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Serie D | Arzachena in costante crescita, notte fonda per Latte Dolce e Carbonia

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Giovedì di ripresa per una Serie D che dopo il turno infrasettimanale di ieri, 8 dicembre, va di fretta verso la sosta natalizia. In un campionato sempre più condizionato negli ultimi turni dai rinvii causa Covid. Tra le sarde la Torres, dopo la quarantena per il contatto con il positivo nel volo Fiumicino-Alghero dello scorso 28 novembre, tornerà a giocare domenica 12 in casa contro l’Aprilia. Un turno da recuperare anche per il Muravera di mister Loi, fermo ai box per le positività in casa Vis Artena. La squadra sarrabese riprenderà domenica nel derby interno salvezza contro il Carbonia di Suazo. Andiamo però con ordine e analizziamo il momento di forma delle altre cinque sarde scese in campo nel turno dell’Immacolata.

Arzachena

Prova del 9 superata a pieni voti. Gli smeraldini di Nappi vincenti in casa della seconda in classifica Aprilia per 1-0 trovano le giuste consapevolezze per iniziare a credere al treno playoff. I biancoverdi sono in costante crescita e le tre vittorie di fila lo confermano. Al momento l’Arzachena è sesta in classifica, con una gara da recuperare (rinvio causa Covid con la Vis Artena). Anche contro l’Aprilia, nonostante un campo difficile e reso pesante dalla pioggia, la squadra di Nappi ha provato a fare il proprio gioco, con un attacco molto mobile, una difesa rinforzata da una mediana di esperienza e gli esterni pronti a ripartire in transizione rapida. Per la seconda volta in stagione Sartor ha sbagliato un rigore. Per l’ex Torres e Latte Dolce il dischetto sembra essere stregato e c’è da chiedersi cosa potrebbe questa rosa se la punta trovasse continuità e fiducia in zona gol. Nel frattempo la società si sta muovendo sul mercato per trovare un’alternativa proprio in avanti e per portare un centrocampista di qualità e leadership al Pirina. Già per la gara di domenica in casa contro il Gladiator potrebbero vedersi alcune novità tra le fila dei ragazzi di Nappi. E quella ai campani sarà la partita della verità: avrà la forza questa Arzachena per continuare a crescere?

Atletico Uri

Due sole sconfitte in casa (Nuova Florida e Insieme Formia) e 18 punti totali in classifica, che valgono il momentaneo settimo posto. Dopo il nuovo successo interno (2-1 in rimonta sul Cassino) parlare di sorpresa Atletico Uri sarebbe inutile. Ormai la squadra di mister Paba sta provando a costruire una sua identità nel girone G. Il vantaggio sulla zona salvezza comunque ancora non è una certezza, visti i tanti recuperi per alcune delle immediate inseguitrici però i giallorossi hanno dimostrato di potersela giocare alla pari contro chiunque nel girone. La sfida più grande ora è capire come rinforzare un gruppo che sembra aver trovato un equilibrio precario ma efficace. Sicuramente servirà un attaccante da affiancare al duo Calaresu-Altolaguirre, che sembrano infaticabili ma che prima o poi avranno la necessità di tirare il fiato. La prossima gara di campionato vedrà i ragazzi di Paba in trasferta sul complicatissimo campo del Cynthialbalonga, squadra laziale in netta ripresa dopo l’inizio complicato. In trasferta in stagione l’Uri ha battuto solo la Vis Artena alla terza giornata, per continuare a sognare serve fare punti pesanti anche lontani dal Ninetto Martinez.

