Razvan Marin | Foto Alessandro Sanna

Marin, un gol per prendersi il Cagliari

In casa del Verona, il centrocampista rumeno ha messo a segno il suo primo gol “italiano”, ritrovando quella rete che gli mancava dal 16 maggio del 2019.

“Razvan”, ripeteva a squarciagola lo speaker. “Marin”, rispondevano all’unisono i 27 mila del Maurice Dufrasne. Una procedura  alla quale i tifosi dello Standard Liegi si erano ormai felicemente abituati. Prima un rigore forte e preciso, poi una punizione da poco oltre la trequarti. Un gol fantastico, strepitoso. La ciliegina sulla torta in un’annata fatta da 10 gol e 9 assist. Era il 16 maggio del 2019. “The last dance” del talento rumeno prima del “giù il sipario” con la maglia del quarto club più titolato nella storia del campionato belga. Prima del trasferimento in quell’Ajax che, fin dall’aprile precedente, aveva individuato in lui il perfetto sostituto per un Frenkie de Jong ormai impossibile da trattenere. 12,5 milioni di euro e affare chiuso.

Viitorul, Standard e, infine, i lancieri di Erik ten Hag, freschi di titolo in Olanda e protagonisti di una cavalcata trionfale in Champions League. Tappe di una carriera “In Crescendo” per un ragazzo che, da giovanissimo, aveva già ricevuto la pesante investitura della leggenda rumena Gheorghe Hagi. E allora ecco che ogni tassello pareva effettivamente uno dei tanti presupposti di una di quelle favole calcistiche caratterizzate dal solito, banale lieto fine. Saranno invece soltanto 10 le presenze per Marin in Eredivisie. 17 i gettoni totali tra tutte le sei competizioni disputate dall’Ajax nella scorsa stagione. Numeri dal sapore di un amore mai sbocciato.

Aspettare

“Il tempo viene per chi lo sa aspettare”, dice un famoso proverbio. Razvan ha attesto, finché il suo cellulare non ha squillato all’improvviso. Prefisso “+39” sullo schermo del suo smartphone. Dall’altra parte, un Eusebio Di Francesco appena sbarcato in Sardegna e deciso a costruire attorno al ventiquattrenne rumeno il centrocampo del Cagliari che verrà. Un’occasione da cogliere al volo per Marin, pronto a confrontarsi col difficile campionato italiano in cui, anni prima, lo stesso Hagi aveva scritto pagine indelebili nella storia del Brescia. Nella testa di Razvan, poi, un unico grande obiettivo: riscattare un’annata fatta opaca all’ombra della Johan Cruijff Arena.

Sbloccarsi

Dieci presenze su 10 da titolare, 51 palloni recuperati, 9 occasioni create, 349 passaggi positivi e 6 conclusioni totali verso la porta avversaria. Dopo una fase di ambientamento iniziale, Marin sta finalmente facendo registrare quella tanto agognata continuità mai trovata in maglia Ajax. Col Verona, poi, ecco anche il primo gol “italiano”. Assist di Pavoletti e discesa inarrestabile verso l’area di rigore, prima di battere Silvestri con un mancino preciso. Una magia che ha permesso ai rossoblù di tornare dal Bentegodi con un punto d’oro in tasca. Una rete che sa di liberazione dopo più di un anno d’astinenza realizzativa.

Tante cose sono cambiate da quel 16 maggio del 2019. Marin è maturato e cresciuto. Il talento, invece, è sempre lo stesso. E dopo aver ritrovato la gioia del gol, ora Razvan non vuole più fermarsi.

Alessio Caria

 
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti