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Serie D | Il gioco del silenzio lancia il Muravera, Torres ora sei anche solida

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Riaprono le discoteche, si riempiono i cinema ma il nostro spettacolo preferito resta la Serie D. Girone G delle sette sorelle sarde che entra nel vivo con il quarto turno che regala emozioni, dubbi e certezze alle varie società isolane. Il Latte Dolce di mister Scotto vive la prima beffa nel finale della stagione, la Torres si conferma solida e il Muravera continua a correre mentre l’Uri non si ferma e stupisce. Ma calma e sangue freddo e analizziamo i singoli momenti delle sarde in quarta serie.

Torres

Quella contro il Cytnhialbalonga era la più classica delle prove del 9 per una Torres reduce dal primo, convincente, successo interno contro il Cassino. Verifica superata a pieni voti per i ragazzi di mister Greco che lasciano il Lazio con i tre punti e la consapevolezza di un’identità di squadra che continua a maturare. I rossoblù partono con il piede giusto, aspetto non scontato per una squadra che anche contro il Cassino aveva approcciato la gara in maniera un po’ molle, e vanno sopra (forse sciupando anche l’occasione di chiudere anzitempo la sfida). Poi l’espulsione di Bianchi ha riaperto i giochi ma come sottolineato dal tecnico romano Greco a fine partita anche con l’uomo in meno i sassaresi hanno dimostrato di saper reagire e soffrire agli episodi. E forse al di là della classifica che si smuove, ora la Torres è al sesto posto, la reazione e la solidità mostrata contro il Cytnhialbalonga sono l’aspetto positivo da cui ripartire per i rossoblù. Alla prossima Scotto e compagni torneranno al Vanni Sanna contro il Monterotondo. Sulla carta una sfida alla portato, con i romani che sono penultimi in classifica. Ma questo campionato anche se in poche giornate ha fatto capire che di scontato non ci sarà niente da qui fino a fine stagione. E fin qui il Monterotondo ha si fatto un solo punto (contro l’Ostiamare) ma ha anche giocato un calcio spregiudicato e compatto, perdendo spesso di misura contro squadre molto più quotate. Nota a margine per la forza difensiva della Torres. Due reti subite in quattro giornate, solo la corazzata Giugliano (che inizio!) con 0 reti incassate fa meglio. Dametto e Antonelli non li scopriamo oggi ma il lavoro costante di terzini e centrocampisti per dare una mano in ripiegamento è prezioso.

Latte Dolce

Gara dai due volti a Usini tra Latte Dolce e Vis Artena. Un 2-1 in favore degli ospiti che penalizza oltremodo la squadra sassarese allenata da Pierluigi Scotto, di fatto le due formazioni si sono divise la sfida con un tempo a testa e il pareggio sarebbe stato il risultato più utile. Una partita condizionata dai tanti cartellini e dal nervosismo in campo causato proprio dalle continue interruzioni di gioco ma per i biancocelesti recriminare contro il direttore di gara dopo la partita del Peppino Sau sarebbe ingiusto, perché metterebbe in secondo piano i segnali arrivati dal campo. Il Latte Dolce ha letteralmente dominato i primi 45 minuti, trovando non solo il vantaggio con Bartulovic ma sfiorando in almeno in altre tre occasioni (con Cannas, Palmas e ancora Bartulovic) la rete. Interessante la prova di Palmas a supporto del centravanti, tanto movimento e anche cross e passaggi illuminanti. Come Palmas ha spento un po’ la luce però i sassaresi sono calati. Nella ripresa in campo c’è stato, a parte qualche occasione a inizio secondo tempo e una traversa in transizione colpita da Altea, quasi solo la Vis Artena. L’espulsione di Cabeccia è parsa esagerata ma in linea con la condotta molto fiscale presa dall’arbitro, e i motivi della beffa sembrerebbe da cercare altrove. Il Latte Dolce si è abbassato troppo invece che mordere definitivamente l’avversario ferito, un aspetto che Scotto non vuole e che ha già sottolineato più volte in stagione. L’impressione però è che lo schiaffo preso a Usini dall’ex Carbonia Odianose al 96′ (oltre i cinque di recupero dati inizialmente, a causa dell’espulsione di Cabeccia) possa essere formativo per una formazione giovane e che ancora deve trovare la sua giusta dimensione nel torneo. Si tratta della prima sconfitta per Tedde e compagni e la rabbia vista a fine partita andrà trasformata in stimolo per la prossima complicata trasferta in casa dell’Afragolese, dove tra squalifiche e infortuni Scotto avrà ancora le scelte obbligate in rosa.

