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Radja Nainggolan, giocatore in prestito dall'Inter |

Cagliari, centrocampo in riserva: chi porterà il mercato?

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Partire con due idee fondamentali, su quelle costruire le fondamenta affinché si realizzino, scoprire dopo poco tempo che si deve ripartire da capo, cambiare il progetto e tirare su la propria casa con ciò che si ha a disposizione. Di Francesco ha passato un estate a forgiare la propria creatura sul 4-3-3 con Joao Pedro come attaccante esterno e nel frattempo aspettare che il mercato portasse in dote Radja Nainggolan a completare il quadro. Quale sia la causa e quale l’effetto è difficile da capire, ma senza il Ninja e con il brasiliano confinato lontano dalla porta il tecnico rossoblù ha deciso di andare alla ricerca di nuove idee fino ad arrivare al 4-2-3-1 con Joao Pedro al centro del villaggio.

Uno di meno – L’aver spostato il numero dieci del Cagliari, e miglior realizzatore della passata stagione, dalla fascia sinistra al cuore della trequarti offensiva ha dato i propri frutti, ma a quale costo? I vantaggi sono noti, ma è pur vero che aver assecondato Joao Pedro e le sue caratteristiche ha portato a snaturare altri giocatori importanti. Soprattutto in mezzo al campo il passaggio dalla linea a tre a quella a due ha allontanato dalla sua zona Rog e spostato Nández dal ruolo di mezzala a quello di tuttofare in nome dell’equilibrio. Il Cagliari appare così un’incompiuta, qualunque sia lo schieramento scelto da Di Francesco almeno uno su dieci tra i giocatori di movimento titolari deve giocoforza adattarsi. Manca un elemento che completi un undici titolare sulla carta di buon livello, ma nella sostanza non esattamente assortito al meglio.

AAA cercasi mediano – Il reparto che sembra soffrire di più sia nei numeri sia per le caratteristiche della rosa è il centrocampo. L’assenza di Nahitan Nández ha scavato ancora di più un buco già presente in squadra. Con il León il Cagliari può sopperire all’assenza di fisicità e muscoli in mezzo al campo semplicemente spostando l’uruguaiano davanti alla difesa, ma al contempo diventa difficile pensare a uno tra Rog e Marin in panchina così come è già fallito l’esperimento del croato posizionato più alto. Nández è anche l’equilibratore quando schierato come ala, con un giocatore più offensivo si rischia di perdere la visione d’insieme senza guadagnare nella fase difensiva, anzi. In definitiva a Di Francesco manca un elemento con determinate caratteristiche, magari meno tecnico ma più presente fisicamente, un mediano d’interdizione che, ad esempio, avrebbe potuto fermare Bastoni in occasione del vantaggio spezzino. Il Cagliari ha un bel parco macchine, ma al momento sembra mancare quella Panda 4×4 sinonimo di affidabilità e con cui è più facile affrontare intemperie e salite.

Merce rara – Trovato il difetto non resta che scovare chi potrebbe nasconderlo. Gennaio è vicino, il mercato pronto a ripartire e così è in arrivo una nuova occasione per sistemare la rosa. Il problema non di poco conto è che il mediano che servirebbe al Cagliari non si trova facilmente, ruolo particolare e specialistico con pochi interpreti in grado di svolgerlo. Chi ha un giocatore di quel tipo difficilmente se ne priva, ancor meno a prezzo di occasione. Tra gli esuberi della Serie A sono infatti tanti i centrocampisti, molti tecnici, altri di spinta, nessuno d’interdizione. Un elemento che potrebbe fare al caso dei rossoblù è Meite del Torino, ma è titolare con Giampaolo e non di certo a prezzo di saldo. Un altro potrebbe essere Obiang del Sassuolo, ma forse un giocatore che non sposterebbe gli equilibri. Ci sono poi gli esuberi di lusso come Khedira e Vecino, ma appaiono entrambi fuori portata per ingaggio e anche loro non esattamente il profilo che servirebbe a Di Francesco nonostante il loro valore sia fuori discussione.

Il Ninja come soluzione? – Ovviamente il primo della lista sarebbe Radja Nainggolan, una telenovela mai effettivamente chiusa e destinata a tornare in voga a breve. Resta il dubbio se il Ninja rappresenti davvero il tipo di giocatore da sistemare davanti alla difesa, il Nainggolan della prima esperienza a Cagliari sarebbe il prototipo perfetto, quello visto la scorsa stagione e quasi mai visto in questa non è più forse fisicamente adatto a svolgere compiti di rottura. Il Ninja ovviamente è un giocatore di livello assoluto, la sua utilità soprattutto dal punto di vista mentale indiscutibile, ma guardando alla soluzione ideale non sembrerebbe incastrarsi alla perfezione nel sistema costruito da Di Francesco in questa prima parte di stagione.

In attesa di capire se la società rossoblù si muoverà sul mercato almeno per una mera questione numerica, tocca a Rog e Marin fare gli straordinari per alzare il livello delle proprie prestazioni. La corsa non manca, entrambi sono sempre in testa alla classifica dei chilometri percorsi in ogni gara – Spezia incluso – ma quel che sembra mancare è la qualità della stessa. Si macina campo, tanto, ma non nel modo migliore e spesso per inseguire gli avversari che per dettare il proprio gioco e ritmo.

Matteo Zizola

 

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