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Torres, dal sogno Serie C all’incubo di Natale

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Stessa storia, stesso posto, stesso risultato. La Torres cambia ma la classifica non cambia. Via direttore sportivo, giocatori e allenatore. Via tutti in appena otto gare ma la squadra rossoblù non riesce a non chiudere da ultima in classifica la prima parte di stagione alla pausa natalizia.

Crollo

Una situazione difficile. Con Graziani, fresco sostituto di Gardini, si sono viste almeno urla e tentativi di rialzare il morale di un gruppo davvero a pezzi. Purtroppo però i vari “ti stacco la testa” e gli incoraggiamenti d’altri tempi arrivati dalle gradinate del Vanni Sanna ai suoi giocatori non sono bastati al nuovo allenatore per scacciare i fantasmi recenti dei rossoblù. Alle prime difficoltà la Torres anche contro il Nola, penultimo, si è sciolta come neve al sole. E così è arrivato il pareggio degli ospiti ma soprattutto sono emerse tutte le problematiche a livello psicologico della rosa. “Viviamo una situazione paradossale, chiediamo scusa ai tifosi per questa prima parte di stagione. – Ha detto a fine partita il direttore sportivo Degli Esposti – Ormai l’assenza di una vittoria è diventata un fardello psicologico troppo importante”. Un blocco mentale che la Torres dovrà riuscire a sbloccare quanto prima perché le ombre di una stagione da psicodramma con l’incubo retrocessione sono reali e concrete.

Aspettative

La Torres si è disunita in maniera rumorosa, spettacolare. Proprio nel momento meno atteso. Perché la società prima di questo campionato aveva annunciato la volontà di un ripescaggio in C e aveva costruito, ma soprattutto comunicato, una rosa di livello dopo l’ottimo piazzamento dello scorso campionato. Terzi prima del blocco causa Covid. Le aspettative alte hanno avuto l’effetto dell’arma a doppio taglio nei confronti di una squadra con potenziale, ma giovane (nel senso più acerbo del termine) e di un allenatore, come Gardini, con esperienza e quotato nella categoria ma arrivato forse nel momento peggiore a Sassari. Alla fine è bastato un colpo di spugna per cancellare quella Torres che doveva essere protagonista in positivo e invece lo è stata in negativo. Le scorie mentali però restano e ora Graziani dovrà fare un lavaggio a fondo della mentalità dei suoi. Per una volta forse la chiusura degli stadi, con la società che si è recentemente impegnata per la rivalorizzazione del Vanni Sanna prendendo in concessione l’impianto dimenticato dal Comune per anni, può essere un aiuto per questa Torres. Sentendo i commenti nei bar, sui social e l’umore della città la voglia netta di un cambiamento da questa situazione da parte della piazza potrebbero essere quasi una mazzata finale su un gruppo fragile e che ancora deve costruirsi. Nel 2021 però, iniziando dalla gara alla Nuova Florida, la Torres non potrà più sbagliare. Perché per salvarsi i rossoblù hanno usato 8 vite, e ne avevano in tasca solo 7.

Roberto Pinna

TAG:  Serie D Torres
 

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