El Diablo e l’acqua santa

Dinamo Sassari ancora in panne, l’analisi dopo il KO di Avellino.

Sarà un Natale di riflessione per la truppa di Vincenzo Esposito, oramai un trend che si ripete da qualche anno e che lascia spazio a pochi margini di manovra visto l’incombere delle Final Eight di Coppa Italia. La sconfitta di Avellino lascia dell’amaro in bocca, soprattutto ai tifosi: parliamoci chiaro, ad Avellino si può perdere e certamente vi cadranno anche altre squadre; il problema è sempre come si perde.

Gli irpini hanno giocato questa partita a pochi giorni dall’emergere del caso sui conti in rosso della società e la conseguente partenza di Norris Cole, pezzo pregiato del mercato biancoverde, “scappato” al Buducnost. La Dinamo, invece, aveva qualcosa da farsi perdonare, soprattutto dopo la sconfitta non sense contro Varese in FIBA Europe Cup. Quel che ne viene fuori è una partita senza mordente, con i padroni di casa sempre in controllo, trascinati da Sykes e dall’ex di turno Caleb Green. E un Banco che, oggettivamente, non è mai sembrato in grado di cambiare l’inerzia.

Coach Vincenzo Esposito, commentando la sconfitta, ha sottolineato la maggiore aggressività in difesa rispetto alle ultime uscite, ma è uno dei pochi temi positivi della partita. L’attacco è parso abulico – orfano per due quarti di Bamforth – e senza quel gioco di squadra e di sistema visto in pre-season: Smith ha tirato la carretta, ma non è riuscito a smazzare assist come nelle uscite precedenti, spesso a causa di attacchi troppo statici.

Difficile dire se la partenza di Petteway e il mercato potranno cambiare questo leitmotiv o se basterà tornare al Pala Serradimigni per guarire a Santo Stefano contro la Vuelle Pesaro. Il coach ha detto che non ha “nulla da rimproverare ai ragazzi”, capaci di lottare per 40 minuti. Tuttavia quando si lotta serve anche grinta: quella che spesso è mancata nella scorsa stagione; quella che ci si aspettava da Esposito. Insomma, quella che si addice a “el Diablo”, sperando che invece non sia toccata l’acqua santa.

Lello Stelletti