Eusebio Di Francesco nella panchina rossoblù | Foto Alessandro Sanna

Di Francesco: senza i moschettieri la sfida più dura a Cagliari

Se qualcosa può andare storto, lo farà. La legge di Murphy applicata al Cagliari ha emesso la propria sentenza con la positività di Nahitan Nández che terrà fuori il tuttofare rossoblù dalla sfida contro lo Spezia e non solo. Dopo Godín e Simeone il Covid dunque esclude un’altra pedina fondamentale dallo scacchiere di Di Francesco, senza dimenticare l’assenza di Lykogiannis per il noto problema muscolare.

Tutti per uno, uno per tutti.
Senza tre moschettieri e il D’Artagnan del Cagliari Nández, il tecnico abruzzese avrà di fronte una nuova sfida per dimostrare la crescita della squadra a prescindere dagli intoppi. “Cercheremo di fare una partita con determinazione sopperendo alle assenze di giocatori importanti” il proclama di Di Francesco nella conferenza stampa pre-gara. Il gruppo davanti a tutto, anche se la perdita di un giocatore come il León è la classica notizia che non ci voleva. Se Godín ha in Klavan un sostituto che anche a Torino non ha affatto demeritato e la mancanza del Cholito diventa un’opportunità per Pavoletti o Cerri, la bandiera bianca forzata alzata da Nández apre un dilemma non da poco nella testa del mister. Il centrocampista uruguaiano è infatti un unicum nella rosa e per la sua duttilità e per le sue caratteristiche, senza dimenticare l’aspetto della personalità come ricordato da Joao Pedro in settimana. “È trascinante, non me l’aspettavo così tanto”, così il brasiliano alla domanda su chi porterebbemetaforicamente tra i compagni con sé in guerra.

Sotto a chi tocca.
I problemi aprono così la corsa alla sostituzione degli assenti, una serie di sfide dalle quali DiFra dovrà tirare fuori l’undici iniziale. L’importanza per l’equilibrio di Lykogiannis, il meno pubblicizzato tra quelli che marcheranno visita, ma il cui inizio di stagione ne ha dimostrato il valore, vede una battaglia tra Tripaldelli e Carboni per prenderne il posto. Il primo più offensivo, il secondo che invece sembra rappresentare il prefetto alter-ego tattico del terzino greco. Con Zappa sul lato opposto e senza Nández a cantare e portare la croce per tutti il classe 2001 di Tonara potrebbe essere in vantaggio proprio per la sua attitudine in copertura rispetto al compagno ex Sassuolo. Con Klavan pienamente recuperato e pronto a guidare la difesa al posto di Godín, è nel quartetto avanzato che i dubbi verranno sciolti soltanto all’ultimo. Marin e Rog appaiono punti fermi davanti alla linea arretrata, difficilmente il croato verrà spostato sulla trequarti dopo l’esperimento fallito contro la Sampdoria. Ecco che così per sostituire Nández le possibilità ballano tra una scelta più conservativa e di equilibrio e una più aggressiva e d’attacco. La prima vede in corsa Tramoni, Caligara e Faragò come esterni con compiti di ripiego a metà campo, la seconda l’utilizzo in contemporanea di Ounas e Sottil per cercare di mettere alle corde lo Spezia senza paura, quella paura che lo stesso Di Francesco ha dichiarato di non avere quando chiamato a rispondere in merito.

Chi con Joao?
Il vero e proprio ballottaggio è quello per il ruolo di centravanti. Pavoletti o Cerri? DiFra non ha sciolto il dubbio, anzi, ha rilanciato alimentandolo. Unica certezza Joao Pedro dietro la punta, il resto verrà rivelato soltanto alla lettura delle formazioni. Tatticamente cambia poco tra l’attaccante livornese e quello parmense, in entrambi i casi il Cagliari dovrà modificare il modo di giocare e alzare un po’ di più il pallone rispetto a quanto visto fino a oggi. Sfruttare il fisico di una delle due torri, mettere palloni in area che possano utilizzarne le doti aeree, che sia Pavoloso o Cerri il terminale offensivo il canovaccio non cambierebbe. Leggendo tra le righe delle parole del mister in conferenza è difficile capire chi dei due sia più avanti nella volata.
Servirà comunque il miglior Cagliari per mentalità e sacrificio contro uno Spezia che appare in salute e con alcuni ex dal dente avvelenato. A prescindere da chi scenderà in campo, senza dimenticare i cinque cambi con la carta Pereiro ricordata da Di Francesco nel pre partita, i rossoblù sono chiamati a dare risposte al tecnico. “È molto difficile, ma in ogni cosa il merito sta nella difficoltà”, parola di D’Artagnan.

Matteo Zizola

 
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