Lanusei

Il rimpianto dopo la sfida persa al Lixius contro il Giugliano per 2-1 è grande. Non tanto per la forza dell’avversario, contro cui ci sta perdere visto il rendimento da schiacciasassi in campionato dei campani, ma per l’ottima prestazione fatta dai ragazzi di Campolo. Se il Lanusei fosse uscito dalla gara alla capolista con 1 o 3 punti nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, ma il calcio è uno sport che si fa con i gol e non con i se e con i ma. Agli ogliastrini manca una punta di categoria, di quelle capaci di fare una rete anche con mezzo pallone. Contro il Giugliano, anche negli ultimi minuti con l’uomo in meno per l’infortunio di Marrazzo, il Lanusei ha costruito una mole infinita di potenziali palle gol ma poi al momento di capitalizzare c’è sempre stato un errore, un ritardo su un pallone in area o una scelta di gioco sbagliata. L’impressione è che con una punta da 8-10 gol questa rosa possa salvarsi senza eccesivi patemi, il problema ora sarà fare le giuste valutazioni in sede di mercato. Va anche detto che la squadra sotto il profilo del gioco è cresciuta giocando palla a terra, quindi prendere una boa di fisico e snaturare l’identità di calcio creata per dei lanci lunghi potrebbe anche essere controproducente. La prossima trasferta in casa del Monterotondo, reduce da tre vittorie più l’ultimo pari con il Carbonia, diventa il bivio dove non sbagliare l’uscita per l’obiettivo salvezza.

Latte Dolce

Con i biancocelesti sembra di vivere in un loop temporale infinito: ottime prestazioni, pochi punti. Di settimana in settimana ci raccontiamo la stessa verità. I sassaresi giocano bene ma poi negli ultimi 25-30 metri si dimenticano dell’unica cosa che conta nel calcio: il gol. E nel frattempo la classifica inizia a fare paura. I sassaresi hanno il peggior attacco del girone (10 reti) e non vincono dal 6 novembre, 1-0 a domicilio contro il Monterotondo. L’ultima sconfitta per 1-0 contro l’OstiaMare al Vanni Sanna ha confermato quanto già si sapeva di questa rosa: servono alcuni rinforzi perché altrimenti con le pacche sulle spalle e con le buone prestazioni, che ci sono state, non ci si salverà. Se guardiamo alla scorsa stagione la squadra riuscì a togliersi dalle zone calde solo negli ultimi mesi di campionato. Ecco, questo Latte Dolce ha sicuramente meno esperienza e qualità di quella rosa che aveva Antonelli, Bianchi e Scotto in più, per fare alcuni nomi. Senza qualche innesto la strada salvezza sembra in netta salita. Detto questo abbattersi dopo 13 turni non avrebbe alcun senso, e la prossima sfida esterna contro un Cassino parso in crisi di risultati (quattro sconfitte di fila) è l’occasione giusta per provare a rialzare la testa dopo un evidente periodo di crisi per i biancocelesti.

Carbonia

Quello del gol è un problema atavico per le squadre sarde in zona salvezza. E per il Carbonia il discorso non è lontano da quello fatto per Lanusei e Latte Dolce. Criticare i ragazzi di Suazo guardando la classifica è molto semplice: ci pensano i numeri. Però chi ha visto alcune partite dei minerari sa che i biancoblù sono una formazione che non gioca male a calcio, anzi. Manca quella malizia in zona gol, ma anche negli altri reparti perché spesso si prendono delle reti molto rivedibili e alle volte gli animi si accendono quando invece alla squadra servirebbe la concentrazione e la calma per portare a casa dei punti. Se solo il Formia, penultima, ha subito più reti del Carbonia (25 contro 26) in questo inizio di campionato, un motivo ci sarà. La zona playout è lontana quattro punti, iniziano ad essere tanti per una rosa che ne ha ottenuti 8 in 13 gare.  L’1-1 interno contro il Monterotondo sa di occasione persa per riaprire la corsa al treno playout. Alla prossima giornata il derby contro un Muravera ferito ma comunque favorito sulla carta, a mister Suazo servirà un miracolo di Natale per rialzare questo Carbonia. E chissà che la società sotto l’albero non faccia avere all’ex attaccante del Cagliari almeno un regalo per reparto sul mercato, come da lista dei desideri del tecnico.

Roberto Pinna

 

TAG:  Serie D
 

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