Il Carbonia esulta dopo il gol | Foto Fabio Murru

SERIE D I Il Carbonia dei miracoli, ore difficili per l’Arzachena

La Serie D fa quattordici e per le squadre sarde a tre turni dalla fine del girone d’andata, senza considerare le partite che alcune devono ancora recuperare, il disegno del proprio campionato sembra iniziare a delinearsi in maniera più chiara. Sogni, ambizioni e paure. Vediamo l’analisi del momento di forma per Arzachena, Latte Dolce, Torres, Muravera, Carbonia e Lanusei nel girone G della Serie D.

Torres

Rialzarsi facendo punti nella doppia trasferta nel Lazio contro Formia e Cassino non era semplice, specie dopo aver perso il derby della salvezza in casa per 4-0 contro il Latte Dolce. Invece la squadra di Archimede Graziani ha dimostrato di essere ancora viva e ha risposto presente. I quattro punti fatti grazie alla vittoria contro l’Insieme Formia, prima, e al pareggio contro il Cassino, poi, non permettono di respirare in classifica ma danno più di qualche speranza alla squadra di Sassari. La Torres resta fragile ma sta trovando in alcuni elementi molto giovani, come Mascia o il nuovo arrivato Gomez, la fame per buttare il cuore oltre l’ostacolo. Contro il Cassino, squadra ostica un po’ per tutti nel girone, i rossoblù hanno retto quasi fino alla fine. La vittoria forse sarebbe stata un risultato generoso ma in questa doppia trasferta nel Lazio la squadra ha mostrato più solidità. Resta il grande via vai in rosa. Salutato Ladu il centrocampo sarà affidato già dalla prossima partita al veterano spagnolo Prosi. C’è poi da capire la situazione di Mesina: ancora titolare a Cassino ma sempre all’asciutto e con diverse pretendenti alla porta e con un amore interno, soprattutto con il gol, che in casa Torres per il momento tarda ad arrivare. Su una cosa ha ragione Graziani: “La Torres deve ancora lavorare molto”. Però dopo questi quattro punti la squadra potrà farlo con un pizzico in più di certezza. Aspetto non da poco, considerando che solo una settimana fa il futuro dei sassaresi sembrava solo nero.

Latte Dolce

Nuovo Latte Dolce, vecchi difetti. Dopo la roboante vittoria contro la Torres, figlia anche degli episodi della gara, la squadra di Fabio Fossati torna a un brodino interno contro il fanalino di coda Nola. Mancano i gol. Inutile girarci troppo intorno. Senza questo piccolo dettaglio nel calcio si fa fatica a scalare la classifica. L’aspetto positivo è aver chiuso le ultime due partite senza subire reti. Va detto comunque che il Latte Dolce ha affrontato ultima e penultima della generale negli ultimi due turni. Per trovare l’identità propria Fossati avrà bisogno di più tempo e magari di una mano dal mercato. Nelle prossime ore il Latte Dolce dovrebbe annunciare due under per dare maggiori ricambi alla formazione titolare, soprattutto nella zona di centrocampo. Ma attenzione in attacco dove si sta provando in tutti i modi a strappare Mesina dalla Torres per costruire un tridente con Scotto e Kone che dia la svolta alla stagione fin qui deludente dei biancoblù. Per il percorso di crescita Fossati sarà ancora una volta aiutato dal calendario, perché il prossimo avversario è la Nuova Florida. Squadra che arriva da un ottimo periodo di forma e che non ha perso nessuno degli scontri diretti salvezza nelle ultime settimane. Ma il Latte Dolce può, e deve, battere i laziali. Anche se a domicilio.

