Boccia, l’anti-divo della Primavera

Cosa hanno in comune Juwara, Pavone, Colley, Bianchi o Klimavicius? Esatto, sono tra i migliori marcatori del Campionato Primavera 1. Sono loro che, spesso, prendono i titoli dei giornali e sono i loro nomi i più visti negli highlights.

In vista di Cagliari-Bologna di Primavera 1 però, il capocannoniere Juwara dovrà vedersela con il sorriso beffardo di Salvatore Boccia. Il difensore classe 2001 con il suo solito modo schivo e silenzioso di porsi – più dentro che fuori dal campo- è infatti il marcatore designato da Max Canzi in questa stagione iniziata in modo strepitoso per i rossoblù con il primato condiviso con l’Atalanta. A lui tocca arginare gli attaccanti avversari più forti. E fin qui a giudicare dalla classifica dei suoi il compito non gli riesce male.

Perno della difesa – Se studiamo con attenzione la disposizione tattica della Primavera del Cagliari, si notano certamente la velenosità di Gagliano e l’organizzazione di gioco orchestrata dall’intelligenza di capitan Ladinetti. Salta forse meno all’occhio ma ha un peso enorme nell’equilibrio dei giovani rossoblù l’apporto difensivo e l’ottimo feeling del duo Carboni-Boccia. Il primo ha maggiori libertà in fase di costruzione e ha il compito dell’uscita in anticipo in ripartenza avversaria, il secondo è invece l’ultima linea a difesa di Boccia e spetta a lui gran parte del lavoro sporco. Boccia, nato a Oristano ma famiglia di origine campana, infatti, finora ha praticamente sempre giocato a uomo sul bomber avversario. Tutti, e proprio tutti, sono passati per le sue grinfie. Tra i giocatori che fin qui ha marcato a uomo solo uno è andato a rete (Colley dell’Atalanta nella sfortunata sconfitta di Asseminello per 2-1).

Affidabile e in crescita – Il peso specifico di Boccia nell’equilibrio difensivo dei giovani rossoblù lo sottolineano anche i numeri. Sempre titolare quest’anno, esclusa la sfida saltata per le conseguenze dell’espulsione rimediata contro il Genoa alla prima giornata. E se andiamo indietro, vediamo che già dalla stagione scorsa mister Canzi aveva iniziato a plasmarlo, risultando, a fine anno, il classe 2001 – quindi sotto età – più utilizzato con ben 1.823 minuti nelle 30 partite stagionali, 18 delle quali giocate per tutti i 90 minuti. Non solo Primavera per il centrale oristanese, Rastelli prima e Maran poi lo hanno spesso chiamato ad esprimersi con i più grandi in allenamento. Ha ancora buoni margini di crescita sullo stacco di testa, anche se per l’altezza non particolarmente elevata ha un ottimo tempo di salto, e nelle uscite palla al piede deve affinare la tecnica.

Fuori dal campo – Chi lo conosce bene racconta di un ragazzo solare e simpatico, mentre vedendolo dall’esterno appare schivo, di pochissime parole ed avaro di sorrisi. Tanta concretezza e pochi fronzoli. Papà Pasquale, negli spalti, come lui non dice mai una parola di troppo. In tutto questo Salvatore corre e combatte, con la sua fidanzata Chiara a sostenerlo. Poco social, a differenza di tanti coetanei, e testa sulle spalle o, come si direbbe nel ciclismo, occhi bassi e pedalare perché la salita è lunga, ma la cima può ripagare con uno spettacolo molto interessante.

Francesco Aresu

 

 

 

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