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Cagliari-Atalanta: i dati di una sfida tra squadre agli antipodi

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Due squadre agli antipodi. Per ambizioni, per interpretazione del calcio e per la situazione di classifica. Cagliari-Atalanta sarà l’anticipo serale del sabato della decima giornata di campionato, in quello che a seconda dei punti di vista può essere visto come una condanna già sancita per i rossoblù o l’opportunità per gli uomini di Mazzarri di giocare un brutto scherzo alla Dea. La bellezza del calcio lascia aperti entrambi gli scenari.

Servono gol e attenzione

I dati rilasciati da OPTA fotografano una situazione complessa in casa Cagliari, con un cambio in panchina che non ha sortito gli effetti sperati in classifica fino a questo momento della stagione. Cinque punti in otto partite, cinque ko su otto incontri: quella nell’esperienza cagliaritana è la peggiore partenza di sempre di Walter Mazzarri in carriera. Il Cagliari non fa punti dalla vittoria contro la Sampdoria di metà ottobre finita 3-1 e ha segnato un solo gol nelle ultime tre gare – la rete del momentaneo vantaggio contro la Roma firmata da Pavoletti. Così, la percentuale di realizzazione isolana si è abbassata fino ad appena il 15%, un dato che avrà ancora più difficoltà ad essere smentito vista l’assenza di un giocatore come Keita. Quello della poca verve offensiva, è un problema che va oltre il reparto avanzato, perché la squadra ha avuto nella stagione 21/22 un solo contributo in fase realizzativa dal centrocampo – Deiola – e due dalla difesa – Ceppitelli e Caceres. Un altro difensore, Diego Godin, non trova il gol dalla passata stagione: proprio contro l’Atalanta di Gasperini era arrivato la prima e unica rete con la maglia del Cagliari, in quello che era stato anche l’esordio per l’ex capitano dell’Atletico Madrid. Prima di tutto sarà però importante cercare di impostare le azioni offensive senza lasciarsi influenzare dal pressing avversario, un compito non semplice per i direttori d’orchestra isolani. L’atteggiamento aggressivo in fase di recupero palla ha contraddistinto il gioco di Zapata e compagni negli ultimi anni: l’Atalanta è la squadra che recupera più palle nella propria zona offensiva in tutta la Serie A, una classifica in cui il Cagliari è invece ultimo (65 vs 31). Nel ritiro iniziato martedì, Mazzarri avrà concentrato parecchie energie anche sulla preparazione delle palle inattive. Le difficoltà sia sugli angoli che sui calci di punizione, da cui gli isolani hanno subito 10 reti, sono note. Tuttavia, l’Atalanta è l’unica squadra di Serie A ad aver segnato solo su azione (18) e rigore (2).

Fortino

Gli uomini di Gasperini arrivano in Sardegna dopo aver assaporato l’impresa in Champions contro il Manchester United e bisognosi di punti per non vedere allontanarsi troppo il terzo posto occupato dall’Inter. Per l’allenatore ex Genoa la motivazione è però anche personale: se la Dea dovesse conquistare la vittoria, per il tecnico si tratterebbe della duecentesima vittoria in Serie A, un traguardo che gli consentirebbe di unirsi a un club speciale composto da Allegri, Ancelotti, Spalletti e Guidolin. Tuttavia, sono le statistiche di squadra a sottolineare la rilevanza del progetto atalantino: la Dea è la squadra che non perde da più tempo in trasferta, grazie a 11 vittorie e 3 pareggi, e ha conquistato 13 dei suoi 19 punti lontano dal Gewiss Stadium in questa stagione. Contro il Cagliari e in Sardegna, l’Atalanta storicamente non ha mai avuto vita facile, anche se nelle ultime tre stagioni il risultato è stato sempre a favore dei neroazzurri. Partite chiuse tutte sullo 0-1 e che nelle ultime due annate hanno avuto un solo mattatore, quel Luis Muriel apparso non ancora al top della forma ma che proprio alla Unipol Domus potrebbe tornare titolare visti i pochi minuti giocati nella notte europea di martedì. Nonostante gli ultimi anni non abbiano portato gioie ai tifosi isolani, il Cagliari rimane comunque in vantaggio nel bilancio complessivo delle sfide disputate in Sardegna: su 27 partite, i rossoblù hanno vinto 14 volte, pareggiato per 7 e perso per 6, segnando più del doppio degli avversari (35 a 17 nel confronto). Una statistica che può incoraggiare gruppo e pubblico, verso una partita non facile ma comunque aperta ad ogni risultato.

Matteo Cardia

 

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