Che bella quell’area piena…

Matteo Zizola analizza la tattica di Torino-Cagliari, match pareggiato 1-1 all’Olimpico Grande Torino: quali sono le indicazioni per Maran?

Un buon Cagliari continua il percorso di crescita, confermando che il momento positivo è nei numeri ma anche dal punto di vista tattico. I rossoblù sembrano essersi finalmente liberati del blocco mentale sofferto in trasferta, così come Maran ha finalmente lasciato da parte un certo difensivismo. Lo dimostra la presenza più costante delle mezzali ad accompagnare l’azione d’attacco.

Il primo segnale arriva dopo appena undici minuti, quando Ionita di sinistro colpisce la traversa. L’azione si sviluppa sulla destra: Padoin è alto, i centrocampisti riempiono l’area dando così maggior supporto alle punte.

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La condizione fisica di Ionita e Faragò è una delle chiavi dell’elevata presenza nell’area avversaria, così come la corsa di Barella risulta fondamentale come collante tra i reparti. Prima del pareggio Pavoletti impegna di testa Sirigu e anche in questo caso sono diversi i giocatori rossoblù nei sedici metri granata.

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Il gol dell’1-1 diventa logica conseguenza di un atteggiamento più propositivo. Padoin sviluppa l’azione sulla destra, i centrocampisti attaccano l’area costringendo il Torino a rimanere basso, Cigarini ha così lo spazio per accorciare e supportare l’azione dando un’ulteriore opzione al compagno sull’esterno. Il professore ha il tempo di alzare la testa e calibrare il passaggio per Pavoletti, ma oltre al pregevole gesto tecnico è lo sviluppo dell’azione offensiva a creare i presupposti del gol.

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Ovviamente nell’arco dei novanta minuti non sono mancate delle disattenzioni fisiologiche. Nella prima è Cragno a metterci una pezza, ma resta comunque importante notare l’errore della difesa sulla rimessa laterale del Torino. Linea piazzata correttamente, ma poca reattività nell’uscita su un Baselli lasciato colpevolmente solo fin dall’inizio della giocata.

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Il gol di Zaza arriva sugli sviluppi di una punizione dal lato sinistro della difesa rossoblù. Come sempre il Cagliari copre la parte centrale dell’area, lasciando libero il lato opposto. Rispetto ad altre occasioni però manca la reattività nell’accorciare su Izzo quando la palla scivola fuori dal mucchio, poi è Pisacane a sbagliare completamente la propria posizione restando dietro Cragno e non chiudendo su Zaza. Izzo può essere pericoloso solo con un pallone teso proprio verso il limite dell’area piccola, il difensore rossoblù sbaglia nel non leggere una situazione prevedibile e restando in una sorta di terra di nessuno.

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Una menzione la meritano anche i secondi cartellini gialli di Pellegrini e Barella. Al netto dell’arbitraggio fin troppo fiscale di Irrati, sono evidenti le ingenuità dei due giovani rossoblù. Il terzino attacca Ola Aina con un intervento troppo rude invece di aspettare l’avversario. La difesa è schierata, non c’è alcun pericolo imminente, il fallo è netto e abbastanza inutile. Allo stesso modo Barella commette un errore da matita rossa nell’attaccare alle spalle Parigini: i compagni sono ben piazzati, Klavan è pronto a uscire, il Cagliari è in superiorità nel contrastare l’azione avversaria.

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Ora c’è una settimana per preparare al meglio il match point salvezza contro il Frosinone alla Sardegna Arena. Le assenze di Pisacane, Pellegrini e Barella (tutti squalificati) non possono fungere da alibi: la rosa è finalmente ampia, Ceppitelli tornerà dal turno di fermo, Birsa e Lykogiannis avranno l’opportunità di fare la loro parte. Il momento è più che positivo, fermarsi è vietato.

Matteo Zizola