5G, stop Bruxelles. Ma in Sardegna…

Bruxelles, da potenziale città apripista per il 5G, blocca il processo per decisione di Céline Fremault, ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles.

La prima a bloccare la più avanzata tecnologia per l’Internet ultraveloce è dunque la capitale del Belgio. “Sto lavorando al dossier da luglio, tenendo in considerazione una serie di indicatori sanitari essenziali – ha detto – ma oggi mi è chiaro che per me è impensabile consentire l’arrivo di questa tecnologia se non posso garantire il rispetto degli standard che proteggono i cittadini, con o senza 5G. I cittadini di Bruxelles non sono cavie, non posso vendere la loro salute a prezzo di mercato”.

Secondo quanto scrive L’Echo, non sarebbe possibile valutare le emissioni delle antenne che utilizzano questa tecnologia vista “la mancanza di informazion itecniche“. Oltre alla Fremault, le valutazioni sono anche di una commissione di esperti, del Consiglio economico e sociale (CESRBC), del governo della Federazione Vallonia-Bruxelles, del Consiglio di Stato, e del parere del Consiglio dell’ambiente (CERBC). “L’ arrivo del 5G a Bruxelles – afferma su Facebook la Fremault – è auspicabile perché permetterà progressi enormi in termini di salute (operazioni a distanza, mobilità, traduzioni simultanee, ecc). Ma prima di avanzare nell’iter legislativo per consentirne l’implementazione, voglio la garanzia tecnica che le antenne 5G non superino gli standard di emissione che propongo per proteggere la nostra salute. Al momento non è così”.

Cosa c’entra tutto questo con la Sardegna? E’ quantomeno curioso come la posizione e le decisioni belghe stridano con quanto diceva l’ormai ex vice-presidente della Regione e assessore al Bilancio Raffaele Paci sullo sbarco del 5G in Sardegna.

La Sardegna era infatti stata scelta dal ministero per lo Sviluppo Economico per la sperimentazione del 5G in Italia, dopo Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. “Il 5G è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo – diceva il 30 dicembre 2018 -, una tecnologia per servizi innovativi che cambieranno profondamente il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini ma anche il modo di produrre da parte delle imprese. E’ una tecnologia in forte discontinuità con il passato, con enormi potenzialità sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati e su quello della crescita del nostro sistema produttivo”, diceva Paci, parlando di “grande riconoscimento per la Sardegna” e dicendosi certo che “il contributo di Cagliari farà la differenza nella sperimentazione nazionale e internazionale della rete 5G, e che insieme alla banda ultralarga che stiamo portando in tutti i paesi della Sardegna migliorerà notevolmente la vita dei cittadini”.

La presentazione della sperimentazione del 5G in Sardegna

“Vogliamo essere il luogo per la sperimentazione dei servizi innovativi e diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale”, diceva ancora Paci, parlando di “innovazione e digitalizzazione come sfida trasversale”, perché ciò “vale ancora di più per una realtà come la Sardegna” con l’obiettivo di “aprirci e superare i limiti dell’insularità” assieme a innovazione tecnologica e capitale umano. “La sperimentazione del 5G è un altro importante passo in avanti verso una nuova dimensione smart della nostra città: intelligente, sicura, interattiva, sempre più a misura dei cittadini del terzo millennio”, concludeva Paci.

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