Sartor: “Torres giovane e forte, ma non pensiamo ai playoff”

Marcos Sartor Camina è uno degli uomini copertina, in questa prima parte di stagione, della Torres che ha appena accolto nel reparto arretrato Alberto Cossentino (per lui un ritorno dopo i problemi all’anca) e Alessio Rizzi (classe ’99 proveniente dall’Atletico SFF).

L’attaccante argentino, alla sua terza esperienza in Sardegna dopo quelle con Budoni e Sassari Latte Dolce, ha già timbrato il cartellino 9 volte in campionato, con l’ultimo gol pesantissimo sul campo della Nuova Florida che ha regalato ai rossoblu la vittoria. Lo abbiamo sentito a pochi giorni dalla gara interna contro la Vis Artena.

Marcos, l’anno scorso un anno tra luci e ombre per colpa degli infortuni ti aspettavi un inizio così?

L’anno scorso non è stato uno dei miei migliori anni, a causa dei miei infortuni. Durante l’estate ho cercato di lavorare tanto per recuperare,in modo tale da essere in piena forma per poter indossare e onorare al meglio la maglia rossoblù. Devo ringraziare il presidente e la società che ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di essere qui, nella squadra più importante e più antica di Sassari. Per me è un motivo di grande orgoglio.

Alla Torres stai facendo molto bene svariando molto in attacco, ti trovi meglio a giocare in coppia con una punta rapida come Milani o con un centravanti puro?

Con Milani mi trovo molto bene. È un ragazzo di qualità, rapido, riesce a dare tanto alla squadra e soprattutto a servire buone giocate.
Non ho preferenze per giocatori veloci o centravanti, cerco di adattarmi alla qualità del compagno che ho accanto.

Che allenatore è Mariotti? Come è stato l’impatto con il nuovo tecnico?

Il mister è molto preparato per questa categoria, riesce a sfruttare al meglio le qualità di ogni giocatore. L’impatto è stato buono sin dall’inizio, mi è sempre piaciuto come riusciva a far giocare bene le sue precedenti squadre.

Con il Latte Dolce un gol alla Torres, con la Torres gol al Latte Dolce (in coppa); da vero argentino sei un uomo che si esalta nei derby?

Giocare un derby è importantissimo per ogni giocatore. Mi piace affrontare queste importanti sfide e mi piace particolarmente sentire quella adrenalina che si prova prima di solcare il campo da calcio

L’arrivo in Sardegna al Budoni dall’Argentina; come mai questa scelta e come ti stai trovando in questi anni nel calcio isolano?

In Sardegna mi trovo molto bene. Il popolo sardo mi ha accolto a braccia aperte, ho trovato una piccola famiglia. Sono arrivato qui perché mi piace affrontare le sfide e volevo vedere dove potevo arrivare nel calcio italiano.

Con la Torres siete partiti a razzo superando le aspettative, c’è ora la voglia di giocarsi qualcosa di più di una semplice stagione tranquilla?

Noi non pensiamo a quello che potrà succedere. Lavoriamo giorno dopo giorno, affrontando partita dopo partita. Ovviamente ci sono i presupposti per poter continuare il nostro percorso. Siamo una squadra giovane e forte , ma il campionato è ancora lungo e c’è molto su cui lavorare.

Un ricordo dell’Argentina, la cosa che ti manca di più…

La cosa che mi manca di più è la mia famiglia ovviamente, che anche da lontano mi sostiene ogni giorno. Loro sono la mia forza. Il vero sacrificio lo fanno loro.

Come hai iniziato a giocare a calcio e chi era il tuo idolo da ragazzo?

Ho iniziato a giocare calcio sin da quando ero piccolino e da li è iniziato il mio percorso. I miei idoli da ragazzo sono stati Batistuta e Martin Palermo.

Maradona o Messi?

Messi. Lo preferisco perché l’ho visto giocare.

Sei in lotta per il titolo di capocannoniere del girone, ci pensi al titolo?

No, non ci penso. Lavoro con la squadra e per la squadra. Ovviamente è importante per un attaccante segnare, ma quello che mi interessa di più è la classifica del campionato e non la classifica del capocannoniere.

Roberto Pinna

 

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