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Cagliari, cercasi gioco: il giro palla è il problema di Mazzarri

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Esistono dati che ribaltano le sensazioni date dal campo. Allo stesso tempo può capitare che le analisi numeriche confermino quanto si percepisce osservando lo stile di gioco di una squadra.

Tra possesso e lanci
L’ultimo report dell’Osservatorio Cies, in collaborazione con InStat, racconta una storia che nel caso del Cagliari ha il sapore della conferma. La classica analisi settimanale, che coinvolge 40 diversi campionati in giro per il mondo, si concentra sul numero di passaggi completati per gara e la loro lunghezza media. La combinazione di queste due variabili mostra la distanza della circolazione della palla durante la fase di possesso di ogni squadra. Restando alla sola Serie A è la Fiorentina a risultare in testa alla speciale graduatoria secondo i parametri InStat con un valore di 10.3, mentre il Cagliari si attesta nelle ultime posizioni con 8.1, quanto l’Empoli e superiore soltanto al Venezia (7.8), Salernitana (7.7) e Udinese (7.4).

Poco controllo
I valori interessanti, però, sono quelli che compongono il dato combinato. Intanto il numero di passaggi tentati per gara, aspetto nel quale il Cagliari è ancora una volta nelle ultime posizioni della classifica. Non è un caso che in testa ci sia la Lazio di Sarri, allenatore con una ben nota filosofia che fa del possesso palla una delle chiavi. I biancocelesti hanno una media di 599.3 passaggi a gara, mentre il Cagliari si attesta al quart’ultimo posto con 408.8, quasi 200 in meno della Lazio e davanti a Udinese (407.1), Venezia (404.6) e Salernitana (397.3). Non solo, ma lo stacco tra i rossoblù e chi li precede non è di poco conto visto che la Sampdoria, squadra appena sopra il Cagliari, ha una media di 422.5 passaggi a partita.

Palla lunga e pedalare
Un dato ancora più indicativo, e che rispecchia in pieno le sensazioni date dalle diverse gare disputate, è quello della lunghezza media dei passaggi tentati. La politica dei palloni lunghi messa in campo dal Cagliari è rispecchiata completamente dalle statistiche InStat, tanto che gli uomini di Mazzarri sono in fondo alla graduatoria nella speciale classifica. La Lazio è nuovamente in testa con 16.6 metri di media per passaggio, mentre il Cagliari è ultimo con 19.9. Una tipologia di gioco che non è di per sé sbagliata, ma che avrebbe bisogno sia di una torre come Pavoletti – più rincalzo che titolare – e di un’aggressione maggiore sulle seconde palle.

Le cause di un utilizzo elevato di passaggi lunghi possono essere molteplici, dall’assenza di un costruttore di gioco, il classico regista, alla difficoltà nel dare opzioni alla difesa quando si prova l’uscita dal basso, quindi il poco movimento dei centrocampisti nel farsi trovare liberi e prendersi la responsabilità in impostazione. Senza dimenticare l’assenza nel reparto arretrato di elementi dal piede educato e dall’elevata velocità di pensiero. Un aspetto sul quale Mazzarri dovrà necessariamente lavorare, scegliendo tra la costruzione del gioco con il possesso e la palla a terra o quella dei palloni diretti e verticali. E, a seconda della decisione, impostare anche le scelte degli uomini di conseguenza, anche in sede di mercato a gennaio.

Matteo Zizola

 

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