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Serie D | Torres, che infinita sofferenza. Il Carbonia ritrova il sorriso

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Ultima curva superata, ora c’è il rettilineo finale. Per qualcuno sarà una passeggiata d’onore per altri una strada piena di buche da superare per arrivare al traguardo. L’infinito campionato di Serie D anche nel Girone G delle squadre sarde è a pochi metri dalla conclusione. Dopo il turno infrasettimanale resta l’ultima gara stagionale, solo una squadra sarda si gioca ancora tutto, la Torres. Con i ragazzi di Giorico che cercheranno in casa del Muravera i punti per evitare il ritorno in Eccellenza.

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Torres

La sfida, persa 3-2 al Vanni Sanna, contro il Lanusei è stata una sessione di auto-critica davanti allo specchio per la squadra sassarese. I rossoblù nonostante un buon inizio e il vantaggio iniziale con Cristaldi perdono una partita dove hanno mostrato il loro principale problema stagionale: la solidità. Questa Torres non ha un’identità forte e capace di andare contro gli episodi della gara, è bastato il pari ogliastrino a mandare in confusione quasi tutti gli 11 di Giorico. Tanto che il momentaneo 2-1 di Varela nasce da un calcio d’angolo a favore battuto malissimo dai sassaresi. E dire che il Lanusei, al di là di alcune polemiche di fine primo tempo e al triplice fischio, non ha giocato alla morte. Ha sbagliato anche un rigore e ha fatto la sua partita, come è giusto che sia nello sport. Nella ripresa però la Torres ha creato forse una palla gol nitida con Melli, oltre alla rete all’ultimo secondo di Tedesco per il 3-2 finale. Troppo poco. Il Lanusei in stagione ha dimostrato di essere quasi una famiglia, la Torres invece dimostra ancora una volta di non essere completamente squadra. E sarebbe difficile il contrario guardando indietro. Tre allenatori, due direttori sportivi, un mercato sempre aperto che ha fatto e disfatto la rosa almeno tre volte. Viene difficile dare troppe colpe ai calciatori per un finale di anno così da cardiopalma. La società dovrà fare delle analisi profonde a fine stagione perché la piazza, come ricordato dal diesse Degli Esposti a fine gara, non merita un campionato del genere. Ora però l’unico pensiero dovrà essere quello della salvezza. Al Comunale di Muravera sarà un altro derby della vita o della morte. I gialloblù non hanno niente da chiedere ma la Torres dovrà trovare da sola le forze per salvarsi.

Carbonia

Prima gioia per Suazo e diciottesima stagionale per Cappai. Meglio di così, dopo un periodo con più ombre che luci, al Carbonia non poteva andare. Il 2-0 netto a una Vis Artena in calo che rischia anche i playoff dà nuova linfa ai minerari per chiudere al meglio il campionato. L’obiettivo primato delle squadre sarde è ancora matematicamente possibile ma sarà complicato, vista la trasferta in casa del Monterosi che vorrà chiudere una stagione dominata con un successo in casa. L’obiettivo dichiarato dallo stesso Suazo, che di sentimenti degli attaccanti se ne intende, è quello di permettere a bomber Cappai di diventare capocannoniere del girone G. Al momento il biancoblù è a quota 18, come detto, con alle sue spalle Scotto e Sivilla a 17 e Gomez a 16. Sarebbe un titolo individuale da condividere con la squadra che darebbe un riconoscimento ufficiale a una stagione positiva ma ricca di sacrifici per il club.

