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Cagliari: basterà il solo Zappa come erede di Nandez?

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Un percorso in crescendo, fatto di scale e di traguardi intermedi per arrivare alla vetta. Gabriele Zappa, da quando la scorsa estate ha vestito la maglia rossoblù, ha iniziato una personale scalata verso un ruolo da protagonista tra gli esterni della Serie A.

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Impatto
Il classe 1999 ex Pescara è parso tra i più in palla del ritiro del Cagliari in Trentino in Val di Pejo, una due settimane chiusa per Zappa con due assist, per Marin e Pavoletti, nell’amichevole vinta dai suoi per 3-0 contro il Vicenza sabato 24 al Romeo Menti. Tutto il repertorio della sua forza in fase di spinta in casa biancorossa: strappo sulla corsia di destra e palla a rimorchio per il primo gol del rumeno Marin e cross alto al bacio dalla trequarti per il raddoppio di Pavoletti di testa. Sui movimenti in fase di attacco Zappa è stato molto chiaro a fine partita, confessando quello che Semplici e il suo staff gli chiedono in fase di costruzione cagliaritana: “Devo stare stretto e alto in ripartenza”.

Futuro
Ancora qualche passo in avanti da fare invece in fase di non possesso e in situazione di ripiegamento difensivo. Tanto che Semplici in alcune sporadiche occasioni lo ha schierato anche da centrale di difesa a tre nel campo di Celledizzo durante il ritiro. Forse per provare più da vicino alcuni movimenti in marcatura che richiede al suo esterno destro in transizione avversaria. Nel 2020-21 Zappa è stato bravo ad adattarsi a un ruolo da protagonista sulla corsia destra del Cagliari dopo il salto di categoria dalla B alla A. Con Di Francesco è stato quasi sempre titolare mentre con Semplici spesso si è alternato dalla panchina. Ora ha ancora qualche allenamento e alcune amichevoli per convincere l’allenatore toscano e il Cagliari che lui sarà senza problemi l’erede di Nandez, ormai sempre più in partenza verso Milano sponda Inter, in quella posizione di campo. Impresa non facile ma una nuova bella sfida per un ragazzo che ha iniziato a scalare e non sembra intenzionato a scendere senza aver prima raggiunto l’obiettivo.

Roberto Pinna

 

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