Carbonia

Per il Carbonia parlano i numeri: 23 punti in 13 partite giocate, 22 gol fatti e 13 subiti. Sei vittorie, cinque pareggi e due sconfitte. Fin qui la stagione dei ragazzi di Mariotti sa di miracolo. Specie se consideriamo le difficoltà di una piazza senza una casa e alla prima stagione in quarta serie dopo più di 30 anni. L’ultima gioia è il successo, mai in discussione nel punteggio, sul campo non semplice a livello ambientale dell’Afragolese. Il tecnico romano però giustamente sta provando a tenere con i piedi per terra i suoi, anche perché il girone d’andata si chiuderà con un trittico importante e complicatissimo. Nell’ordine: Latina, Vis Artena e Monterosi. Per iniziare al giro di boa nuovamente contro la Torres, ma questa volta al Vanni Sanna. Un calendario che metterà alla prova i sogni celati e le ambizioni di un Carbonia che ha in testa, per ora, solo l’obiettivo della salvezza. Se però il Carbonia, per ora e in maniera inaspettata prima delle sarde nel girone, dovesse uscire con le ossa tutte intatte da questo trittico infernale sarebbe naturale aspettarsi che la squadra di Mariotti completi il miracolo mostrato fino a qui.

Lanusei

Ancora un pareggio per gli ogliastrini, imbattuti da sei turni consecutivi. Ma quello centrato in casa del Savoia è un punto che vale doppio. Perché ottenuto in dieci uomini, contro una seria candidata come minimo ai playoff e in trasferta su un campo difficile per tutti anche se senza pubblico. Greco può essere soddisfatto dei suoi perché dopo le tre sconfitte contro le prime tre della classe di dicembre (Vis Artena, Latina e Monterosi) aveva messo con le spalle al muro il Lanusei. Ok giocare bene contro tutti ma in Serie D serve fare punti prima di ogni altra cosa. E il suo gruppo ha capito il messaggio. Gli ogliastrini confermano di avere un’anima votata al gioco arioso e all’attacco ma ora hanno imparato anche a raccogliere sul campo con i punti le belle tattiche che hanno in testa. Ora per Greco una nuova sfida: riuscire a fare punti pesanti contro le squadre ora in zona salvezza. Arzachena, Torres e Nola. In questo ordine. Gare che ci faranno capire davvero cosa farà questo Lanusei da grande.

Muravera

Il Muravera solido e compatto di Loi è tornato. Lo stop causa coronavirus aveva tolto lucidità e certezze ai gialloblù, e il 2-0 netto subito contro il Carbonia è stato la dimostrazione. Ma il successo allo scadere in una complicatissima sfida contro la Nocerina dà la giusta fiducia a una squadra che aveva dimostrato di poter sognare con convinzione i playoff. Muravera che ha recuperato anche parte dei suoi leader, specie in mezzo al campo (come Geroni). Anche se la condizione giusta va ancora affinata dopo le settimane di assenza forzata dalla gara della domenica. Insieme Formia, Arzachena e Torres per chiudere (senza considerare i recuperi, che saranno proprio contro le prime della classe, ma solo il calendario regolare) il girone d’andata. Un trittico non impossibile. Il Latina, secondo, è distante 4 punti. Gli stessi del Savoia che però ha 3 gare in più rispetto ai ragazzi di Loi. Insomma, per questo Muravera è ancora tutto possibile. E molto dipenderà proprio dai futuri scontri diretti.

Arzachena

Cerbone ha finito gli alibi. Due punti nelle ultime cinque partite. Troppi passi falsi per gli smeraldini dopo la ripartenza dal lungo stop causa virus. La classifica ora si fa pericolosissima e quello che preoccupa è che la squadra ha perso alcune certezze nel gioco. L’Arzachena è meno brillante in fase di costruzione, d’attacco e soprattutto ha perso quella forte solidità difensiva che aveva caratterizzato l’inizio di stagione dei biancoverdi. Il 2-0 subito in casa contro l’Insieme Formia, squadra che arrivava da tre sconfitte consecutive dove aveva segnato un solo gol, è un segnale d’emergenza importante per gli smeraldini. Il mercato sta provando a dare maggiore qualità ed esperienza a una rosa molto giovane e che se non guidata sempre per mano dai vari Molino, Defendi e Bonacquisti dimostra di non avere i muscoli ancora pronti sulle gambe per reagire alle difficoltà della categoria. La società però non vuole sentire parlare di esonero e la fiducia su Cerbone è ancora alta. Da capire anche quanto peseranno le voci di un passaggio di mano del gruppo Volpi a un fondo americano in casa Spezia anche sull’Arzachena.

Roberto Pinna

 

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