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Arriva la Bcl: la Dinamo Sassari sfida Malaga tra poche energie e voglia di riscatto

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Quando gambe ed energie nervose sono indebolite nel basket è difficile imporsi. Non impossibile, perché come la Dinamo Sassari ha dimostrato nelle prime uscite tra pre-campionato e Supercoppa che a volte l’orgoglio porta oltre quello che si può immaginare. La partita contro Varese ha fatto però capire che non sempre può bastare. Tra le assenze e le difficoltà dovute a un’avversaria che ha spinto sull’acceleratore dalla palla a due fino alla sirena finale, Sassari è caduta per la prima volta mostrando qualche segno di nervosismo. Frutto di una settimana stressante a livello fisico e non solo. Il tour de force però non è ancora concluso e domani, 5 ottobre, il Banco di Sardegna andrà in scena per la prima volta di fronte al proprio pubblico in Champions League contro la favorita Unicaja Malaga. Un confronto in cui proprio la spinta dei supporter biancoblù però potrebbe fare la differenza.

Contenimento

Contro Varese, Sassari non è riuscita a centrare gli obiettivi dati da Bucchi alla vigilia della gara. Frenare in campo aperto la squadra di Brase è stato difficile, mentre in attacco Sassari ha avuto poca fluidità offensiva soprattutto in alcuni tratti dei quarti centrali. Il problema maggiore però è stato proprio nelle transizioni difensive, con i biancoblù spesso non pronti mentalmente anche a spendere un fallo per bloccare i contrattacchi avversari. Sassari ha tirato di più e ha anche vinto la lotta a rimbalzo, portando giù ben 15 rimbalzi offensivi, ma non è riuscita a trovare ancora una volta continuità al tiro (7/21 dall’arco a fine partita)  Bendzius è stato ben limitato dagli avversari e così oltre Onuaku e Robinson, seppur a sprazzi, ha avuto poco a livello offensivo nei primi due quarti quando le energie erano superiori. L’altra faccia della medaglia dice però che nonostante il poco vigore la squadra è riuscita, spinta da un positivo Diop, a rientrare fino al -3 a metà dell’ultimo quarto. Uno sforzo pagato nel finale, ma che testimonia la presenza del carattere che ha limitato in parte l’effetto delle rotazioni accorciate fino a 8 giocatori. L’inserimento rapido di Jones non ha ancora dato i suoi frutti, ma per caratteristiche è proprio il tassello che manca a Sassari per far male in più situazioni. Un discorso che si può ripetere per Dowe, che al di là di qualche passaggio molto positivo fatica a ricordare il giocatore visto con il Prometey. I due sono il perfetto esempio di cosa significhi partire con il freno tirato a causa assenze: da una parte un giocatore che arriva tardi e che ha bisogno di tempo per ambientarsi a idee e movimenti, dall’altra un play-guardia che a causa della sua duttilità ha dovuto spendere tanti minuti nel pre-campionato.

Primo esame

È il calendario però a decidere le sorti della Dinamo in questo momento. E dopo l’arrivo del campionato, c’è spazio per una Champions League che si è alzata ancor di più di livello. Malaga, passato con facilità lo scoglio dei qualification round, arriva in Sardegna con le stigmate della favorita. Un roster profondo quello degli andalusi, che vede due giocatori che hanno fatto parte del roster della Spagna di Scariolo a Eurobasket da protagonisti (Brizuela e Diaz) ma anche Djedovic, visto in Italia con la Virtus Roma e con tanti anni di Eurolega alle spalle, un realizzatore come Kendrick Perry, tra gli uomini migliori nel Montenegro visto agli Europei, e lunghi importanti come Lima, Thomas e Kravish. Nell’ultima partita vinta in Acb, solo Brizuela e Barreiro hanno calcato il parquet per meno di dieci minuti, segno di una squadra lunga e che può gestire al meglio le energie. La vitalità delle gambe sassaresi sarà fondamentale ancora una volta, soprattutto in difesa, dove serviranno sacrificio e attenzione per impedire agli spagnoli di gestire i ritmi della gara. Difficile che Bucchi ritrovi Gentile, rimasto fuori dalla gara di Varese dopo il problema alla schiena avvertito contro la Virtus Bologna in Supercoppa. Il tecnico bolognese dovrà quindi provare a chiedere uno sforzo ulteriore ai suoi e a imprimere quella fiducia necessaria per ritrovare lo smalto giusto in attacco. Queste le parole del coach dei sassaresi rilasciate all’Ufficio Stampa del club.

La Champions League è una competizione di grande fascino e qualità che si è avvicinata tantissimo per valori all’Eurocup. Ci apprestiamo ad affrontare un girone difficile con la massima determinazione e volontà di fare bene. Malaga è una squadra di altissimo livello con dodici giocatori veri e con la possibilità di competere per arrivare fino in fondo. Noi vogliamo assolutamente giocare una bella partita, ma dobbiamo lavorare duramente per competere contro una squadra di questo livello. Malaga è molto buona ma mi aspetto dalla mia squadra la voglia di combattere e di fare una bella prestazione che ci aiuti a costruire maggiori certezze, cosa che non siamo riusciti a fare con continuità in precampionato. Non hanno particolari punti deboli, hanno fatto una bellissima partita con Gran Canaria, difendendo molto forte, hanno lunghi di grande impatto dentro l’area ed esterni che hanno atletismo e talento. Cercheremo di giocarci le nostre chance al meglio davanti al nostro pubblico”.

Matteo Cardia

 

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