Nainggolan anima e corpo rossoblu, Rog stellare

I nostri giudizi sulla partita del Cagliari vincente contro la Fiorentina per 5-2.

Olsen 7: spettatore per lunghissimi tratti, mette la sua firma portando la squadra al riposo senza gol con un ottimo riflesso su Pezzella ripetendosi nella ripresa su Dalbert e Sottil. Peccato per i gol subiti sui quale non ha alcuna responsabilità.

Cacciatore 7: la Fiorentina sollecita molto di più la sua zona che quella opposta e lui nel primo tempo, al netto di poche sbavature, risponde presente. Non solo, ma è particolarmente attivo in fase di spinta con ottimi risultati. Nella ripresa i viola cambiano e premono sul lato opposto lasciandogli libertà d’attacco.

Pisacane 7,5: non si limita al solo lavoro difensivo, ovvero annullare la punta avversaria come suo solito, ma si prende anche la scena con la capocciata del raddoppio su azione d’angolo. Epico.

Klavan 7: la tranquillità estone al servizio della difesa. Non butta un pallone, non lascia passare uno spillo, mette il classico cartello no fly zone nella sua area di competenza.

Pellegrini 6,5: partita senza infamia e senza lode nel primo tempo quando spinge con poco successo e difende la sua fascia poco sollecitata dai viola. Nella ripresa i viola provano a premere sul suo lato, lui non fa una piega e anzi, alza i giri e anche la sua valutazione ne beneficia. Chiude con leggerezza, a risultato acquisito perde concretezza e concentrazione.

Nandez 7: leone di soprannome e di fatto, che sia Faragò o Cacciatore lui svolge il suo compito con grinta e dedizione aiutando il terzino in fase difensiva e non disdegnando le scorribande sulla fascia. (dall’83’ Ragatzu SV: dopo i dieci minuti della prima gara rivede il campo a partita ormai in cassaforte)

Cigarini 7,5: rende semplici le cose più difficili, giocando con tranquillità e il solito ritmo fatto di velocità di pensiero e suprema intelligenza tattica. Domina in mezzo al campo, gli avversari non lo prendono mai.

Rog 8: primo tempo sontuoso da mostrare ai giovani per spiegare il concetto di centrocampista completo e di verticalità. Strappa palloni agli avversari, tesse il gioco assieme ai compagni, ma soprattutto sono i suoi strappi dritto per dritto a tagliare a fette una Fiorentina meno spessa del solito. Il primo gol in campionato, l’azione che porta al terzo, la costante presenza in ogni situazione pericolosa: giocatore totale.

Nainggolan 9: è l’anima e il corpo di questa squadra, colui che porta in campo la mentalità vincente e la trasmette a chiunque gli passi attorno. Tre assist, filtro costante e una condizione che sembra crescere di partita in partita. Infine, come se non bastasse, il suo ormai classico missile terra aria che cala il pokerissimo alla Sardegna Arena.  (dal 78′ Castro SV: passerella finale)

Joao Pedro 7,5: festeggia il rinnovo contrattuale con una prestazione che non fa più notizia. Regista offensivo, uomo ovunque nella manovra, scende e sale anche se non fa male nell’area avversaria per 45 minuti. Il suo apporto è decisivo nelle dinamiche tattiche del nuovo champagne a marchio Maran. Freddo nel uno contro uno contro Dragowski in occasione del quarto gol.

Simeone 7,5: pronti via e fallisce un’occasione d’oro. Le lacrime al 13′ minuto nel ricordo d Astori confermano quanto senta la partita, ma a posteriori sono anche un modo per scrollarsi di dosso la tensione. Da lì in poi prende una quantità di calci da far invidia ai più grandi come Messi e Ronaldo, parte in solitaria con un coast to coast che solo Dragowski evita diventi un gol maradoniano, mette la sua firma con un pregevole tacco per il gol del tre a zero. Il cholismo in formato rossoblù. (dal 74′ Cerri 6: sbaglia a tu per con il portiere il gol del 6 a 2, ma era in fuorigioco. Per il resto gioca di sponda, ma sembra ancora lontano dalla fiducia in se stesso)

Maran 8,5: partenza a razzo, controllo costante della gara, consapevolezza dei propri mezzi e un gioco spumeggiante che ormai non è più un caso, ma una certezza che fa paura all’avversario di turno. La perla di giornata sono le manovre centrali che portano occasione e anche un gol, nuova soluzione dopo che il cross sembrava l’unica costante della squadra. Ha completamente in mano il gruppo e la sua idea di calcio splende ovunque, in casa come in trasferta. Metamorfosi che non  può essere solo dovuta ai nuovi acquisti, non più. Unico appunto, dopo il 4 a 0 qualche cambio per dare fiducia a chi è stato meno utilizzato non avrebbe fatto male.

Matteo Zizola

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