Muravera

Se torniamo indietro a fine settembre, con una vittoria sofferta contro l’Uri in casa e le sconfitte di Coppa contro la Torres più la brutta a Sassari contro il Latte Dolce, in pochi avrebbero immaginato un Muravera già così cinico agli inizi di ottobre. Uno a zero al Lanusei al Comunale e poi il 2-1 in rimonta all’Insieme Formia. Parliamoci chiaro, il gioco e l’identità forte della squadra sarrabese è ancora lontano dall’essere non solo perfetto ma costante durante i 90 minuti, e anche domenica nel Lazio la squadra è andata sotto e poi ha sfruttato esperienza e uomo in più per ribaltare il risultato. Però questa sembra già da adesso una formazione che non muore quasi mai, e in Serie D questo è un aspetto fondamentale. Loi e i suoi dopo lo strappo con la società continuano il silenzio stampa ma la squadra intanto ha risposto alla dirigenza con 9 punti in 4 partite e quarto posto nel Girone G. Migliore sarda di inizio stagione e al momento trend positivo confermato dopo l’anno scorso da protagonista quasi fino alla fine in zona playoff. Gli infortuni restano un problema serio, la squadra anche e soprattutto per colpa del terreno di gioco interno continua sistematicamente a perdere 1-2 giocatori a settimana. Tra le note più positive il giovane Del Gaudio, parso pronto nei vari spezzoni di gara avuti in precedenza e decisivo contro il Formia. Alla prossima si torna a fare sul serio a Muravera contro il Cynthialbalonga, chiamato forse all’ultima spiaggia per rialzare la propria stagione con Scudieri già in queste ore messo in dubbio sulla panchina.

Atletico Uri

Una partita dai due volti: equilibrio nella prima ora, con più di qualche difficoltà a trovare la via del gol, entusiasmo travolgente nella mezz’ora finale. C’è tanto del pragmatismo di Massimiliano Paba nella vittoria dell’Atletico Uri nel derby contro il Carbonia. Intanto per aver dato fiducia a un Calaresu molto nervoso nel primo tempo (doppio giallo rischiato), ma decisivo quando il match è entrato nel vivo. Idem per Scanu, fino al momento dell’eurogol dell’1-1 un po’ discontinuo, poi tornato a essere il trequartista di talento tanto caro all’Udassi versione allenatore del Latte Dolce. E dire che mancava Carlo Piga, con il suo carico di grinta e leadership: Paba ha rivoluzionato il suo 3-5-2, schierandosi a specchio con il 4-3-1-2 di Suazo. Una scelta che ha dato molto equilibrio ai giallorossi, che però ha limitato a lungo la corsa di Ravot e Olmetto, privilegiando la ricerca del gioco per vie centrali. Ma, dopo la fatica a concludere verso la porta di Idrissi, I gol sono arrivati dalle fasce: a sinistra Scanu ha fatto tutto da solo, a destra lo spiovente di Jah ha pescato Calaresu in area per la girata volante. E anche la punizione del definitivo 3-1 è arrivata da posizione decentrata sulla destra. Insomma, seconda vittoria consecutiva per i giallorossi per sublimare l’entusiasmo contagioso del pubblico presente al Ninetto Martinez, che si candida a essere il fortino di Fadda e soci. I sei punti in classifica dopo quattro turni sono ossigeno puro, alla prossima trasferta complicatissima in casa dell’Aprilia, al momento seconda nella generale.

