Diego Godin contro la Sampdoria | Foto Emanuele Perrone

Cagliari: quei piccoli segnali che danno fiducia a Di Francesco

Tra una miriade di punti neri anche il più piccolo punto di colore bianco riesce a distinguersi. Non sarà abbastanza per disegnare una tela dai colori affascinanti e raffinati ma è un punto di partenza. Nella crisi di dati, risultati ed episodi nerissima per il Cagliari di Di Francesco si intravedono, dopo le sfide contro Lazio e Atalanta, alcuni aspetti leggermente positivi che danno un minimo di speranza in vista di un futuro in cui i rossoblù dovranno giocarsi in ogni modo possibile la permanenza in Serie A.

Senatori

Parliamoci chiaro: l’astinenza infinita dalla vittoria, l’incapacità di segnare e la scarsa gestione della partita per tutti i 90 minuti recupero compreso, sono degli asteroidi enormi che mettono in serio pericolo la sopravvivenza della squadra del Di Fra. Ma la cattiveria, la ritrovata solidità difensiva (anche se un paio di errori di attenzione continuano ad esserci), e soprattutto il ritorno da protagonisti di alcuni dei principali senatori della squadra come Godin e Nainggolan fanno ben sperare. E quest’ultima aspetto è il ferro caldo su cui battere in vista di quello che lo stesso Di Francesco ha definito come “uno spareggio salvezza, ossia la prossima sfida al Torino. Venerdì sera alla Sardegna Arena. In piedi ne resterà soltanto uno.

Godin

Il Faraone è tornato. Recuperi, leadership e garra. Tanta garra. Un Godin così a Cagliari ancora non si era praticamente mai visto. Con accanto un marcatore più attento come Rugani sembra aver ritrovato certezze, complice anche una forma fisica tornata su buoni livelli dopo la positività al virus e i problemini muscolari patiti nella prima parte di stagione. Non è un caso che i rossoblù abbiamo subito sempre e solo una rete al massimo nelle ultime 4 sfide di Serie A. Che sono coincise con il suo rientro in pianta stabile al centro della difesa senza particolari fastidi di condizione. Non un dato da festeggiare direte voi, e a ragione. Ma c’è da considerare che nelle precedenti cinque i sardi avevano subito ben 12 reti. Un piccolo passo in avanti verso il tanto sperato e cercato, soprattutto in conferenza stampa da Di Francesco, equilibrio sembra essere stato fatto.

Radja Nainggolan | Foto Emanuele Perrone
Radja Nainggolan | Foto Emanuele Perrone

Nainggolan

Il Radja della sfida contro l’Atalanta, è inutile usare giri di parole, non è ancora il vero Nainggolan. Il compitino per uno che vive la vita e il gioco sopra i normali standard non può essere abbastanza. Ma anche in questo caso si tratta di un passo in avanti. E la speranza è che il Ninja sia pronto per il prossimo giro di giostra che sarà decisivo in ottica salvezza. L’ultima rete realizzata da Radja, ovviamente con un tiro da fuori area, risale proprio alla gara contro il Torino, vinta per 4-2 alla Sardegna Arena dai ragazzi allenati allora da Zenga. Vedere esultare Radja ancora una volta contro il Toro è il punto di ripartenza che si augurano il Di Fra e i tifosi. Ma non solo reti pesanti. Da questo Nainggolan è lecito aspettarsi maggiori rifornimenti verso le punte e un costante ruolo di collante tra le mezzali che si inseriscono e i giocatori più offensivi, come Joao Pedro e Simeone (o chi per il Cholito). Insomma il grano Senator(i) Cappelli sembra essere pronto per il raccolto, ora spetta a Di Francesco renderlo ricetta giusta per la salvezza. Senza troppi fronzoli, perché il pane basta e avanza per saziare una squadra, una piazza e una terra che hanno fame (di vittorie).

Roberto Pinna

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