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Analisi Serie C | Olbia, gli altri sono forti ma tu puoi crederci di più

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La sconfitta in casa della Reggiana resta un “boccone amaro” da mandare giù per l’Olbia di Max Canzi. Un 2-0 rotondo oltremodo nel punteggio per una prestazione dei galluresi convincente, tranne forse negli ultimi cinque minuti di gara. Una gara che lascia tante consapevolezze ai bianchi per il futuro ma che mette anche Ragatzu e soci davanti a un bivio: c’è una svolta mentale da fare per decidere il destino di questa nuova stagione in Serie C.

Folate

Partiamo da una doverosa premessa: l’Olbia formato 2021-22 gioca a tratti un bel calcio. Triangolazioni, uscite palla al piede dal basso e ricerca continua del taglio in profondità. Una squadra giovane, che a gara in corso diventa spesso molto giovane, ma con alcuni profili di sicuro interesse. Chierico, per esempio, sta dimostrando di essere il classico under che può cambiare equilibri e soluzioni di gioco. Manca un po’ di continuità e soprattutto serve più cinismo. L’Olbia a volte vive di folate, ma non si tratta di una mancanza a livello atletico. Anche perché in alcune partite i galluresi hanno dimostrato di poter rimontare anche nei finali gli avversari. Pensiamo, ad esempio, alla gara contro l’Entella. Sembra essere più una condizione mentale di questo gruppo. Ai galluresi serve il killer instinct, soprattutto nelle gare sporche e contro avversari sulla carta più quotati. Una rosa con un’anima più solida e forte contro Cesena e Reggiana avrebbe raccolto 2 punti, con un pizzico di fortuna 4. Invece l’Olbia dalle sfide contro due squadre attese del girone B è uscita con 0 punti tra gli applausi. Discorso simile ad Ancona dove dopo un grande primo tempo la squadra si è buttata via con 2 minuti di follia regalando gioco, partita e incontro ai padroni di casa. Facile a parole direte voi. E avete ragione. Lo step sullo spirito del gruppo, l’abilità di andare oltre episodi e avversari è forse uno dei più complessi da compiere per una qualsiasi squadra di calcio. Figuriamoci per un gruppo che ha tanti giocatori non abituati alla categoria o a giocare in piazze molto calde. Per riuscirci però è necessario non accontentarsi più degli applausi.

Step

Dieci punti, tre vittorie, un pareggio, quattro sconfitte. Un solo punto fatto in trasferta (3-3 contro l’Entella). Dodici reti fatte e 14 subite, peggior difesa del campionato (anche se nel momento in cui scriviamo i bianchi hanno una gara in più su diverse squadre del girone). I numeri restituiscono bene l’idea dell’Olbia alla ricerca della sua giusta dimensione nel gruppo B. Il punto da cui ripartire sono alcune prestazioni, condite da dei rientri importanti (Biancu e Giandonato) e da alcuni giovani che sembrano poter incidere quanto calciatori più esperti (Travaglini, Chierico, il Ciocci visto a Reggio). L’impressione è che per trovare quel centesimo per fare la lira e stare costantemente nella zona nobile della classifica, magari con vista playoff e non solo su una salvezza serena (come piacerebbe alla dirigenza dei bianchi), ora serva cullarsi un po’ meno nei complimenti e mettere la squadra davanti a un muro per prendere una scelta. La rosa è molto avanti rispetto agli anni passati, o almeno questo sta raccontando sul campo. Gioca a tratti un calcio divertente, deve segnare di più, e soffrire meno gli episodi. Stare a raccogliere applausi ora potrebbe fare piacere ma non servirebbe a questa formazione per compiere un ulteriore passo in avanti. Ha meno senso vantare, come giustamente fatto da dirigenti e tecnico, l’ampiezza e le ottime alternative di questa nuova Olbia dopo una vittoria e magari mettere il focus sulla profondità e la forza degli avversari quando si perde. L’impressione è che l’Olbia fin qui non abbia lasciato dei punti per strada solo per una maggiore forza degli avversari, ma perché ci ha creduto un po’ di meno. Le certezze si conquistano dopo gare come quella di Reggio, dove vieni beffato nel finale nonostante una prestazione alla pari. Ma la risposta deve essere un’Olbia cinica e spietata che se può ammazza una grande, e al Mapei ne ha avuto l’occasione. Andare oltre i propri limiti. Se Canzi riuscirà a far passare questo spirito nella testa dei suoi l’idea è che i galluresi quest’anno possano divertirsi davvero. A parole sembra facile…

Roberto Pinna

 

TAG:  Olbia Serie C
 

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