Andrea Demontis con la maglia della Sanremese

Demontis: “Sanremese, regalami la Serie C”

Intervista con il centrocampista della Sanremese, reduce dalla cavalcata di un anno fa con la maglia del Lanusei e tra i protagonisti dell’inizio di stagione per il club ligure.

Un anno e mezzo da trascinatore con la maglia del Lanusei, con il sogno Serie C cullato a lungo e svanito proprio all’ultimo, nella finale playoff persa contro l’Avellino. Poi l’avventura oltre Tirreno con la Sanremese, con un rendimento da top player in questo primo scorcio di stagione. E con l’idea di meritarsi la promozione nella terza serie mai davvero abbandonata. Abbiamo fatto una chiacchierata con Andrea Demontis, 25 anni tra poco più di un mese, tra i protagonisti dell’ottimo avvio della Sanremese, prima in classifica nel girone A della Serie D in coabitazione con il Prato.

Si può dire che Sanremo sia un’isola felice per i calciatori sardi: prima Manis, poi Molino e adesso tu, tutti con grandi risultati personali e di squadra. Come stai vivendo questi primi mesi in Liguria?

Prima di arrivare a Sanremo avevo ricevuto pareri molto positivi e, quindi, anche le mie aspettative erano alte. Per fortuna sono state tutte confermate sia per la bellezza della città che per serietà della società. Con i compagni mi trovo benissimo ed anche i tifosi si stanno dimostrando un’arma in più.

Analizzando il tuo rendimento, sono 15 le partite giocate da titolare, 4 gol e 5 assist, di cui 3 decisivi per le vittorie e solo 2 cartellini gialli. Numeri importanti, non trovi?

Il merito non è ovviamente solo mio ma dei miei compagni che mi aiutano a fare quello che sto facendo e sopratutto di mister Ascoli che mi segue in qualsiasi situazione, specie perché gioco in un ruolo leggermente diverso dal solito. È sempre il primo ad aiutarmi e stimolarmi nei momenti di difficoltà e io faccio di tutto per ripagare tutti, dando il massimo ogni giorno.

Più passano gli anni, più ti avvicini anche alla porta avversaria: nei due anni in D a Lanusei 11 gol in 58 partite, a Sanremo 4 in 15, con il tuo ruolo sempre più offensivo. Che ne pensi?

Non conoscevo questa statistica e devo dire che però mi fa molto piacere, e sarebbe bello poterla migliorare ancora o comunque confermare. A prescindere dal ruolo mi metto sempre a servizio della squadra, dando sempre il 200%, e cerco sempre più la porta per potermi ritagliare uno spazio nella classifica marcatori. Ma l’importante è vincere, non chi segna il gol vittoria.

La Sanremese sta disputando un ottimo campionato ed è avanzata anche in Coppa Italia, rispettando le aspettative di inizio stagione. Cosa ci puoi dire della società matuziana e dei suoi progetti?

Questo club ha tutte le carte in regola per poter fare bene, puntare in alto e fare il salto nei professionisti. Noi dobbiamo dare il sangue per farcela. Quotidianamente si impegna per farci stare bene e non ci fa mai mancare niente, e noi cerchiamo di fare del nostro meglio per creare una squadra vincente, poi i conti si faranno a giugno. A oggi non abbiamo vinto nulla ma, allo stesso tempo, stiamo rispettando la tabella di marcia in un girone che si sta dimostrando molto livellato e con tante squadre, anche meno considerate in partenza, che sono molto ostiche. Fra qualche mese faremo i conti, ma noi dobbiamo continuare a dare tutti per chi crede in noi, e in modo particolare per Marco Del Gratta che, sebbene momentaneamente distante fisicamente, è come se ci spingesse a dare sempre qualcosa in più.

Sei cresciuto nel settore giovanile del Cagliari e hai sempre giocato in categorie professionistiche fino all’anno e mezzo giocato a Lanusei. Come mai la scelta di spostarti fuori dall’isola e come mai proprio a Sanremo, visto che in estate si era vociferato anche di qualche interesse dalla Serie C.

Probabilmente la Lega Pro mi ha insegnato che per poter arrivare in alto a volte bisogna farsi un bagno di umiltà e sposare dei progetti che potrebbero darti soddisfazioni ancora più grandi, anche se con punti di partenza diversi. A distanza di qualche anno, ricevuta la proposta dai miei agenti, ho parlato anche con degli amici che avevano giocato a Sanremo negli anni precedenti e tutti mi hanno parlato benissimo di questa società. La scelta è stata facile. Ovviamente voglio rientrare in Lega Pro perché penso sia la categoria mi compete, ma con tutto il cuore voglio farlo con la maglia della Sanremese addosso.

Da ex giocatore del Lanusei, che ne pensi del girone sardo di Serie D? E degli altri gironi?

Continuo sempre a seguire il Lanusei e il girone G, che ormai conosco abbastanza bene: è molto competitivo, ci sono squadre con progetti ambiziosi e voglia di fare grandi cose. Sono molto contento per le sarde che stanno disputando un grande campionato, pur avendo la consapevolezza di avere davanti altre squadre attrezzate per la vetta. E spero che anche quelle che stanno soffrendo un po’ più di più si possano riprendere. Gli altri gironi li seguo, ma non ho mai avuto occasione di giocarci: vedremo se squadre come Palermo e Foggia, con ben altro blasone, riusciranno a tornare nelle categorie che meritano.

Francesco Aresu

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