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Eusebio Di Francesco in panchina | Foto Emanuele Perrone

Cagliari, c’è il nodo centravanti ma Di Francesco non cambia pelle

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Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova, proverbio che Eusebio Di Francesco sembrerebbe voler seguire con il suo Cagliari nonostante le assenze. La vittoria di coppa ha portato sorrisi, ora l’avvicinamento alla gara di domenica contro lo Spezia di Vincenzo Italiano che a inizio stagione sembrava poter essere la classica vittima sacrificale e che oggi invece è diventata una compagine complicata da affrontare.

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Cercasi centravanti – Simeone fermo ai box dopo la positività al Covid, così nel 4-2-3-1 del tecnico abruzzese la corsa a due per rimpiazzarlo coinvolge Alberto Cerri, titolare nella vittoria di Coppa Italia con tanto di sigillo, e un Leonardo Pavoletti a caccia di un gol che manca da un anno e mezzo esatto. La scelta di puntare sul centravanti parmense contro il Verona ha aperto i dubbi su chi guiderà l’attacco di fronte agli uomini di Italiano, con l’ipotesi di un Pavoloso preservato in vista dello Spezia, ma anche quella di un Cerri davanti nelle gerarchie confermata dalla condizione fisica mostrata dal giocatore e che oggi ha festeggiato anche il rinnovo fino al 2024. Cerri è infatti apparso alleggerito rispetto al passato, meno macchinoso e più in palla di un Pavoletti invece sì in miglioramento, ma ancora lontano dalla condizione dei tempi migliori. Di Francesco nel post partita ha fatto melina, il ballottaggio è aperto: “devo tenere conto che sia Leo che Alberto hanno giocato poco quindi devo gestirli. Credo fosse giusto dare questa chance ad Alberto e Leo subentrante: in questo la squadra è molto coesa e accetta le decisioni”.

Strada tracciata – La partita di Coppa Italia ha confermato l’importanza della spina dorsale nelle scelte dell’allenatore rossoblù. Nessun riposo per Walukiewicz, Rog e Joao Pedro e soprattutto quest’ultimo è sempre più l’ago della bilancia del 4-2-3-1 del mister. Per questo appare difficile che Di Francesco possa cambiare vestito tattico e tornare causa assenza di Simeone al suo 4-3-3 con cui iniziò la stagione. L’ipotesi di un Joao Pedro centravanti supportato dalla coppia Sottil – Ounas ai lati è sì affascinante, anche perché il centrocampo vedrebbe Rog riportato nel suo ruolo originale, ma come dichiarato dal tecnico nel post Verona la strada tracciata resta quella da seguire con o senza il Cholito. “La scorsa settimana con la Juventus volevamo cercare un modo diverso di giocare senza di Nahitan. Senza Simeone il modulo non cambierà, andremo avanti così”.   Sarà dunque difficile vedere stravolgimenti, il ballottaggio tra i due esterni d’attacco dovrebbe restare tale, Joao Pedro sarà probabilmente il collante tra le linee e l’unico dubbio, oltre quello sul centravanti, resta chi tra Nández e Rog supporterà Marin davanti alla difesa e chi tra i due scalerà sulla fascia dietro la punta.

Dal traffico alle difficoltà  – Surrealmente proprio il reparto sulla carta più ricco di uomini sarà quello che potrebbe far penare Di Francesco contro lo Spezia. Ceppitelli ormai da tempo assente, Godín fermato dal Covid, Pisacane che sembra in difficoltà nel poter reggere tre partite in sette giorni – ieri è uscito per crampi al 71′ – Klavan che oggi è tornaro in gruppo dopo la botta alla testa subita a Torino. Con il recupero del centrale estone la coppia con Walukiewicz vista contro la Juventus sarà giocoforza confermata. A sinistra Lykogiannis difficilmente recupererà, così Zappa e Tripaldelli si candidano come esterni di difesa anche se è forte la candidatura di Carboni dopo gli elogi di Di Francesco in conferenza stampa.

Tolto Klavan si prospetta dunque la linea verde nel reparto arretrato con un classe ’99 e un 2000 certi del posto e la lotta tra l’altro ’99 Tripaldelli e il 2001 Carboni per completare il reparto. Pavoletti o Cerri, il tema difesa, Ounas o Sottil, tanti dubbi che verranno sciolti probabilmente solo a ridosso dell’annuncio delle formazioni.

Matteo Zizola

 
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