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Le Pagelle | Cagliari: Godin in difficoltà, Mazzarri sbaglia approccio

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I nostri giudizi sul Cagliari sconfitto per 2-0 dal Napoli allo Stadio Maradona nel posticipo domenica.

Cragno 6: come sempre può poco sul gol dello 0 a 1, per il resto non viene quasi mai impegnato e quando accade blocca conclusioni abbastanza facili. Tocca il pallone sul rigore, ma la forza è troppa per respingerlo.

Zappa 5: tiene la posizione senza praticamente vedere mai la metà campo avversaria, soffrendo su Insigne e sbagliando anche tanti, troppi appoggi.

Walukiewicz 6: in difficoltà quando c’è da impostare, ma è anche vero che i compagni non lo aiutano. Risponde invece presente alla voce attenzione in diverse chiusure difensive.  Non è lui il punto dolente dei centrali, nonostante l’età. Esce più per il giallo che per demeriti.

Dal 69′ Ceppitelli 5,5: il tempo di farsi sverniciare ogni volta che è possibile da Lozano e poi la gara finisce.

Godín 4: forse Osimhen voleva vendicare quella famosa trattenuta che fece discutere l’ultima volta in quel di Napoli. Di fatto il nigeriano lo sovrasta facendolo dannare, lo anticipa sul gol – dove sbaglia anche la lettura della verticalizzazione – e lo costringe al fallo da rigore. Non solo, ma lo porta a spasso per tutto il resto del tempo. Serata da incubo.

Caceres 5: contiene Politano seguendolo ovunque, anche quando forse dovrebbe piuttosto tenere la linea sul gol dello 0 a 1. La sua partita è una continua marcatura a uomo vecchio stampo e nulla più, ma il suo compito lo assolve.

Nández 5,5: unico della truppa a provare qualcosa di diverso dal compitino, ma solo per venti minuti. Poi, piano piano, sparisce dal gioco e anche la sua corsa va mano a mano scemando. Resta però uno degli ultimi a mollare creando, di fatto, l’unica quasi occasione della gara per i rossoblù.

Strootman 5: guarda l’inserimento di Zielinski sul gol di Osimhen senza fare nulla per contrastarlo e senza nemmeno provare a seguirlo. Riesce a pulire alcuni palloni, ma in costruzione non si vede quasi mai. Butta anche l’unica vera occasione della ripresa rinunciando alla conclusione.
Dall’85’ Grassi SV: sostituzione di cortesia per l’olandese in panne.

Deiola 5: filtro fa filtro, ma Anguissa lo sovrasta in lungo e in largo in ogni occasione. In fase di possesso resta nascosto e quando riceve i pochi palloni che chiede gioca in maniera scolastica.
Dal 69′ Keita Baldé 5: entra ma si vede poco e quel poco lo sbaglia. Non aggiunge nulla al nulla offensivo della squadra.

Lykogiannis 5: alcuni cross, un po’ di sostanza, una buona attenzione su Di Lorenzo, l’aiuto a Caceres su Politano. Questo passa il convento in una partita più di difesa che altro. Decisamente poco.
Dall’85’ Pereiro SV: unica giocata l’incursione che termina sul corpo di Keita.

Marin 5: sprecato, sprecatissimo. Deve fare una cosa sola, seguire Fabian e chiudere le linee di passaggio verso lo spagnolo. Non il suo ruolo, ci prova, ma appena l’avversario prende le misure non riesce più a contenerlo. E il suo aiuto in costruzione manca. Leggermente meglio quando torna in mezzo al gioco.

Joao Pedro 5: il confronto con Koulibaly è impietoso sul piano fisico, lui comunque fa del proprio meglio per provarci. Non è abbastanza, ma merita un minimo di comprensione per un compito improbo. Nella ripresa, però, non si vede più anche se non solo per colpa sua.

Mazzarri 5: con la polo dentro i pantaloni guarda il cantiere Cagliari dando indicazioni e provando a smuovere le acque. La densità organizzata in mezzo al campo regge dieci minuti e mezzo, poi è un continuo osservare il Napoli tenere palla e provare a entrare nella muraglia rossoblù. Contro i partenopei rullo compressore forse si poteva fare poco, ma tentar non nuoce. E ora, con il Venezia, è già partita da vincere a tutti i costi.

Matteo Zizola

 

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