Marko Rog contro Ekdal in Cagliari-Samp | Foto Emanuele Perrone

Uefa e Covid: il caso Vida rischia di schiantare il sistema. E il Cagliari…

Prima lo stop, poi la ripresa senza pubblico, infine il nuovo campionato che è prima partito con gli stadi vuoti, poi i mille spettatori concessi e infine nuovamente le tribune chiuse al pubblico. Il Covid è diventato parte integrante della Serie A e dello sport tutto, non poteva essere altrimenti visto quanto succede nella vita di tutti i giorni.

Il calcio, per quanto aspetto collaterale e se si vuole meno importante di tanti altri, resta un’industria economicamente rilevante e che ha deciso quindi di non fermarsi nonostante i problemi, adeguandosi e cercando di trovare una via d’uscita sostenibile.

Il nodo nazionali

In questo contesto si sono alzate tante voci che hanno criticato, a ragione o a torto, la pausa per le nazionali. Se da un lato le competizioni ufficiali – ad esempio in Sudamerica si giocano le qualificazioni per i Mondiali del Qatar – hanno necessità di proseguire, dall’altro stonano le partite amichevoli come quelle disputate in questi giorni in preparazione alle sfide di Nations League, altro trofeo che per alcuni appare non necessario in questo momento storico.

Tra chi ha criticato questa decisione dell’Uefa di andare avanti con le partite della nazionale, inclusa quella italiana, non è mancato Tommaso Giulini che intervenuto a Videolina ha sottolineato come “in questo momento di emergenza sanitaria penso non sia giusto per i club far correre rischi ai propri tesserati”. Un vecchio nodo che non si è mai sciolto, le società proprietarie dei calciatori non hanno quasi mai visto di buon occhio le selezioni nazionali e i rischi che comportano a livello di infortuni, con il Covid questi rischi sono aumentati sensibilmente e le reazioni ne sono una logica conseguenza.

Caos Tamponi

A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e così a confermare i timori è di oggi la notizia della positività del difensore croato Vida. Niente di strano visti i numeri di positivi nel calcio, ma la novità è che nel caso del giocatore in oggetto il tutto sia stato scoperto tra primo e secondo tempo dell’amichevole contro la Turchia nella serata di ieri. In campo con la Croazia oltre ad altri “italiani” anche Marko Rog, finalmente titolare in nazionale e per un destino beffardo proprio in un’occasione sfavorevole. I club calcistici stanno investendo risorse per la gestione del Covid e dei tamponi, l’isolamento dei positivi, le rose ampie, gli introiti ridotti a causa dei botteghini chiusi. È quindi normale la contrarietà nel vedere i propri giocatori andare in giro per l’Europa e il Mondo, vivere lo spogliatoio con altri compagni che arrivano da ogni parte del pianeta con tutti i rischi che questo comporta. Le differenti gestioni di FIGC e UEFA creano poi casi come quelli della Lazio o come quello di Hakimi dell’Inter, giocatori positivi un giorno e negativi il giorno dopo, un vaso di Pandora scoperchiato che rivela un’organizzazione non centralizzata e con diversi criteri.

Marko Rog e il Cagliari nel frattempo incrociano le dita, perché la positività di Vida durante la partita apre uno scenario rischioso in una squadra finora abbastanza fortunata con il problema Covid. Dopo i problemi estivi – con Rog peraltro protagonista di riflesso – il club rossoblù non è stato toccato dal virus nei giocatori della prima squadra, l’episodio di Croazia – Turchia mette a rischio quella sorta di bolla che fino a oggi aveva retto. Il Covid è assimilato più o meno a un normale infortunio, pertanto secondo i pro-nazionali fa parte del gioco e c’è poco da fare a riguardo, un po’ come accaduto con il problema occorso a Tripaldelli nell’allenamento con l’under 21 e che lo terrà ai box intorno ai 15 giorni. Resta però il tema dell’opportunità di giocare partite come Italia – Estonia (o Croazia – Turchia) in un periodo storico come quello attuale. Il Cagliari spera che tutti rientri e che Marko Rog non abbia problemi di sorta, ma a prescindere dall’aspetto sportivo e da quello economico è la logica che sembrerebbe aver perso.

Matteo Zizola

 

AL BAR DELLO SPORT

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