Simone Milani attaccante della Torres

Milani: “Torres? Davanti te ne fanno una, dietro un’altra”

Continuano le dichiarazioni in casa Torres dopo il caso rimborsi che ha visto lo strappo tra il presidente Salvatore Sechi, i giocatori e il tecnico Marco Mariotti. Questa volta a parlare, attraverso il proprio profilo Facebook, è l’attaccante rossoblù Simone Milani. Un commento amareggiato da parte del classe 1996 che non si aspettava questa nuova spiacevole situazione dopo una buona stagione in Sardegna.

Le parole di Milani

Milani, cresciuto nelle giovanili della Lazio, ha approfittato dell’anomala situazione per fare anche un riepilogo delle sue situazioni sfortunate negli ultimi anni: “Ho aspettato alcuni giorni prima di scrivervi. Sono notti che non dormo, tutto questo perché? Perché giorno dopo giorno, mi stanno rovinando un sogno che ho costruito da quando ero bambino. Voglio scrivere queste parole da tifoso, non da giocatore perché chi mi conosce sa e cammino a testa alta per questo. Parto dalla mia discesa, la notte dell’incidente, dove i giornalisti scrissero incidente d’auto “per l’ultras della Lazio”, incidente d’auto per il giocatore della Primavera della Lazio “strappato alla Nord”. Non si parlava del giocatore, mai. Sono orgoglioso di questo perché ho sempre trasmesso la mia passione e la mia vita in campo, giocando per tutti quei tifosi che vivono di questo. Dopo l’incidente c’è la risalita, arrivo a Nocera per me pensavo fosse l’inizio di un qualcosa d’importante, ma c’è stato qualcuno che ha giocato con i sentimenti dei tifosi, buttando via un annata di sacrifici. Non dimenticherò mai la trasferta di Genzano, entrammo in campo e da Nocera vennero più di 1.500 persone, questo per farvi capire che il calcio è morto, ma nonostante anni di fallimenti, di prese in giro, i tifosi no quello ci sono e ci saranno per sempre. E ringrazierò sempre Nocera per quello che mi ha dato, in un momento così difficile. Poi arriva la lupa Roma dove arriva un annata perfetta, ma anche lì qualcuno gioca con la passione e il lavoro di tutti noi, che facciamo sacrifici non per milioni, ma per soldi che prenderebbe qualsiasi lavoratore. L’unica differenza è che noi siamo pagati per fare quello che amiamo. Poi Pro Piacenza dove pensavo stessi rientrando in un mondo che mi era volato via per una notte, dal nulla. Pensavo nel professionismo le cose fossero diverse, invece no. Dopo mesi di sacrifici un altra presa in giro, un altra società con più di 100 anni di storia che fallisce, e chi ci rimette ? I tifosi e poi noi”.

Dopo l’amaro commento sulle situazioni che hanno portato Milani alla disillusione nel calcio degli ultimi anni ecco la chiusura sull’attuale situazione in casa Torres: “Quest’anno arrivo alla Torres, non vedevo l’ora di ricominciare, doveva essere la mia rivincita… E così è stato, se non fosse per questo virus che ha fermato il mondo intero. Siamo terzi, il campionato e fermo, e la Torres è tornata a far paura. Ma dopo poco tempo succede il caos. Tutto questo perché? Perché? Perché siamo in Italia amici miei. Il paese dalle due facce. Davanti te ne fanno una, dietro un’altra. E continueranno a rovinare soltanto i sogni di quel piccolo tifoso, che oggi è diventato grande“.

Roberto Pinna

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