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Serie D | Respirano Lanusei e Carbonia, la Torres si scopre cinica

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Due sole sconfitte, quattro vittorie e un pareggio. Il lunedì è il tempo di fare la conta dei morti e dei feriti per le sette sorelle sarde in Serie D ma stavolta il bilancio parla di una battaglia vinta contro il Girone G della quarta serie per le società isolane. Andiamo con ordine e analizziamo il singolo momento attraversato dai diversi club.

Torres

Il gambiano ci mette il gambone e passa la paura. Basta la rete in chiusura di primo tempo di Kujabi alla Torres per risolvere la pratica Arzachena. Un derby tutto tranne che semplice, come da pronostico, per i sassaresi che faticano nell’approccio al match chiusi dagli smeraldini nelle linee di passaggio con un pressing alto molto ben studiato. Ancora la Torres deve fare quello step di gioco di squadra per saper andare oltre il seminato quando gli avversari chiudono i movimenti a memoria dei rossoblù. Intanto però arrivano tre punti ottenuti con cinismo e ottima attenzione difensiva, anche quando gli ospiti hanno provato ad alzare il ritmo. Se guardiamo alle occasioni, specie alle due avute da Sartor e Bonacquisti, il pareggio non sarebbe stato un risultato sbagliato ma la squadra di Greco è stata brava a mostrare maggiormente i muscoli per tutti i 90 minuti e alla fine a portare a casa l’intera posta in palio. Avevamo detto alla vigilia che questa sarebbe stata una sfida vinta da chi avrebbe avuto più fame e più voglia di mostrare i canini all’avversario e così è stato. Non a caso Greco a fine partita ha sottolineato quanto conti per lo step di crescita della sua squadra iniziare a vincere anche queste partite qui, dove oggettivamente i rossoblù hanno giocato meno bene rispetto ad altre uscite stagionali. Serve una Torres sporca e cattiva per continuare a seguire, a distanza, il treno nobile del girone G, con il solito Giugliano (ma anche l’Aprilia) che non sembrano intenzionati a fermare la propria corsa. Ma non ditelo a Greco, che fino alla prossima primavera ha già annunciato che non guarderà la classifica. Da ritrovare Piredda in mezzo al campo, ancora una volta parso fuori dal progetto e molto sconsolato a fine partita. Con radio mercato che aveva iniziato a cantare il suo ritornello prima dello stop alle trasmissioni.

Carbonia

La prima volta non si scorda mai. Contro il Cynthialbalonga sembrava dover arrivare la solita sconfitta per i minerari e invece Gjuci e compagni nei minuti finali con le unghie e con i denti hanno strappato non solo il pari (Kassama) ma anche i tre punti proprio con l’attaccante italo-albanese dal dischetto. Successo che vale oro per i ragazzi di mister David Suazo che rischiavano di finire in un vortice di negatività dopo l’inizio avaro di gioie in stagione. Trasferta dolce nel Lazio che spezza il tris di sconfitte consecutive e le due reti nel recupero che interrompono la crisi di gol che durava da due partite per il Carbonia. Non è un caso che nel post-gara ai nostri microfoni l’ex Cagliari Suazo abbia definito la rimonta dei minerari come un giusto premio per il lavoro svolto in settimana. Di fatto la squadra di Russu e compagni, con tutte le problematiche e le mancanze del caso, ha mostrato fin qui dei buoni margini di crescita ma mancava la fiducia data dal campo a un gruppo molto giovane e con un’esperienza relativa alla categoria. Aver battuto in questo modo un Cynthialbalonga che seppur in crisi da tempo ha un organico ben diverso da quello dei minerari può essere lo slancio verso nuove certezze per Murgia e soci. Alla prossima un’altra gara verità nel derby contro la Torres.

Atletico Uri

Mi aspetto una partita di una difficoltà elevatissima”. Così Massimiliano Paba aveva definito, dalla sala stampa del Vanni Sanna, la sfida tra il suo Atletico Uri e l’Afragolese, terza forza del girone G. Un impegno sulla carta proibitivo, alla luce della notevole differenza di budget e ambizioni tra le due società. Solo sulla carta, però, perché in questo momento la squadra giallorossa è forse tra le Sette Sorelle la migliore per costanza di rendimento e, probabilmente, anche sul profilo del gioco. Il primo tempo di Piga e compagni ieri è stato davvero scintillante: il gol di Altolaguirre, una potente girata di destro a centro area su torre di Incerti, è sì arrivato solo al 43′, ma in precedenza il portierino campano Romano (classe 2002, bel prospetto) si era prodotto in almeno due parate decisive. Nella ripresa è uscita fuori l’Afragolese con tutto il suo carico di esperienza e tecnica, ma l’Uri non ha mai davvero dato l’impressione di poter cedere. Il tutto senza Calaresu e Fadda, due titolari fino a questo momento: il turnover di Paba sta pagando, con un gruppo unito e che sta regalando grandi soddisfazioni a una piazza che si sta strutturando per costruirsi un futuro in questa categoria. In un match in cui il portiere Pittalis non è sembrato essere in giornata di grazia, ci ha pensato il collettivo a portare a casa l’ennesimo risultato positivo di questo avvio di stagione. I punti in classifica sono 11 in 8 giornate: con questo piglio la permanenza in quarta serie non sarà un problema. E la prossima sfida contro il fanalino Formia potrebbe essere lo slancio per prendere punti pesanti nella generale.

