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Cagliari a un passo dalla salvezza: un’impresa firmata Semplici

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C’era una volta il Totocalcio. Uno, ics, due, doppie e triple. Obiettivo fare tredici, magari una di quelle giornate dall’alto montepremi e dalle poche vincite. Anche il dodici poteva bastare, ma il bottino pieno era davvero il premio da cercare.

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Montepremi salvezza
Per fare tredici nella schedina ci volevano studio, conoscenza e fortuna, parecchia fortuna. Il calcio giocato è però diverso e Leonardo Semplici lo conosce bene. Il suo tredici sono i punti che hanno non solo rimesso il Cagliari in carreggiata, ma perfino a un passo dalla salvezza. Il montepremi del campionato rossoblù, dopo che l’era Di Francesco e la mini crisi targata Juventus, Spezia, Verona e Inter avevano costretto Semplici e la squadra alla ricerca del miracolo. Pereiro e Cerri che ribaltano il Parma, Joao Pedro che fa fuori l’Udinese, Lykogiannis, Marin e ancora il brasiliano a mettere al proprio posto la Roma, Nández a raccogliere quel punto che fa la differenza tra il dodici dell’accontentarsi e il tredici del jackpot.

Cambio di testa
È proprio il gol del León all’ultimo minuto della sfida di Napoli che dà l’abbrivio per la vittoria di Benevento. Il Cagliari ha spezzato l’incantesimo contro il Parma, ma in altri momenti e altre stagioni bastava un attimo per tornare a soffrire. Reagire, restare in partita, non perdersi d’animo e rimettere la vettura in carreggiata. Leonardo Semplici ha trovato il modo per tenere vivo quel fuoco che prima di lui né Maran, né Zenga e né tantomeno Di Francesco erano riusciti a mantenere acceso. Al tappeto al primo montante in passato, mentre ora il pugile rossoblù è capace di rialzarsi e rispondere colpo su colpo. La fortuna ha girato, sì, ma portarla dalla propria parte e soprattutto mantenerla è un merito e non più una coincidenza del destino.

Capire e capirsi
Ci sono stati errori, sì, anche da parte di Semplici e anche a Benevento. La partenza a razzo che illude, il 3-5-2 che non esalta i giocatori più importanti, da Nández a Joao Pedro senza dimenticare Marin, Nainggolan e Pavoletti. La capacità di correggersi al di là da ogni dogma è però la chiave di questo Cagliari che ha fatto tredici, senza più aspettare l’ultimo quarto d’ora ma agendo appena i segnali anche più piccoli invitano al coraggio. Si può parlare di Var, di arbitri, di dettagli che cambiano l’inerzia, ma resta un Cagliari con meno paura e più consapevolezza in se stesso, che profuma di cinismo e voglia di non lasciarsi andare. I simboli diventano oggi quelli che ieri apparivano dimenticati, Deiola, Pavoletti, perfino uno Zappa mai così dentro lo spirito guerriero che una partita come quella del Vigorito chiedeva.

Leonardo Semplici ha fatto tredici e ora cerca contro la sua Fiorentina quella vittoria che chiuderebbe ogni discorso. Il colpo decisivo, quello che manderebbe a tappeto gli avversari già moribondi e che, senza dubbio, gli darebbe la cintura con inciso Serie A 2021-2022. Perché il condottiero di una salvezza sempre più vicina e miracolosa merita senza se e senza ma di essere sul ring, da protagonista, anche nella prossima stagione.

Matteo Zizola

 

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