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Serie D | Torres e Latte Dolce respirano, che tonfo del Muravera

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Lunedì sotto analisi per le squadre sarde nel Girone G della Serie D. Al tris di vittore degli anticipi del sabato di questa venticinquesima giornata sono seguiti un pareggio, del Carbonia, e una sonora sconfitta del Muravera. Ferma causa focolaio interno l’Arzachena. Ma c’è poco tempo per riflettere perché mercoledì si ritorna subito in campo. Ricapitoliamo.

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Torres

Gol, pugni al cielo, ossigeno. La Torres è ancora viva e lo dimostra in quella che rischiava di essere la ripresa finale per il KO. Due a zero senza praticamente storie all’Afragolese, a domicilio, che vale un piccolo passetto in avanti in classifica per i sassaresi. Graziani, a forte rischio ormai da settimane, mette in campo una prova di forza con i suoi che per un tempo rivivono tutti i fantasmi di una stagione sfortunata: qualche amnesia in difesa, un rigore sbagliato e l’evanescenza nell’ultimo passaggio. Ma poi escono alla grande nella ripresa dove dominano e portano con merito i tre punti a casa. Cristaldi si fa perdonare l’errore dal dischetto e serve l’1-0 mandando un segnale preciso: dopo un lungo pellegrinare forse la Torres ha trovato la punta per i gol salvezza. Bene anche Vavassori che firma il 2-0 finale ma che soprattutto dimostra una costante crescita anche in fase difensiva. Ora c’è il Nola, sempre in Campania. Sfida chiave per capire se Graziani e i suoi sono usciti dal mare in tempesta e sono pronti per trovare un porto sicuro oppure se quella di Afragola è stata solo la più tipica calma prima di una nuova tempesta.

Latte Dolce

Finalmente Latte Dolce! Dopo una serie di buone prestazioni ma con un po’ di braccino la squadra di Fossati strappa tre punti sul sempre difficile Francioni di Latina. E lo fa con una bella gara, meritata nel risultato e nel gioco. Vero, la squadra laziale ha un po’ tirato il freno nelle ultime settimane e sta vivendo una nuova scossa interna con l’allenatore Ciullo che si è dimesso sbattendo la porta. Ma questo non toglie nulla ai tre punti pesanti strappati dai sassaresi. L’1-0 finale, firmato Calì, evidenzia come ancora le problematiche in zona gol in attacco siano tutte da risolvere ma è un grandissimo passo in avanti rispetto al passato. Anche a livello di testa aver vinto con il Latina e pareggiato con la Nocerina nelle ultime due giocate è un buon segnale in ottica salvezza. E lascia più di un rimpianto su quello che poteva essere e invece non è stato il campionato del Latte Dolce. Una vittoria al Francioni che nelle idee iniziali avrebbe significato quanto meno un’esultanza chiave per i playoff e che invece si è trasformata in una vittoria scaccia playout. Comunque si tratta di un buon segnale per Fossati che prima di questi quattro punti è stato anche messo in discussione. Ora c’è il delicato derby, in casa, contro il Carbonia. Partita difficile da predire ma che può rappresentare l’ennesimo spartiacque della stagione travagliata in casa Latte Dolce.

Muravera

Brutto Muravera. Poco altro da dire. La squadra di mister Loi in una gara chiave per le zone nobili della classifica tira fuori una delle peggiori prestazioni del campionato e perde per 3-1 in casa contro il Savoia. Inutile guardare troppo alle assenze. Senza Moi, Kujabi e Cadau, tra gli altri, è tutto più complesso ma la rosa del Muravera è talmente ampia, di qualità e costruita con investimenti importanti che, seppur con le attuali oggettive mille difficoltà, non può permettersi l’approccio molle e disattento mostrato sia al primo tempo che a inizio ripresa contro la squadra campana. Specie in una partita così significativa. Sono sei al momento le positività interne al gruppo squadra e la società sarrabese sta meditando se, dopo non aver rinunciato alla sfida contro il Savoia, chiedere un rinvio per mercoledì con l’Afragolese. L’impressione, ma questi sono i personali due centesimi di chi scrive, è che un rinvio ora sarebbe utile per rimettere in piedi una rosa con diverse defezioni ma psicologicamente non giocare potrebbe avere un suo specifico peso dopo il brutto tonfo del Comunale. L’Afragolese è una squadra che il Muravera può e deve battere, anche se con tante assenze. E magari una vittoria in mezzo alle tante difficoltà sarebbe anche un importante segnale per il gruppo. Alla fine quello che sembra essere mancato in stagione a questa squadra è proprio questo: andare oltre gli ostacoli. Siano casi accertati al Covid-19 o presunte ingiustizie arbitrali.

Lanusei

La squadra di mister Greco ormai non prende più titoli, non stupisce più. Ma pur essendo diventata una certezza di questo Girone G la rosa ogliastrina si conferma l’ammazza-grandi di questo campionato. Il 2-0 in casa della lanciata Vis Artena è di quelli che fanno rumore. Con 36 punti, uno in meno del Carbonia, il Lanusei sembra al momento anche la squadra più solida tra le sarde e potrebbe provare a chiudere davanti a tutte le altre società isolane. Compattezza difensiva, un centrocampo telecomandato da un Arvia che in una sola stagione si è conquistato le chiavi del Lixius, e un attacco mobile e senza punti di riferimento (ma anche senza una vera e propria punta, che in Serie D serve sempre come il pane). Quello costruito da Greco, date le premesse iniziali e le difficoltà di iniziare un nuovo percorso dopo l’era Gardini-Ladu, è un vero e proprio miracolo sportivo. Ora c’è da legittimare la stagione con un finale perfetto, a partite dalla prossima sfida contro la Nuova Florida.

Carbonia

Il Carbonia più brutto dell’anno“. Il copyright è di mister Mariotti. Ma la forza dei minerari è anche quella di strappare un punto contro l’imprevedibile Cassino (1-1) anche in una giornata no dal punto di vista del gioco. Difficilmente in queste righe si parla di singoli ma una menzione particolare va fatta alla stagione di Cestaro. Che colpo della società in estate. Difende con ordine, salvo qualche sbavatura che ci sta, ma soprattutto segna quasi quanto un attaccante. Il Carbonia fin qui ha fatto un grandissimo campionato ed è anche normale che nelle ultime giornate abbia perso un pizzico di continuità. La rosa non ha le alternative che hanno le dirette avversarie nelle prime 7-8 posizioni, in più la squadra ha vissuto un anno complicato: tra i continui spostamenti dati dal braccio di ferro tra il Comune e la dirigenza per l’uso dello Zoboli. Senza dimenticare il silenzio stampa preso in accordo tra allenatore e giocatori che sapeva di frattura tra club e giocatori, rientrato nell’ultima settimana. Insomma, più forte di ogni ostacolo questo Carbonia. Almeno questa è l’impressione che ha dato. Ora però c’è da chiudere come iniziato perché poi alla fine i giudizi si tireranno solo con i dati dell’ultima giornata e il percorso fatto passerà, come purtroppo è logica nel mondo del calcio, in secondo piano.

Roberto Pinna

TAG:  Serie D Torres
 
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