Latte Dolce

Massimo risultato non con il minimo sforzo. Il Latte Dolce torna dall’anticipo del sabato contro il Monterotondo con tre punti in tasca e la consapevolezza di aver strappato il successo in una gara non facile e molto aperta con occasioni da entrambe le parti. Non a caso Scotto l’ha definita “una bella battaglia” a fine incontro. Dopo il pari contro l’Uri nel derby del sassarese i biancocelesti mettono punti importanti in saccoccia ed escono dalle zone rosse della generale. Da elogiare lo spirito di un Latte Dolce che in alcune partite di inizio stagione, al di là delle assenze che è bene ricordare per non far scontento nessuno, sembrava non avere quella malizia giusta per portare a casa più punti di quello mostrato in campo. Vis Artena e Aprilia, due esempi su tutti. Contro i romani del Monterotondo ecco invece quella “cazzimma” tanto cara a Scotto che permette di fare punti anche contro alcune difficoltà e in uno scontro diretto salvezza. Alla prossima un’altra sfida dall’alto significato in termini di classifica con il derby, in casa, contro il Lanusei.

Lanusei

Boccata d’aria fresca, a pieni polmoni, un attimo prima di finire l’ossigeno. Per Campolo e il Lanusei il successo contro un Gladiator in crisi significa tutto. Un 2-0 netto che non solo porta i tre punti agli ogliastrini, prima vittoria del campionato, ma che segna il ritorno al gol. Solo cinque gare dall’ultima volta, per considerare unicamente il girone G e non la Coppa Italia. E il fatto che a realizzare le reti siano stati proprio gli attaccanti è un ulteriore messaggio di fiducia per la squadra di Campolo, visto che proprio le punte erano finite nel mirino delle critiche dopo la recente crisi sotto porta e di risultati. Per il momento ha avuto ragione la società a rifiutare le sirene del mercato e andare avanti senza stravolgimenti. Ora c’è da capire se il 2-0 sui campani, reduci da tre sconfitte di fila, sia un punto di svolta o un fuoco di paglia. Anche il Lanusei di Greco stentò un pochino fino a dicembre la scorsa stagione, chissà che Campolo non segua il suo predecessore e riporti presto il Lanusei fuori dalla zona pericolo. Il tecnico, con la squadra che si avvicina sempre più al ritorno al Lixius dopo il periodo in “esilio” a Ilbono, è convinto nella possibile inversione a U dei suoi in stagione dopo l’ultimo successo: “Questo deve essere un punto di partenza, un’inizio: perché abbiamo fatto tante belle gare ma senza riuscire a fare gol. Sono contentissimo per questi ragazzi che danno l’anima e la vittoria è tutta per loro. Danno sempre il 300% in ogni allenamento che svolgo durante la settimana. Un successo che ci serviva come il pane”. 

Muravera 

Un punto in tre gare, con l’ultimo 1-0 subito in trasferta dal Cassino che brucia in classifica a un Muravera che non sembra più così lanciato come qualche settimana fa. Ma anche una sola rete realizzata nelle ultime tre gare giocate. Assenze, campo in condizioni difficili in casa, assenza forse ancora di un’alchimia in fase di costruzione. Le scuse in casa gialloblù sono tante, ma nel calcio contano zero. Serve una rapida inversione non tanto nei risultati con la rosa lì a ridosso delle zone nobili ma quanto meno nella continuità. Quattro successi, tre sconfitte e un pari parlano di una formazione sarrabese che ancora non detta in campo in maniera chiara ed evidente la propria identità. I giocatori di qualità ci sono, probabilmente servirà più equilibrio. La gara tra outsider in cerca di riscatto contro l’Arzachena, domenica prossima al Comunale, si annuncia come una delle più avvincenti e imprevedibili della giornata.

Arzachena

Bella ma ancora non balla. Dopo l’1-0 patito al Vanni Sanna l’Arzachena di mister Nappi deve capire che per la Serie D oltre all’equilibrio difensivo, al pressing costante e alla transizione rapida interessante (che spina nel fianco Nino Pinna per quasi tutti nella categoria), serve anche cinismo. E lo diciamo perché non è la prima volta che la squadra di Nappi pecca negli ultimi 25 metri con una scelta di passaggio errata o con poca precisione in area di rigore. Farlo in una gara combattuta contro la Torres, in un Vanni Sanna pieno e carico, ci potrebbe stare, ma il rammarico è doppio se arrivi da un’altra partita, contro il Monterotondo, dove non sei riuscito a vincere proprio per una mancata aggressività in avanti. L’impressione che resta di questa Arzachena è di una formazione che se la possa giocare a viso aperto contro tutti nel girone, ma che se non troverà fiducia e mordente in zona gol potrebbe lasciare tanti punti per strada. Ed è un peccato perché guardando alla rosa di Nappi l’Arzachena, salvo che in qualche ruolo, non sembra avere nulla da invidiare a chi sta subito sotto le primissime posizioni della generale. La gara contro il Muravera, storicamente squadra dal dente avvelenato in casa, potrebbe smaliziare definitivamente gli smeraldini per il proseguo della stagione.

Francesco Aresu – Roberto Pinna

 

 

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