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Gaston Pereiro contro il Napoli nella passata stagione

Cagliari, anche Pereiro KO: continua la maledizione del Centenario

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La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo e sembra aver indirizzato lo sguardo verso Asseminello. Il film dell’estate è un remake dell’agosto 2019, fotogrammi di infortuni che si mettono sulla strada del Cagliari come ostacoli da superare.

Un anno fa il tuffo di Istanbul, la spalla di Alessio Cragno che fa crack e il primo contrattempo nel percorso dei rossoblù di Maran. Poche settimane dopo la prima giornata di campionato contro il Brescia e ad alzare bandiera bianca fu Leonardo Pavoletti da Livorno, il ginocchio che salta e addio al centravanti per sei mesi, prima della ricaduta che lo tolse dai giochi per tutta la stagione.
L’estate 2020, quella della rivoluzione di Di Francesco e della rivincita da preparare non sembra partire con il piede giusto. In principio i tamponi, il covid-19 a segnare il passo con ben 6 giocatori tra positivi e quarantena precauzionale a togliere elementi al tecnico abruzzese. Bradaric e Rog dalla Croazia, Despodov in Bulgaria, Ceppitelli, Cerri e Aresti dopo le vacanze in Costa Smeralda, tutti ai box in attesa di potersi unire al gruppo. Un 2020 finora entrato nella storia del Cagliari più che per il centenario per un alone di negatività che stenta a sparire, i risultati sul campo a segnare il passo (falso) e il Covid che ha preso la scena non solo dalle parti rossoblù. Czyborra ha solo fatto un passaggio ad Asseminello e anche lui è ora in isolamento nella sua Berlino in attesa di prendere possesso della fascia sinistra rossoblù.

Il cambio in panchina da Maran a Zenga non ha cambiato l’inerzia, l’Uomo Ragno alle prese con gli infortuni in serie da Ceppitelli, vecchio problema, a Pellegrini, da Oliva a Faragò, da Nainggolan a Pereiro. Non è più fortunato Di Francesco che ad Aritzo dovrà fare i conti con il nodo portieri dopo l’infortunio alla spalla occorso a Ciocci, che si aggiunge al problema di Aresti e alla convocazione di Cragno in nazionale. A ribadire il periodo non fortunato per i rossoblù ci si è messo Pereiro, ancora lui, emblema del 2020 del Cagliari intriso di contrattempi e nel quale se qualcosa può andare male sicuramente andrà peggio. Arrivato a gennaio con in dote un infortunio che lo aveva tenuto fuori nella prima parte di stagione con il PSV, sembrava pronto a prendersi la scena dopo il gol contro la Roma. Il Covid però era alle porte, dopo la prodezza contro i giallorossi lo stop forzato, quindi la prima da titolare a Verona con Zenga in panchina e l’infortunio muscolare a fermarlo nuovamente. Non l’ha aiutato al rientro la posizione in campo scelta dall’ex tecnico rossoblù, quel ruolo da sottopunta che ne ha limitato le potenzialità ed enfatizzato i limiti. Ad aggiungere difficoltà a difficoltà il lutto familiare improvviso che ha abbattuto un ragazzo di per sé già fragile mentalmente. E ora che con l’arrivo di Di Francesco il 4-3-3 sembrava essere finalmente il vestito giusto per Pereiro il fulmine a ciel sereno dell’infortunio al piede. Come riportato dall’Unione Sarda, infatti, El Tonga dovrà stare lontano dai campi per almeno due mesi, piede ingessato e la nuvola fantozziana della sfortuna che non ha alcuna intenzione di abbandonare né lui né il Cagliari. Chi ben comincia è a metà dell’opera, ma l’estate rossoblù non nasce di certo sotto una buona stella.

Matteo Zizola

 

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