Eusebio Di Francesco in panchina | Foto Emanuele Perrone

Di Francesco vuole equilibrio, ma il Cagliari diverte ancora?

Cagliari, si stava meglio quando si stava peggio? Negli ultimi turni Eusebio Di Francesco, complici anche i tanti, troppi gol incassati nelle prime giornate è andato alla ricerca di un maggiore equilibrio per i suoi rossoblù. Tanto che la parola equilibrio è diventata un vero e proprio mantra dentro Asseminello con lo stesso tecnico pescarese che nelle varie conferenze ha ripetuto lo stesso concetto quasi in ogni risposta data alla stampa.

Inversione 

Da quando il Cagliari cerca equilibrio però sembra divertire di meno, e paradossalmente anche faticare di più in avanti. A guardare i numeri non si direbbe: quattro gol realizzati nelle ultime tre gare giocate sono un ottimo ruolino di marcia. Contro la Juventus però la squadra rossoblù ha messo insieme la bellezza di 0 tiri in porta e contro lo Spezia nel recente pareggio alla Sardegna Arena i sardi hanno tirato tra i pali avversari quattro volte. I liguri, invece, hanno impegnato Cragno in cinque occasioni. Insomma, al di là della convinzione di Di Francesco di aver meritato qualcosina di più dello Spezia, ai punti, i dati ci raccontano di una partita molto aperta che il Cagliari oltre a guardare alla beffa del rigore contro subito nel finale deve guardare anche a tutti i 90 minuti, dove se la squadra di Italiano avesse portato via i tre punti dall’isola sarebbe stato difficile gridare al furto. E se guardiamo ancora più indietro anche nel primo tempo contro la Sampdoria la squadra del Di Fra aveva sofferto tanto, creando un’occasione sola con Joao (fermato dalla traversa). Poi l’espulsione di Augello aveva dato il là al dominio rossoblù sui blucerchiati.

Spettacolo

Divertire chi guarda, e in questo caso chi scrive, non deve essere il principale compito del Cagliari di Di Francesco. Ma con una stagione che si annuncia, almeno per il momento, da centro classifica il fattore gioco e bellezza delle gare torna di moda. Anche perché il primo a parlare di voglia di far divertire la piazza è stato proprio Eusebio Di Francesco, nel giorno del suo arrivo in Sardegna. In quella conferenza il tecnico parlò anche di un progetto che partiva dal suo 4-3-3, ma poi l’ex Roma, Sassuolo e Sampdoria ha cambiato credo tattico in corsa, soprattutto per adattarsi al peso e agli equilibri, ecco che torna di moda, di Joao Pedro in avanti. Sarebbe un peccato però Di Francesco cambiasse ora anche atteggiamento, in virtù di un fantomatico maggiore equilibrio difensivo. Il passaggio dal “voglio far divertire i tifosi” a “dobbiamo trovare più equilibrio e chiudere prima le gare” è lecito, un allenatore deve guardare prima ai risultati. Specie in un contesto bulimico come il pallone italiano. Ma Di Francesco si è sempre caratterizzato nell’essere un tecnico a colori in un mondo a volte ancora in bianco e nero. E sarebbe un peccato perdere quella varietà di sfumature e luci.  I 5-2 di Bergamo, i 4-2 con il Crotone e i 3-2 contro Torino e Bologna, pur non portando sempre punti, avevano fatto saltare sul divano i tifosi. Emozioni a raffica. Gol, errori ma soprattutto tanta voglia di giocarsela contro tutti.  Il Cagliari da Bologna in poi invece è quasi sempre partito con lo stesso atteggiamento: prima non prenderle. E le assenze sono un alibi che vale ma fino a un certo punto. Perché a giudicare dalle parole, pre e post Samp soprattutto, la volontà di diminuire un po’ la sana follia del Cagliari di inizio stagione è stata la strada intrapresa dall’allenatore. Al momento la media punti di Di Francesco sulla panchina dei rossoblù in Serie A proietta ai 46 punti finali in classifica. Tradotto: una salvezza tranquilla. Un risultato che il Cagliari può raggiungere anche con quel pizzico di sfrontatezza mostrata nelle prime giornate. La piazza, spesso, si conquista con un gol in più fatto che con un gol in meno subito.

Roberto Pinna

 
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