Primo piano di Walukiewicz

Cagliari: Walukiewicz è rientrato in Sardegna

Riprendo o non riprendo? Questo è il dilemma che affligge i giocatori in vista del futuro della Serie A post Covid-19. Un dilemma che preoccupa presidenti, staff e tifosi di tutta Italia. In attesa di risposte certe che per il momento ancora non ci sono i giocatori che hanno lasciato le città delle proprie squadre sono un po’ in balia degli eventi per capire del proprio futuro.

Walukiewicz è a Cagliari

A Cagliari solo tre giocatori hanno scelto di lasciare la Sardegna durante il periodo di lockdown italiano. Sono Olsen, il primo ad andar via da Cagliari, e tornato nella sua Svezia, il terzino in prestito dalla Juventus Pellegrini (ora a Roma) e il polacco Walukiewicz rientrato in patria ma tornato in Sardegna venerdì 1 maggio. Non è stato il club a chiamare il classe 2000 ex Pogon ma è il difensore centrale che ha scelto, auspicando una definitiva ripresa degli allenamenti collettivi il 18 maggio, di tornare a disposizione di Zenga. In questo modo il ragazzo avrà a disposizione i canonici 14 giorni di isolamento prima del 18 maggio. Un segnale di come il centrale acquistato a gennaio 2019 ma arrivato in Sardegna solo la successiva estate sia voglioso di ricominciare, anche perché è consapevole che in un’eventuale ripresa della Serie A lui sarebbe una delle possibili novità di Walter Zenga per il reparto arretrato rossoblù.

E gli altri?

Come detto al momento il Cagliari non ha ancora dato una data limite ai suoi giocatori fuori dall’isola. Questo perché la società rossoblù sta aspettando di avere chiaro come sarà la ripresa degli allenamenti di gruppo prima di inviare un serrate le fila ai propri tesserati. Una chiamata che, prendendo per buona la data del 18 maggio, non dovrebbe comunque essere troppo lontana. Per Pellegrini, ma soprattutto per Olsen, infatti nel ritorno in Sardegna potrebbe esserci il solito discorso del periodo in isolamento da sostenere. Pare evidente dunque che i due giocatori ancora fuori, seguendo questo ragionamento che però non si basa su fondamenta solide visto il continuo evolversi degli eventi, debbano tornare entro il 4 maggio per poter prendere tranquillamente parte agli allenamenti collettivi. Ma sarà davvero così? Oppure il governo e la regione saranno più permissivi in questa cosiddetta Fase 2 e ai giocatori basterà dimostrare di aver effettuato dei tamponi con esito negativi nei giorni immediati al rientro sull’isola per prendere parte alle sedute di gruppo?

Roberto Pinna

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