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Serie D | Per Torres e Lanusei sono due sconfitte che fanno rumore

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Weekend di streghe e lupi in Serie D nel Girone G delle sette sorelle sarde, tutte orfane dei tre punti in questo sfortunato settimo turno per le società isolane. Il risultato e la prestazione più incoraggiante, forse, è quella del Muravera che pareggia in casa per 1-1 contro l’Ostiamare. Ma andiamo per gradi e analizziamo singolarmente il momento di ogni squadra della quarta serie sarda.

Torres

Partiamo da una premessa: 4 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte. L’inizio della Torres di Alfonso Greco non è da buttare, ma purtroppo per i sassaresi il campionato sta raccontando una storia diversa. Una storia con protagonista squadre che non hanno il minimo passo falso nel loro DNA. E si potrà dire che sette partite sono poche, ed è vero, specie per esprimere un giudizio completo e veritiero, ma è altrettanto vero che 8 punti di ritardo dallo schiacciasassi Giugliano sono tanti. Anche perché i campani in maniera molto serena in sette turni le hanno vinte tutte senza subire nemmeno una rete. E hanno battuto Torres, Muravera e Nuova Florida: tre delle cinque formazioni che stanno alle loro spalle. L’ultima sconfitta esterna per 1-0 contro la Nuova Florida, più che per il risultato potrebbe pesare per il morale per i rossoblù. Anche perché Sassari da sempre è una piazza che pretende e l’entusiasmo di inizio stagione è naturale in questo primo momento di difficoltà in classifica porterà a delle maggiori pressioni. Inoltre il mancato successo in terra laziale spezza un bel filotto di quattro successi che stavano rilanciando i rossoblù dopo l’inizio a rilento. Una sconfitta definita indescrivibile da mister Greco a fine gara: “Partita dominata e non siamo stati bravi a sbloccarla. Nel calcio poi succede l’imponderabile e loro alla mezza occasione fanno gol e finisce 1-0 per loro. Perdere una partita del genere per me è indescrivibile, perché ci è mancata la cattiveria“. Ecco cattiveria sembra essere la parola chiave di questo girone, con Giugliano ma anche Aprilia e forse Afragolese che non sembrano concedere sconti a nessuno. La Torres dalle tante teste pensanti dovrà trovare la sua guida per riprendere a mordere nel torneo. Dopo l’impegno di Coppa contro il Lanusei (al Vanni Sanna), ci sarà un’altra sfida complicata contro l’imprevedibile Arzachena di Nappi (sempre in casa).

Muravera

Caciarona ma intensa e a tratti pericolosa. La squadra di mister Loi sembra ancora alla ricerca del suo chiaro equilibrio (ma non ditelo al tecnico dei gialloblù perché la vede diversamente). Alcuni giocatori forse sono fuori ruolo, su tutti un Piroddi che sembra sacrificato a fare da collante tra i reparti dietro la punta e pare agire troppo largo rispetto al suo DNA da numero 9. Detto questo però il Muravera esce dal trittico Cybthialbalonga, Giugliano e Ostia Mare con 4 punti, e la consapevolezza di poter giocare alla pari quasi con tutti in questo girone. Specie considerando che a guardarla in campo pare che ancora il vero gioco e la vera identità che questa squadra può in potenziale non siano stati ancora espressi. A pesare di più è la sconfitta in trasferta contro il Latte Dolce alla seconda giornata dove la rosa di Loi giocò forse una delle partite più brutte degli ultimi anni. Nel pari contro l’Ostiamare (rivivi la gara) la formazione sarrabese ha trovato anche alcune conferme importanti, non solo da Moran in difesa ma anche da Mereu in attacco. Ancora da registrare il ruolo di Arvia, che per esperienza sembra fondamentale per il giro palla dei suoi. Alla prossima la trasferta in casa del Cassino, che forse sarà utile per capire il percorso di crescita a livello di spirito e di unità di questa rosa.

Arzachena

Alla giornata sarda del rammarico si unisce anche l’Arzachena. La squadra smeraldina non riesce a segnare e a vincere una partita in cui ha avuto il predominio territoriale contro il Monterotondo Scalo. Sulla carta una sfida che era da vincere per i ragazzi di Nappi. Il successo sul Cassino sembrava aver rilanciato il gruppo biancoverde che invece ha approcciato non benissimo in casa contro i romani ultimi in classifica e nel finale ha anche rischiato la beffa. Detto questo gli 11 punti in classifica fatti di 3 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte parlano di una squadra equilibrata ma che è ancora alla ricerca della sua giusta dimensione. Nappi sta recuperando in queste settimane diversi giocatori importanti e titolari, che per un motivo o per l’altro hanno avuto un impatto a rilento con la competizione. Ed è lecito aspettarsi a breve uno step di maturità da questa rosa. Alla prossima ci sarà la sfida con la Torres che nell’ultimo turno ha avuto gli stessi problemi di cinismo. Smeraldini e rossoblù dovranno tirare fuori i denti in quella che sembra una gara che potrà vincere solo chi mostrerà maggiormente i canini all’avversario.

