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Razvan Marin | Foto Alessandro Sanna

Da Barella a Marin, il centrocampo del Cagliari due anni dopo

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L’ex centrocampista isolano potrebbe incrociare per la terza volta in carriera il suo passato rossoblù.

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Come un tuffo nel passato. Perché quella tra Cagliari e Inter non potrà mai essere una sfida qualunque per Nicolò Barella. Riabbracciare amici e vecchi compagni, respirare di nuovo l’odore dell’erba di una Sardegna Arena in cui è cresciuto e diventato uomo, affrontare per la terza volta da avversario quei colori – il rosso e il blu – difesi con fierezza fino al luglio del 2019. Un mix di emozioni difficili da descrivere per un giocatore diventato, nel frattempo, sempre più colonna portante della Nazionale di Roberto Mancini e stella indiscussa nel centrocampo nerazzurro di Conte. Nel lunch match in programma domenica, davanti agli occhi del probabile titolare ventitreenne sardo potrebbe tuttavia scendere in campo una mediana molto diversa rispetto a quella da lui lasciata due stagioni fa.

Con Maran

Trentotto presenze, 1 gol e 4 assist il riassunto dell’ultima annata in rossoblù di Barella. Un 2018-2019 vissuto con Rolando Maran in panchina e chiuso dal suo Cagliari al quindicesimo posto in classifica. Impiegato nel ruolo di mezzala in 21 occasioni e nelle vesti di trequartista in 16 sfide, il giovane cagliaritano era il grande protagonista di una linea di centrocampo che ha assistito all’alternanza tra Cigarini e Bradaric nelle vesti di play e all’utilizzo dei vari Faragò, Ionita e Castro a completare il reparto nel 4-3-1-2 isolano. Qualità e sostanza in mediana dunque, in un modulo spesso caratterizzato dall’estro del brasiliano Joao Pedro dietro alle punte.

E poi? Con Barella partito direzione Milano con in tasca un biglietto di sola andata, ecco l’arrivo in rossoblù dei vari Rog, Nandez e del figliol prodigo Nainggolan. Pedine importanti e blasonate sbarcate in Sardegna per tentare di staccare il tanto agognato pass per l’Europa. Dopo un esperimento iniziale col Ninja schierato nelle vesti di regista puro, Maran optò poi per l’avanzamento del talento belga dietro al tandem Joao Pedro e Simeone. Alle sue spalle, il trio composto dal solito Cigarini e dalla coppia di stakanovisti Nandez e Rog in un centrocampo tutta garra e tecnica, insomma, capace di compattarsi in fase di non possesso e di supportare, al contempo, il reparto avanzato con corsa e qualità.

Con Di Francesco

Marin-Rog. Veri e propri fedelissimi di Di Francesco, saranno probabilmente ancora il rumeno e il croato ad andare a formare la coppia di centrocampo nel 4-2-3-1 rossoblù contro l’Inter. Un tandem capace di raggiungere la sua massima espressione nell’ultimo positivo 1-1 in casa del Verona di Juric. Una premiata ditta istituita dal tecnico abruzzese dopo la scelta di abbandonare il dogmatico 4-3-3, promuovendo Nandez al ruolo di pedina a tutta fascia e spostando il raggio d’azione di Joao Pedro più vicino alla porta avversaria. Meno qualità ma maggior equilibrio, dunque, per un Cagliari a cui, attualmente, potrebbe forse far comodo in rosa un giocatore dalle caratteristiche simili proprio al grande ex Barella. Intanto, domenica, i rossoblù saranno attesi dal difficile confronto con un Inter che potrebbe schierare il numero 23 cagliaritano nel suo undici titolare. Un test importante per la mediana isolana, dunque, contro chi, fino al luglio del 2019, ne è stato protagonista e leader indiscusso.

Alessio Caria

 
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