Aru, in Catalogna serve un segnale

Il terreno per fare bene non manca. Fabio Aru si presenta al via della 99ª edizione della Volta a Catalunya dopo un inizio di stagione non facile in cui ha raccolto solo un ottavo posto nella gara d’esordio al Trofeo Ses Salines di Maiorca.

Ma più che i risultati, il villacidrese fino ad ora non ha mai brillato nelle (poche) gare a cui ha partecipato: in difficoltà sulle salite della Volta ao Algarve, dove comunque ha svolto una dignitosa prova a cronometro e dato una mano alla squadra per mantenere la maglia di leader di Tadej Pogaçar e, soprattutto, mai in corsa alla Parigi-Nizza dove è precipitato in classifica dopo la prima frazione caratterizzata dal vento. Il malessere che gli ha definitivamente fatto staccare il numero dalla schiena nella Corsa del Sole nella terza tappa, ha fatto riaffiorare gli spettri del suo amaro 2018 nonostante le rivoluzioni nello staff medico e tecnico in casa UAE Emirates.

Ora per il sardo c’è in programma la corsa tappa spagnola, uno degli ultimi veri test in vista del clou stagionale del Giro d’Italia. Aru non partirà con i galloni di capitano nel team di Beppe Saronni che punterà probabilmente più su Daniel Martin o il giovane sloveno Pogaçar, già vincitore della Volta ao Algarve un mesetto fa. Il Cavaliere dei Quattro Mori potrebbe quindi muoversi nell’ombra in un percorso che, come da tradizione, proporrà diverse difficoltà altimetriche e tappe mosse con pochi chilometri di pianura: si sale già dalla prima frazione (lunedì 25 marzo) già con la Calella-Calella di 164 km con 3 GPM di 1ª categoria, ma gli appuntamenti sulla carta più importanti saranno quelli del 27 e 28 marzo con i due arrivi in salita a Vallter 2000 e a La Molina. Per la corsa a tappe spagnola è previsto un parterre d’eccezione, a cominciare dal campione del mondo Valverde, passando per Quintana, i francesi Bardet e Pinot, Miguel Lopez, i gemelli Yates e gli olandesi Kruijswijk e Kelderman. Riuscirà lo scalatore sardo a dare una zampata e ritrovare entusiasmo e fiducia in vista del Giro d’Italia?

Matteo Porcu

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