ormai consolidata dell’allenatore rossoblù di puntare più sull’esperienza che sui giovani presenti in rosa

Se è pur vero che in un momento come quello che vive il Cagliari sia quasi fisiologico non caricare di responsabilità i più giovani, è altrettanto vero che in altre squadre nella stessa situazione dei rossoblù il problema non sembra esserci. Lo Spezia che ha battuto Nainggolan e compagni, infatti, aveva nell’undici titolare quattro classe ’98, un ’99 e perfino il 2001 Piccoli, peraltro tutti con poca o nessuna esperienza nella massima serie. Il Benevento corsaro allo Stadium, oltre ai tanti giocatori esperti in campo, ha schierato anche i due ’99 Gaich e Foulon, per poi inserire in corsa il 2001 Di Serio. Il Genoa vincitore a Parma aveva tra i titolari il ’99 Czyborra, per poi aver inserito nella ripresa l’altro ’99 Scamacca – decisivo con una doppietta – e il 2001 Rovella. Lo stesso Parma aveva in campo i due ’98 Man e Karamoh, senza dimenticare gli ingressi di Busi (99), Mihaila (2000) e Zirkzee (2001). Non sembra dunque tanto una questiona anagrafica, quanto una di qualità siano esse mentali, tecniche e tattiche. Tocca dunque ai giovani rossoblù far cambiare idea a Semplici e rilanciarsi, il Cagliari in queste ultime dieci finali avrà bisogno di tutte le forze a disposizione per il compimento dell’impresa.

Matteo Zizola

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