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Andrea Carboni | Foto Centotrentuno

Cagliari, Carboni e soci: i colpevoli della rifondazione saranno solo i giocatori?

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“Mercenari, via tutti”. Il Cagliari dopo la retrocessione in Serie B ha iniziato una netta politica di ridimensionamento e di rifondazione, con anche alcune cessioni inaspettate. Una di queste è la ormai prossima trattativa con il Monza per la vendita di Andrea Carboni. Con il centrale classe 2001 di Tonara che andrà in Brianza per una cifra tra i 4 e i 5 milioni di euro.

Via vai generale

“Mercenari, non vogliono restare in Serie B“. Il passaggio dal voler mandare via tutti nelle ore successive alla disfatta di Venezia al puntare il dito contro i giocatori ceduti e reputati dei traditori che abbandonano la maglia nel momento di difficoltà, a cui loro hanno contribuito, è stato breve. Nell’ottica del tifoso è normale, la passione spesso è umorale e legata più all’istinto che alla razionalità. Sarebbe però sbagliato che a mente lucida in casa Cagliari passasse per tutti i giocatori questo messaggio. In poche parole: giù le mani da Andrea Carboni. Il nuovo allenatore Fabio Liverani nella sua prima conferenza stampa da tecnico del Cagliari ha specificato, alle continue domande sulle cessioni, che il club non vuole giocatori che non si sentano parte del progetto e che non abbiamo la fame di rialzarsi con i rossoblù, sottolineando anche che: “Le trattative si fanno sempre grazie a tre componenti, chi vende, chi acquista e il calciatore che con la sua volontà influenza le decisioni“.  E nelle ultime ore i desideri di diversi calciatori di lasciare la barca affondata in Serie B sono finiti nell’occhio del ciclone dei tifosi, soprattutto nelle pagine dei vari social network legati al mondo rossoblù. E tra questi anche Andrea Carboni, anzi forse anche di più Andrea Carboni. Perché giovane, perché sardo e perché cresciuto nel settore giovanile isolano.

Riflessione

Ciò che sfugge forse agli occhi dei più è che nel calcio al di là delle frasi da conferenza stampa esistono le sfumature e i compromessi. Un po’ come nella vita di tutti i giorni. E così può capitare che un direttore sportivo come Stefano Capozucca nella conferenza stampa di fine anno dica: “Ripartiremo dai giovani con voglia, dai sardi e da chi ha senso di appartenenza per questo progetto. Carboni? Fosse per me lo terrei a vita“. Salvo poi lavorare a una trattativa per la cessione dello stesso Carboni. Situazione nata non perché il centrale di Tonara abbia pestato i piedi per andare via, ma perché come sempre il mercato lo fanno le offerte. E il difensore anche della Nazionale Under 21 ha avuto più richieste di altri. E una volta ricevuta l’offerta ritenuta congrua il club non ha posto nessun veto e non ha dichiarato incedibile il calciatore perché considerato uno degli elementi da cui ripartire. Attaccare il calciatore sul senso di appartenenza poi avrebbe poco senso. Carboni nonostante l’età ha più di 50 presenze con il club rossoblù, è stato uno dei primi e dei pochi a dedicare due parole dopo la retrocessione sui propri canali social e chi conosce un minimo la sua storia sa quanto sia legato alla sua terra. Con il primo salto fuori di casa a Monza che sarà anche utile a livello di crescita umana oltre che professionale. Senza dimenticare poi che appena un anno fa, quando in seguito ad alcuni contrasti sul rinnovo il calciatore venne mandato a giocare in Primavera, Carboni non fece una piega, e in silenzio e a suon di ottime prestazioni giocò con l’Under 19 salvo poi essere riaggregato in prima squadra nel momento della rincorsa salvezza. Dettagli che non sono dettagli e che possono influenzare e non poco il legame tra uno spogliatoio e una società forse ai minimi storici.

Roberto Pinna

 

 

 

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