Lanusei

Il campanello d’allarme è suonato: Campolo, abbiamo un problema. La trasferta di Aprilia era complicata e le scusanti ci sono, ma quattro sconfitte di fila e cinque gare senza segnare (le ultime) su sei giocate sono dati che non hanno alibi. Il Lanusei ha realizzato due reti, alla prima giornata contro l’Arzachena, e se gli ogliastrini non risolvono il dilemma gol salvarsi sarà impresa ardua. Della squadra compatta e con intensità dei primi due turni contro le sarde (Arzachena e Torres) sembra essere rimasto poco. Però Campolo dovrà soffiare tra le ceneri di un fuoco che sembra spento, e dovrà farlo molto in fretta perché i risultati stanno iniziando a fare sempre più pesante la sua posizione sulla panchina del Lanusei. Il calendario non sorride, tra Coppa Italia con la Torres e la prossima gara in casa contro il Gladiator (che prima dei due stop consecutivi con Uri e Giugliano aveva fatto proprio dei tanti gol la sua arma in più). In più resta in sospeso il recupero contro il Carbonia che sa già di scontro della vita o della morte per entrambe. Il tempo per rialzarsi per questo Lanusei c’è ma le chance per farlo sono diventate davvero pochissime per Campolo e i suoi. E poi qualcosa lì davanti sembra servire dal mercato.

Carbonia

Quella con il Cassino doveva essere la gara di svolta per il Carbonia e invece per i minerari ha sancito la notte fonda alla voce risultati. Nuova sconfitta, questa volta con il minimo scarto, con la classifica che fa sempre più paura. Una rete nelle ultime tre giocate e appena 5 in stagione, anche la squadra di Suazo sembra fare del mal di gol uno dei suoi problemi principali. Che la stagione non sarebbe stata facile lo si sapeva dall’inizio, l’incapacità di fare punti a discapito di prestazioni di squadra comunque buone invece preoccupa di più. Il Carbonia non sa finalizzare e si perde ai primi problemi dati dagli episodi della gara. Ci sta per un gruppo che ha meno esperienza nella categoria ed è giovane però ora le gare iniziano ad essere tante e il ghiaccio dovrebbe già essere stato rotto. Alla prossima ci sarà la sfida contro un’altra grande delusa come il Cynthialbalonga in quella che sarà comunque una partita complicatissima per i ragazzi del presidente Canu. L’impressione è che una vittoria potrebbe dare più fiducia a un gruppo che fin qui ha avuto poche certezze sul campo, il problema è che non si potrà aspettare ancora molto che arrivi questo sblocco mentale prima che sia troppo tardi per le speranze del Carbonia.

Latte Dolce

È stato un pareggio giusto”. Pierluigi Scotto ha voluto subito sgombrare il campo dai dubbi al termine della sfida dei biancocelesti contro l’Atletico Uri allenato dal cugino Massimiliano Paba. Una partita combattuta ma corretta, in cui il Latte Dolce ha mancato il colpo del ko in almeno tre circostanze: sulle ripartenza del guizzante Altea e Palmas è stato decisivo l’ex Pittalis, mentre sul rigore fallito dallo stesso numero 10 c’è poco da aggiungere. “Sbaglia solo chi non li tira”, ha detto il tecnico sassarese quasi a voler togliere un po’ di peso dalle spalle dell’attaccante di Castelsardo, uscito dal campo molto deluso e scoraggiato. Nelle scelte iniziali Scotto ha riproposto capitan Cabeccia davanti alla difesa, salvo poi doverlo arretrare per l’infortunio di Pireddu, confermando sulla trequarti Grassi alle spalle di Palmas e Bartulovic. Lo sloveno ha timbrato di nuovo il cartellino, in una partita in cui si è fatto notare soltanto in un paio di occasioni e al termine della quale il punto finale è il giusto premio per una buona prestazione corale. Fermare la serie di sconfitte era l’obiettivo primario dei sassaresi, attesi domenica dalla trasferta di Monterotondo: sulla carta una sfida abbordabile per chi ha tenuto sotto scacco l’Afragolese in casa propria, ma Scotto sa benissimo che i suoi ragazzi dovranno fare ancora meglio, specie sotto-porta, per non rischiare di tornare a casa ancora una volta a mani vuote.

Altetico Uri

Zitta zitta, la matricola continua a fare la formichina mettendo punti in tasca e tenendo a debita distanza la zona calda della classifica. Definire l’Atletico Uri la sorpresa di questo inizio di stagione è ormai anacronistico. La squadra di Paba, passo dopo passo, si sta costruendo una posizione di “realtà” del girone G, con il suo gioco solido e concreto che fin qui ha portato 10 punti in 7 gare. Il tecnico giallorosso sa bene di non avere a disposizione una rosa chilometrica, ma finora è riuscito a dosare bene le forze dei suoi, con un turnover calcolato che sta funzionando a dovere. Contro il Latte Dolce Fadda e compagni hanno fatto la solita gara attenta in fase difensiva, in un campo reso difficile dalle forti piogge del weekend, ma pronti sempre a ripartire e a fare male. Azzeccatissima la scelta di Bah al posto di Altolaguirre: oltre al gol segnato, l’ex Olbia ha potuto sfruttare al massimo gli ampi spazi offerti dal Vanni Sanna, mettendo in grossa difficoltà i difensori biancocelesti. Pittalis ha fatto il suo dovere in almeno tre circostanze, mentre Piga e Calaresu si sono caricati sulle spalle il peso della manovra offensiva, con continui strappi che hanno fatto male ai padroni di casa. Domenica a Uri arriva l’Afragolese, terza forza del campionato: sarà una sfida certamente complicata per i giallorossi, consapevoli però di poter giocare uno scherzetto a chiunque in questo girone, a maggior ragione davanti al proprio pubblico come accaduto contro il Gladiator.

Francesco Aresu – Roberto Pinna

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