Arzachena

Ritenta, sarai più fortunato. Un lanciato Arzachena va a sbattere sul muro Giugliano, con i campani che fin qui sembrano imbattibili in questo inizio di stagione. Un 4-0 netto, anche se un po’ ingeneroso secondo mister Nappi nel risultato così ampio, quello subito dagli smeraldini in terra di Campania. Gli alibi sono tanti e iniziano dai 9 gol fatti, i 0 subiti e i 12 punti registrati fino a qui dai gialloblù che guidano la classifica. Ma l’Arzachena a Giugliano doveva capire di più di se stessa e al momento per il definitivo salto di qualità, da formazione compatta e di carattere a rosa che può ambire seriamente a stare nelle primissime posizioni, il verdetto ha dato esito negativo. Detto questo, il passo falso contro la capolista ci può stare anche se qualcosina sembra mancare dopo un buon inizio in avanti, tra cinismo e meccanismi, ai ragazzi di Nappi. Il direttore Antonello Zucchi aveva fatto una positiva chiacchierata con Samuele Spano, svincolatosi dalla Fidelis Andria, ma poi lo strappo sull’eventuale accordo tra le parti ha portato alla firma dell’ex al Trapani negli scorsi giorni. Forse in quel ruolo e nei ricambi in alcuni reparti all’Arzachena serve ancora qualcosa, detto della solidità dei titolari. Alla prossima al Pirina una sfida che si preannuncia combattuta e che gli smeraldini non possono sbagliare contro l’OstiaMare.

Carbonia

Un’ora di gioco in cui ha funzionato tutto: la difesa teneva bene, il centrocampo riusciva a costruire sullo stretto con palla a terra, l’attacco metteva in costante apprensione la retroguardia giallorossa, con tanto di meritato gol del vantaggio. Chissà se a David Suazo in quel momento si è accesa la lampadina rossa dell’allarme. Già, perché di lì a poco in poco meno di un minuto è cambiato tutto, con lo 0-2 fallito dalla ditta Gjuci-Murgia (errore davanti al portiere seguito da una clamorosa traversa) e il conseguente 1-1 di Scanu. Ancora una volta ai minerari è mancato il killer instinct, quello che ti permette di ammazzare la partita quando è il momento. Perché in un campionato spietato come la Serie D non basta giocare bene, se poi non si concretizzano le occasioni. Ed è un peccato, perché i calciatori in grado di trascinare il gruppo ci sono e lo fanno già (Murgia su tutti), ma manca qualcosa in avanti. Serve una spalla per Gjuci, in grado di mettere a frutto il suo impagabile lavoro sporco, che però inevitabilmente gli porta via lucidità negli ultimi 16 metri. Kassama ci ha provato, ma l’ex Arzachena pecca spesso di cattiveria, nonostante i continui consigli di Suazo, uno che sa bene come si fa il centravanti. Servono i gol a questo Carbonia, come il pane: è un peccato che King David non giochi più… Guardare al futuro fa un po’ paura perché domenica prossima ci sarà da ospitare il Giugliano, ma nel calcio mai dire mai.

Lanusei

Una partenza lanciata, senza vittorie ma con due pareggi di qualità e sostanza contro Arzachena e Torres, poi però la mini crisi di risultati. Il momento del Lanusei di mister Campolo si può riassumere in questo modo. Inutile girarci troppo intorno a questo Lanusei mancano i gol. Le prestazioni e la compattezza ci sono ma se non segni prima o poi subisci e non fai punti. L’1-0 interno subito dalla Nuova Florida, nonostante la forza degli avversari, deve lanciare un segnale di allarme per i meccanismi offensivi agli ogliastrini. Per il tecnico Campolo comunque si tratta solo di un momento, come sottolineato a fine gara: “Evidentemente  stiamo creando tanto, ci manca qualcosa a livello di buona sorte però continuiamo a lavorare e credere in quello che si fa. Prestazione più che sufficiente, siamo rimasti sempre in partita con applicazione. C’è stato qualche errore come è normale che sia, ma continuiamo a lavorare e ci toglieremo soddisfazioni. Non facciamo drammi per la classifica, siamo alla quarta giornata”. Quello che è certo è che alla prossima in trasferta con la Vis Artena il Lanusei dovrà cambiare marcia, anche perché l’inizio di stagione in Serie D spesso dà l’anima a una squadra a prescindere poi dai rinforzi, dai momenti del campionato e da infortuni e assenze. Fin qui non ha segnato non solo nessuno degli attaccanti ma nemmeno nessuno dei giocatori di centrocampo offensivi di questo Lanusei. Le partenze di Varela e Floris, per citarne alcuni si fanno sentire. Al club e al mister il compito di trovare una soluzione.

Francesco Aresu – Roberto Pinna

 

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