Fabio Aru al Tour de Colombia, unica gara disputata nel 2020

Aru, quali strade per un 2020 da protagonista?

Il ciclismo prova a ripartire dopo la chiusura forzata in cui amatori e professionisti si sono mantenuti in forma sugli odiati rulli.

Il via libera agli allenamenti individuali dal 4 maggio in Italia (con la lettera di protesta della Federciclismo della Sardegna per via della limitazione all’attività nel territorio del Comune di residenza) è stato seguito dall’annuncio da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale del nuovo calendario per questo travagliato 2020. Sarà una stagione ultracompatta con gare di prestigio inevitabilmente sovrapposte che accontenta veramente pochi, ma tutto ciò era inevitabile per salvare capra e cavoli in vista anche del 2021; balza agli occhi la sovrapposizione tra due grandi giri, il Giro d’Italia (3-25 ottobre) e la Vuelta a España (20 ottobre-9 novembre) che si disputeranno a loro volta in contemporanea con le grandi classiche del Nord in un inedito scenario autunnale. Una scelta quella dell’UCI atta a preservare il Tour de France, perno del calendario stilato (dal 29 agosto al 20 settembre) che non subirà la contemporaneità con le classiche di Belgio e Francia inevitabilmente costrette al cambio di data per la pandemia. La programmazione della stagione per le squadre sarà ancora più, se possibile, un elemento fondamentale per tentare di trarre il meglio da questo maledetto 2020.

Aru che fa? – Guardando in casa nostra c’è grande curiosità per sapere come imposterà la sua stagione Fabio Aru. Il Cavaliere dei Quattro Mori, al suo ultimo anno di contratto col Team UAE Emirates, sarà costretto al tutto per tutto per cercare un futuro roseo e cancellare queste ultime due stagioni terribili dal punto di vista sportivo. Una marea di problemi fisici hanno condizionato il villacidrese nel suo periodo nelle fila della squadra diretta da Beppe Saronni, ma un buon finale potrebbe anche convincere i vertici UAE a prolungare il matrimonio. Inizialmente il sardo aveva messo nel mirino il Tour de France e, come confermato ai nostri microfoni qualche settimana fa, questo potrebbe essere ancora il fulcro su cui verterà la sua stagione: guardando il calendario, premettendo che al momento non è così semplice fare previsioni visto il tempo che ci separa dallo start, la partecipazione al Giro del Delfinato (12-16 agosto) dovrebbe andare a braccetto con quella a La Grande Boucle. La breve corsa a tappe organizzata dall’ASO potrebbe essere uno dei primissimi impegni dello scalatore sardo in vista del Tour, a meno di una partecipazione alle Strade Bianche del 1° agosto, gara in linea già corsa con poca fortuna da Aru nel 2017 quando subì anche una caduta che gli impedì di stare nelle primissime posizioni. Una partecipazione al Tour de France escluderebbe quella al Giro d’Italia visti i tempi super ravvicinati, ma forse non a quella di una Vuelta a 18 frazioni (dal 20 ottobre all’8 novembre) privata delle tre tappe iniziali in Olanda.

Italia, mon amour – Un altro possibile scenario della stagione del villacidrese sarebbe più a tinte tricolori; la tentazione di partecipare al Giro d’Italia potrebbe essere forte e, considerata la stagione anomala, potrebbero cambiare i piani anche alla UAE che avrebbe portato alla corsa rosa una squadra con poche velleità di classifica generale nei programmi iniziali. Supponendo quindi una possibile partenza da Budapest il 3 ottobre (ancora in forse, altrimenti è pronto il piano B della RCS col via direttamente dalla Sicilia o da altre località del sud), il Cavaliere dei Quattro Mori potrebbe mettere il primo dorsale al Giro di Polonia (dal 5 al 9 agosto), per poi proseguire con un’altra corsa a tappe cara ad Aru la Tirreno Adriatico (dal 7 al 14 settembre) e puntare poi al Giro d’Italia. Il finale di stagione poi potrebbe incentrarsi sulle corse in linea italiane (Milano-Torino e Giro dell’Emilia ancora non fissate non essendo delle corse World Tour) con la conclusione al Giro di Lombardia il 31 ottobre. Saranno dei giorni di intensa riflessione per dirigenti, preparatori e atleti che tenteranno di salvare il salvabile di una stagione travagliata, ma già avere un calendario e poter pedalare in libertà all’aria aperta è senz’altro una boccata di puro ossigeno per il mondo delle due ruote.

Matteo Porcu

IL CALENDARIO (FONTE UCI) 

1st August: Strade Bianche (Italy)

-5-9 August: Tour de Pologne (Poland)

-8 August: Milano-Sanremo (Italy)

-12-16 August: Critérium du Dauphiné (France)

-16 August: Prudential RideLondon-Surrey Classic (Great Britain)

-25 August: Bretagne Classic – Ouest-France (France)

-29 August -20 September : Tour de France (France)

-7-14 September: Tirreno-Adriatico (Italy)

-11 September: Grand Prix Cycliste de Québec (Canada)

-13 September: Grand Prix Cycliste de Montréal (Canada)

-29 September -3 October: BinckBank Tour

-30 September: La Flèche Wallonne (Belgium)

-3-25 October: Giro d’Italia (Italy)

-4 October: Liège-Bastogne-Liège (Belgium)

-10 October: Amstel Gold Race (the Netherlands)

-11 October: Gent-Wevelgem in Flanders Fields (Belgium)

-14 October: A Travers la Flandre (Belgium)

-15-20 October: Gree – Tour of Guangxi (China)

-18 October: Tour des Flandres (Belgium)

-20 October – 8 November: Vuelta Ciclista a España (Spain)

-21 October: Driedaagse Brugge-De Panne (Belgium)

-25 October: Paris-Roubaix (France)

-31 October: Il Lombardia (Italy)

 

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