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Verona-Cagliari | Cholito, approccio ed errori in difesa: i numeri della sfida

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Riscattarsi dopo la beffa e farlo fuori casa: un obiettivo difficile da raggiungere ma che sarebbe un segnale importante per il Cagliari che, dopo il pareggio interno con la Salernitana, non è riuscito a lasciare le acque torbide della zona retrocessione. Un 1-1 alla Unipol Domus quello con i granata sentito quasi come una sconfitta, ora però i rossoblù di Walter Mazzarri tornano in campo per il turno infrasettimanale: sulla strada di Joao Pedro e compagni, stavolta, c’è il Verona di quel Giovanni Simeone che nella città di Romeo e Giulietta ha ripreso a segnare.

I precedenti

Nella passata stagione al Bentegodi era arrivato un pareggio, con il primo gol in maglia rossoblù di Razvan Marin che aveva risposto a Mattia Zaccagni. Era un Cagliari diverso, che cominciava però a fare fatica sul piano del gioco e dei risultati con Eusebio Di Francesco in panchina. Così come era differente il Verona, sia per interpreti che per allenatore alla propria guida, con Ivan Juric che ancora sedeva sulla panchina scaligera. Quello della passata stagione è stato il sesto pareggio per gli isolani in Veneto, dove è arrivata solo una vittoria per i rossoblù in Serie A.

Incubo secondo tempo

Il cambio in panchina per i veneti ha portato buoni frutti e oltre al gioco parla la classifica. Quella contro la Sampdoria è stata la seconda sconfitta su undici partite per mister Igor Tudor, arrivato in panchina a metà settembre al posto dell’esonerato Eusebio Di Francesco. Cinque vittorie e quattro pareggi completano un quadro fino ad ora positivo per l’ex secondo di Andrea Pirlo alla Juventus, tornato primo allenatore dopo l’esperienza negativa con l’Udinese. Antonin Barak e Giovanni Simeone sono i due giocatori che hanno giovato di più dell’arrivo di Tudor: il primo ha segnato cinque gol e messo in condizione i compagni di realizzare in 3 occasioni dal 15 settembre, il secondo ha lasciato il segno sul tabellino per nove volte – con l’exploit delle quattro reti contro la Lazio. Ma è anche Adrien Tameze ad aver trovato la sua dimensione: già cinquanta le presenze con i veronesi per il centrocampista camerunense, e due dei tre gol totali siglati in stagione nelle ultime due gare. Il 3-4-2-1 utilizzato da Tudor fa vedere i suoi tratti migliori in fase offensiva meno in quella difensiva, con i primi tempi che sono la frazione di gioco preferita per far male. Nessuna squadra ha segnato più gol del Verona nel primo tempo in questa Serie A: 15, al pari dell’Atalanta. Tuttavia, i gialloblù sono anche la formazione che ha subito più gol nel secondo tempo, ben 20 sui 25 totali, di cui 13 nell’ultimo quarto d’ora di gioco. Un sintomo dovuto soprattutto alla dispendiosità della fase di pressione richiesta da Tudor ai suoi, oltre ché a una panchina scaligera che non offre tante soluzioni di pari livello rispetto ai titolari.

Pochi gol fatti, troppi subiti

I rossoblù dall’altra parte cercano una vittoria che manca dal 17 ottobre scorso. Più di un mese senza tre punti, con i soli pareggi, quattro su undici partite disputate dal Cagliari a guida Mazzarri, a far muovere la classifica. Una squadra, quella isolana, che soffre particolarmente il secondo tempo come il Verona – 16 gol sui 25 subiti totali sono arrivati nella seconda frazione – ma che ha un problema soprattutto nel mantenimento del vantaggio nei minuti finali di un match: per tre volte, dall’inizio dell’esperienza dell’allenatore ex Torino, il Cagliari è stato raggiunto tra il 75’ e il 90’.  Contro Venezia e Salernitana, scontri diretti per la salvezza, i rossoblù hanno visto più che dimezzato il proprio bottino nei minuti di recupero. Segno di una squadra che ha ancora difficoltà sul piano mentale, oltre che su quello del gioco. La principale differenza tra le due squadre resta tuttavia l’aspetto offensivo: la differenza gol del Verona è positiva – più 3 – mentre quella cagliaritana è di tutt’altro aspetto – meno 13 – con i rossoblù che ad oggi sono il quarto peggior attacco della Serie A a pari merito con l’Udinese. Dopo la pausa dal gol contro la Salernitana, Joao Pedro – che non è riuscito a punire nessuna delle tre neopromosse affrontate – guiderà ancora l’attacco rossoblù. Il gol di Pavoletti contro la squadra di Colantuono, il primo da subentrato e il secondo in stagione, rimette in discussione il posto al fianco del capitano rossoblù: Mazzarri, ancora una volta, dovrà scegliere tra il livornese e Keita Balde.

Matteo Cardia

 

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