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Inter-Cagliari: Mazzarri fa le prove del centrocampo senza Nández

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Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male e si riesce comunque a superarli, allora si presenterà un quinto per il quale si è impreparati. È una delle leggi di Murphy ed è difficile non trovare una certa ironia della sorte nelle vicende del Cagliari di questa stagione.

Destino
Come la coperta corta, tiri da una parte per scoprirne un’altra. Così gli infortuni in casa Cagliari che passano da recuperi importanti a nuove assenze all’orizzonte. La classifica difficile richiederebbe il massimo sforzo, un gruppo completo e unito. Non passa giorno, però, che al centro sportivo di Assemini non ci sia un avvicendamento in infermeria. E una volta trovata la quadra, una volta scoperti i propri titolarissimi, Walter Mazzarri si ritrova costretto a cambiare nuovamente le carte. Il suo 3-5-2 flessibile, pronto a diventare un 3-4-2-1 dal sapore partenopeo, ha avuto in Nahitan Nández la chiave di volta nelle ultime uscite.

Scelte
Il León è tornato a ruggire in mezzo al campo, interno di destra con licenza di aggiungersi al duo offensivo Joao Pedro-Keita e di allargarsi a supporto di Bellanova. Libertà di movimento totale che ha dato a Mazzarri una soluzione tattica più equilibrata. Contro l’Inter, però, sarà difficile se non impossibile vedere l’uruguaiano in campo. Un affaticamento che avrà bisogno di più di un semplice riposo di pochi giorni e che costringerà dunque l’allenatore del Cagliari a pensare alle alternative. La prima risponde al nome di Razvan Marin, già titolare ma con compiti più difensivi che di supporto alle punte. Con Nández fuori potrebbe toccare a lui il lavoro di secondo trequartista occulto, ruolo che fa parte del suo repertorio. Resta però aperta la scelta di chi dovrà giocare assieme a Grassi e al romeno in mezzo al campo. E i nomi non possono che essere tre, considerata l’assenza di Kevin Strootman e quelle scontate di Ladinetti e Faragò, non ancora a regime dopo i rispettivi lunghi stop. I primi sono quelli di Oliva o Deiola, il prescelto tra i due sarebbe così l’interno con funzione di equilibrio e di controllo degli inserimenti delle mezzali nerazzurre assieme a Grassi. L’alternativa potrebbe essere Dalbert nel ruolo di mezzala svolto a Verona, lasciando così Marin nella posizione delle ultime gare e il brasiliano come supporto del duo avanzato. A quel punto il dualismo si sposterebbe sulle fasce con due maglie per tre pretendenti, Zappa, Bellanova e Lykogiannis.

Certezza
La sfida contro l’Inter non sembra l’ideale per gli esperimenti, a maggior ragione per un trio puramente offensivo. La possibilità di vedere Marin e Grassi in mezzo al campo e davanti a loro tutte le bocche di fuoco contemporaneamente sembrerebbe da escludere. “In futuro se staranno tutti bene e se la classifica lo permetterà mi piacerebbe usarli insieme Keita, Joao e Pavoletti, ma ancora non ce lo possiamo permettere dall’inizio”, queste le parole di Mazzarri ai microfoni di Radiolina che escludono ogni possibilità di un tridente puro. Per questo le opzioni sono ampie, ma nette. Al posto di Nández la battaglia sembra essere circoscritta al trio Deiola-Oliva-Lykogiannis, uomini con caratteristiche differenti dai quali dipendono anche altre scelte. Sempre che il León non sorprenda con un recupero improvviso per provare a farsi notare nella vetrina di San Siro.

Matteo Zizola

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