Dinamo, suona un altro campanello d’allarme

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

La seconda sconfitta stagionale arrivata in quel di Ankara ha fatto nascere qualche dubbio sulla Dinamo Sassari. 

Nessun dramma, ma il 64-56 incassato in Turchia può lasciare qualche strascico sulla fiducia di una squadra che nelle prime tre uscite stagionali sembrava granitica. Il percorso in Champions League è appena cominciato, ma la sensazione che quella giocata ad Ankara sia stata un’occasione persa: si perché il Banco di Sardegna aveva di fronte una squadra quotata, ma che non ha per nulla entusiasmato e anzi ha concesso tanto a una Dinamo capace nel terzo quarto di un parziale di 16-0 che ha rimesso in discussione un risultato che a metà gara sembrava quasi scritto. Un calo di intensità e qualche giocata d’esperienza degli uomini di maggiore talento ha poi regalato a Burak Gulen la sua seconda vittoria europea dopo quella ottenuta in Israele.

Due KO così simili: Le due sconfitte stagionali della banda di Gianmarco Pozzecco sono principalmente figlie delle scarse percentuali al tiro: tralasciando il canovaccio della gara, sia con Trieste che con la Turk Telekom, Sassari ha tirato con percentuali irrisorie, continuando a cercare con insistenza il tiro oltre l’arco al posto del gioco interno. Una scelta un po’ forzata se si considerano la forma non entusiasmante di Miro Bilan e che Dwayne Evans (fin qui comunque molto positivo) predilige giocare più lontano da canestro, a differenza da quanto potevano fare lo scorso anno Thomas e Polonara. Spetterà al coach triestino e al suo staff cercare altre soluzioni per ovviare a quei momenti in cui il pallone dal gioco perimetrale non vuole saperne di entrare, magari sfruttando un Jamel McLean che fin qui non ha ancora mostrato il suo potenziale.

I due fari: Il secondo turno di Champions, così come con Trieste e col Lietkabelis, ha visto indiscussi protagonisti Dyshawn Pierre e Dwayne Evans: le due ali sono i punti fermi di questa Dinamo Sassari in questo momento, capaci di trascinare la squadra come nel parzialone di 16-0 di Ankara. Se sul canadese c’erano pochi dubbi (la sua conferma in estate è stata finora il miglior colpo di mercato biancoblu), l’ex Ulm e Ludwigsburg è riuscito a spazzare via le incertezze che regnavano su di lui con una costante crescita di partita in partita. Evans si è calato perfettamente nel campionato italiano e la sua pluriennale esperienza in Bundesliga ha fatto si che sia un giocatore affidabilissimo in Europa.

I grandi assenti: Da tre gare a questa parte l’apporto di almeno quattro giocatori è venuto meno: Curtis Jerrells, salvo qualche sprazzo col Lietkabelis, sembra essersi fermato al canestro della vittoria di Trento. Difficoltà nel playmaking e al tiro hanno caratterizzato la sua trasferta in Turchia; stesse carenze le hanno avute Marco Spissu Michele Vitali. Al sassarese non è bastato mettere la tripla che ha riaperto i giochi nel finale di gara di Ankara per giudicare positiva la sua prova, mentre l’ex Andorra continua ad avere più di qualche patema al tiro e non sta eccellendo per una delle sue migliori qualità, ovvero la difesa. I problemi sassaresi non sono solo tra gli esterni: il centro titolare Miro Bilan ha fin qui deluso le aspettative, mostrando più ombre che luci: le sue prestazioni sono all’insegna della discontinuità, alternando attimi di pura tecnica sotto le plance a momenti in cui sparisce dal campo. I quattro cercheranno riscatto a Desio contro la Pallacanestro Cantù, in una gara che dovrà fornire delle risposte, più a livello di prestazione che per il risultato.

Matteo Porcu