lucas castro con la maglia del cagliari

Caso-Castro: il vuoto normativo avvantaggia la Spal?

Vista Serie A ma con una strada tortuosa da percorrere. Il Cagliari di Zenga che lavora per farsi trovare pronto per la sfida al Verona, del 20 giugno, è alle prese con alcune situazioni di difficile soluzione come quelle relative ai contratti in scadenza. Come nel caso di Rafael, Cacciatore, Klavan e Cigarini. E altre non meno importanti relative ai prestiti sia dei giocatori in maglia rossoblù, ma di proprietà di altre società, sia di quelli ceduti a titolo temporaneo.

Il nodo Castro

Il tema scottante è quello relativo a quei calciatori prestati e per i quali esiste una clausola che imporrebbe il riscatto da parte dei club che li hanno prelevati dal Cagliari: è il caso di Diego Farias, e Lucas Castro. Ma mentre per l’attaccante brasiliano l’acquisto definitivo da parte del Lecce dipende dalla salvezza dei salentini, per il Pata il discorso è differente. A prescindere da quando si concluderà il campionato, in caso di permanenza in Serie A del Lecce Farias diventerà automaticamente un nuovo giocatore giallorosso, lo slittamento del campionato complica al contrario l’accordo relativo a Castro: come rivelato dal presidente della Spal Simone Colombarini, infatti, i ferraresi avrebbero avuto l’obbligo d’acquisto soltanto nel caso in cui l’argentino avesse giocato una partita dal 1 aprile al 30 giugno.

Un caso spinoso

Con la stagione che andrà oltre la fatidica data finale dell’accordo, la Spal potrebbe decidere di non far disputare alcun minuto a Castro nelle due gare che precedono il termine del 30 giugno, la prima, ironia della sorte, proprio contro il Cagliari e la seconda contro il Napoli. Il perché di questa eventualità? Semplice, nell’affare ballano almeno 3 milioni, il prezzo stabilito per il riscatto obbligatorio, mentre il milione di bonus per la salvezza è al momento lontano vista la posizione in classifica della Spal. Inoltre, aspetto non di poco conto, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi citando lo studio legale Osborne Clarke, esiste una sorta di vuoto normativo che potrebbe fare ulteriormente il gioco dei biancoazzurri di Ferrara. Essendo l’accordo con scadenza al 30 giugno, e con il campionato che terminerà ben oltre questa data, la Spal potrebbe in maniera, anche abbastanza paradossale, non far giocare Castro nelle due gare del mese in corso e poi, a luglio, ripresentare in campo il Pata, senza per questo essere obbligata al riscatto.

Vuoto normativo

Si presenterebbe così la situazione estrema ipotizzata proprio dallo studio Osborne Clarke, ovvero la possibilità che la Spal possa restituire al Cagliari a fine campionato ad agosto il giocatore prestato poiché: “non ha raggiunto gli obiettivi che avrebbero comportato l’obbligo di acquisto alla fine della stagione, anche se il mancato raggiungimento di obiettivi molto banali è dovuto alla sospensione dei campionati e non alle performance dell’atleta”. Non solo, ma sempre secondo lo studio legale di cui fa parte anche Pier Filippo Capello, potrebbe addirittura aprirsi un contenzioso con il Cagliari che potrebbe sostenere, legalmente, come la volontà delle parti non fosse quella di un prestito ma “di un vero e proprio trasferimento a titolo definitivo, un contratto dissimulato atto ad ottenere vantaggi economici e fiscali”. Insomma, in mancanza di una vera e propria normativa, al 30 giugno è possibile aspettarsi diversi nodi che difficilmente verranno sciolti. Anche perché ogni società ragionerà sul proprio interesse che di fatto è stato stravolto ed è mutato a causa del coronavirus rispetto alla data che ha portato a pattuire soprattutto i prestiti con obbligo di riscatto.  E Castro potrebbe essere una delle tante situazioni paradossali di questa estate pallonara.

Matteo Zizola – Roberto Pinna

AL BAR DELLO SPORT

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