un'immagine del Latte Dolce in campo contro la Turris

Allenamenti in casa: i consigli dell’esperto del Latte Dolce

Palestre chiuse, piscine con i lucchetti alle porte e campi da calcio o tennis off-limits. In questi giorni di quarantena in casa stiamo scoprendo, o riscoprendo, l’allenamento tra le mura domestiche. Fare un po’ di attività fisica durante questo periodo con uno stile di vita più sedentario è importante per la nostra salute. Abbiamo chiesto quindi al preparatore atletico del Latte Dolce, Alessandro Cozzula, alcuni consigli per tenersi in forma anche in casa e alcune curiosità che riguardano gli allenamenti dei giocatori ad alti livelli.

Professor Cozzula come cambia per lei il lavoro vista la distanza con i giocatori?

“In realtà negli ultimi anni grazie alle nuove tecnologie anche il lavoro del preparatore atletico si è molto evoluto sotto questo punto di vista. Gli atleti che seguo, compresi i giocatori del Latte Dolce, sono abituati a ricevere online il piano di allenamenti e per loro non sarà un grande problema non poterci confrontare di persona ma per via telematica”.

Un aspetto che non influenzerà nemmeno i giocatori a grandissimi livelli?

“In Serie A praticamente ogni giocatore ha un suo personal trainer. Quasi tutti hanno una palestra o degli attrezzi in casa e a livello fisico per loro non sarà un problema tenere la condizione, sono già abituati al lavoro in solitaria. Pensiamo a Cristiano Ronaldo che ha circa 12 diversi preparatori atletici e che negli ultimi anni ha aiutato molto la percezione in Italia dell’importanza per un professionista di un lavoro personalizzato da fare in autonomia in base al proprio corpo”.

Perché, rispetto al passato, è sempre più frequente la figura del preparatore atletico specifico sul singolo giocatore?

“Ognuno di noi è completamente diverso. Al momento con la mia società, Be Athlete, stiamo facendo un lavoro sperimentale con l’Università di Sassari sul “cervello” intestinale di ognuno di noi. Quello che mangiamo influenza tantissimo gli improvvisi cali atletici. A grandi livelli anche il minimo dettaglio fa la differenza e per questo ormai ogni giocatore ha un suo specifico piano di allenamenti e una sua dieta personale”.

Con il Latte Dolce invece come vi siete organizzati?

“I ragazzi ricevono via telefono il programma atletico settimanale da seguire. Il lavoro fisico è abbastanza simile per tutti ma ci sono una serie di esercizi personalizzati in base all’atleta. Per esempio, se uno ha avuto in passato dei problemi muscolari farà determinati esercizi mentre se un altro ha dei problemi posturali lavorerà a parte con specifici allenamenti. Puntiamo molto sull’allenamento personalizzato e innovativo, abbiamo inserito anche lo yoga e abbiamo un biomeccanico nel nostro team che ci aiuta. In questo mi ispiro molto al lavoro fatto anche dal professor Roberto De Bellis (ex preparatore atletico del Cagliari ndr) che è un guru in materia”.

Si può dire che il campionato è finito e quando ripartirà sarà un’altra stagione, almeno a livello di condizione?

“Dipende. Generalmente se i giocatori stanno fermi due settimane, come capita nella pausa invernale, non c’è una grossa influenza sulla condizione atletica. Dopo 4-5 settimane senza il carico della gara sicuramente i valori saranno completamente diversi da quelli prima della sosta per l’emergenza coronavirus. Mentre dopo 8 settimane di stop si perde definitivamente la condizione e sarebbe necessario una sorta di nuovo ritiro per ritrovare esplosività e tenuta. Noi comunque abbiamo anche un programma che diamo ai giocatori in off season, d’estate, da seguire per non perdere mai del tutto la condizione”.

Che consigli dà a chi gioca nelle serie minori e in questi giorni non sa come allenarsi?

“Penso a chi gioca in prima o seconda categoria e consiglio per prima cosa di non prendersi delle pause improvvise. Anche una settimana completamente fermi fa la differenza. Meglio tenere i tre o almeno due allenamenti a settimana, anche in questo momento di sosta. Certo non tutti potranno andare a correre in libertà e non tutti hanno magari un tapis roulant in casa. Io consiglio di fare dei circuiti metabolici e di continuare a lavorare sulla forza e sull’intensità per evitare poi dei problemi muscolari alla ripresa. Ma l’aspetto più importante resta l’alimentazione: evitiamo il più possibile di esagerare. Cosa non semplice stando a casa in famiglia per intere giornate”.

Roberto Pinna

 

 

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