Cagliari-Brescia, quello di Cerri non era rigore

Il caso De Ligt-Bologna ha fatto scoppiare ulteriori polemiche sull’interpretazione della regola del fallo di mano.

Diverse testate e media nazionali sono tornati sull’episodio del mancato fischio in Juventus-Bologna di Irrati: una decisione corretta se si legge l’ormai celebre Pagina 91 del Regolamento del Giuoco del Calcio che tratta appunto il fallo di mano. Si perché, secondo quanto scritto dall’AIA, quello dell’Allianz Stadium non è un’infrazione di mano in quanto “il pallone tocca le mani / braccia del calciatore, ma è provenuto direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) del calciatore stesso”. 

Tornando ad alcuni episodi della stagione 2019/2020 gli arbitri hanno fatto confusione su queste regole, vedi Fiorentina-Napoli (rigore concesso ai Viola) e alla gara d’apertura della Sardegna Arena, quel Cagliari-Brescia che lascia ancora l’amaro in bocca ai tifosi sardi. Il secondo e il terzo comma della stessa regola infatti dicono che non è infrazione quando “il pallone proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino”  e “se mani / braccia sono vicine al corpo e non si trovano in posizione innaturale tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo”. Quello fischiato da Abbattista quindi non è affatto rigore se si vanno a rileggere questi due commi in quanto non solo Chancellor colpisce pallone vicino ad Alberto Cerri, ma la posizione della braccia dell’attaccante in elevazione (di spalle tra l’altro) è perfettamente naturale. Seppure non brillante in quell’occasione la squadra di Rolando Maran forse avrebbe quindi potuto fare un pareggio o una vittoria in più, incrementando un bottino di punti che finora rimane comunque ottimo.

 

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