Muravera

Fine stagione per provare chi ha giocato di meno con l’obiettivo playoff sfumato. Lo aveva promesso mister Loi e così è stato per il suo Muravera nello 0-0 del Pirina contro l’Arzachena. Il punticino a reti bianche ha regalato agli smeraldini la salvezza e domenica prossima i sarrabesi potrebbero regalare la stessa gioia ai sassaresi della Torres non facendo punti. Va detto che in due gare con nulla da chiedere i gialloblù rischiano un po’ di minare quanto di buono fatto fin qui nel Girone G. Arrivare dietro Lanusei e magari Carbonia dopo un anno sempre vicini alla zona playoff, senza dunque centrare almeno il trono di regina tra le squadre sarde, un minimo abbasserebbe il voto generale della stagione dei ragazzi di Loi. Ma magari questi sono ragionamenti che interessano solo a giornalisti e tifosi. Una nota di merito in vista del traguardo va data al Muravera sulla scelta degli under in campionato. Kalifa sembra pronto per il salto in Lega Pro, e non sorprende che dall’Olbia in giù ci siano diverse squadre interessate su di lui. Nino Pinna si è confermato, Loi è cresciuto molto e Vandelli nonostante alcune incertezze sembra maturato e pronto per una stagione da protagonista.

Lanusei

Quando più te li aspettavi in vacanza ecco che l’orgoglio ogliastrino esce fuori. Dopo settimane di festeggiamenti per quota 40 il Lanusei nelle ultime tre infila sette punti e si piazza in corsa per il titolo di migliore sarda. Alzi la mano chi lo avrebbe pronosticato a inizio stagione? Sinceramente, non chi vi scrive. Greco ha fatto un lavoro straordinario con Arvia e compagni in stagione, inutile usare giri di parole. Il Lanusei in fase di transizione è una squadra che ha pochi rivali nel girone. E anche giocando senza il coltello tra i denti ha battuto agevolmente la Torres. Anche nella prossima gara sarà padrone del destino dei sassaresi perché ad Arzana ospiterà il Nola penultimo, a un punto dai rossoblù. Greco ha già annunciato che i suoi giocheranno solo per vincere, e viene difficile credere il contrario.

Latte Dolce

Sei risultati utili consecutivi, una sola sconfitta nelle ultime dieci. Il Latte Dolce è l’unica squadra della Serie D che vorrebbe continuare per mesi la stagione. Hanno ingranato in Primavera i ragazzi di Fossati dopo un inizio di campionato complesso e una parte centrale con luci, poche, e ombre. Il pari per 1-1 in casa di un Gladiator in forma, senza Scotto squalificato, è un bel segnale dello stato mentale e di gioco della rosa sassarese. L’ultima in casa, anticipata a sabato, contro il Giugliano deve essere una festa, con un obiettivo ben dichiarato: permettere a Scotto di vincere il titolo di capocannoniere. Dal triplice fischio però servirà tracciare un bilancio e fare progetti per il futuro. Qualcosa non ha funzionato e il Latte Dolce, lo sta dimostrando in questo finale di stagione, poteva fare molto di più che arrivare all’ultima giornata a giocarsi il decimo posto contro il Cassino.

Arzachena 

Dulcis in fundo. Pari e salvi i ragazzi di Cerbone dopo un anno complesso. Una squadra costruita in ritardo rispetto agli altri, due lunghissimi stop causa focolaio interno al Covid ma comunque un finale di stagione positivo che non ha mai dato particolari patemi all’Arzachena. Nonostante la salvezza sia arrivata solo al penultimo giro di boa. La trasferta ad Afragola per l’ultimo turno è per cuori forti ma gli smeraldini vanno in Campania con il cuore leggero. L’obiettivo ora è programmare la prossima stagione. Le chiacchiere sul futuro biancoverde sono già iniziate. Allenatori, direttori sportivi, dirigenti. Sono tanti i nomi accostati o sussurrati per la prossima stagione al Pirina. Qualcuno ha anche visto dal vivo le ultime sfide dei ragazzi di Cerbone. Per ora parole che porta via il maestrale, che dalle parti di Arzachena non manca quasi mai. Ma comunque un segnale: in Sardegna c’è attesa per un’Arzachena di livello, per una squadra che possa ambire il prossimo campionato non a una salvezza o alla valorizzazione di giovani dello Spezia, ma a puntare almeno ai playoff.

Roberto Pinna

TAG:  Serie D
 

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